Anche questa settimana ci siamo cimentati con gli assaggi dedicati alla nuova edizione del Golosario: ecco l'analisi delle nostre degustazioni

Anche questa settimana ci siamo cimentati con gli assaggi dedicati alla nuova edizione del Golosario. E come accade una volta al mese, riportiamo sotto il riepilogo degli assaggi svolti insieme con Marco Gatti e Stefano Tucci.

Questa settimana abbiamo ancora molto Piemonte fra i nostri assaggi, ma come sempre un assaggio di varie regioni d’Italia.

Cartizze Superiore Brut di RUGGERI - Valdobbiadene (Tv)
La bellezza è nella memoria: frase di forte valore simbolico e non solo, dove vi è una memoria “umana” di antichi valori vitivinicoli e una memoria “territoriale”, perché nel suolo di Cartizze puoi trovare fossili marini e conchiglie di pietra di ere passate. Queste caratteristiche donano inevitabilmente peculiarità ai vini, offrendo – oltre ad altre note distintive – un'impronta sapida netta ed elegantissima. 
Tutto questo il rimpianto Giustino Bisol lo aveva bene in mente quando fondò la cantina nel 1950 e ancora oggi la famiglia rispetta la biodiversità e la salubrità del Triangolo d'Oro che è Valdobbiadene. In azienda è stato dedicato un vigneto alla creazione di una 'biblioteca vegetale' in cui sono stati riprodotti 57 biotipi di glera, 6 di verdiso, 3 di bianchetta e 3 di perera. Un bellissimo progetto volto alla conservazione di un patrimonio genetico altrimenti destinato a scomparire.  Il 2020 è dunque il settantesimo compleanno della Ruggeri che oggi festeggia con Paolo ed Isabella Bisol il raggiungimento di un riconoscimento internazionale di qualità indiscussa che nel 2017 è stato coronato dall'entrata nel gruppo Rotkappchen - Mumm, leader mondiale nel settore della spumantistica e dei superalcolici. Augurando il meglio per il lavoro della famiglia Ruggeri, stappiamo il Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut “Vecchie Viti” millesimo 2019 che è vestito di un paglierino brillante che anticipa la croccantezza della mela e l'avvolgenza degli agrumi. Un naso dunque delicatissimo, dove senti anche i fiori bianchi e quasi del fieno, la mela rossa, per un finale davvero fresco.
In memoria di Giustino, il Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry è cremoso e a vincere è la lavanda. Anch'esso fine ed elegante.
Chiudiamo con il Superiore di Cartizze Brut che rispetto ai precedenti ha una nota vegetale evidente e una bollicina molto più persistente. Acidità più spiccata e una mineralità che convince.  In tutte e tre le etichette nel finale ritrovi gli agrumi e a condurre la bevuta è una cornice sapida per nulla invadente.
Una grande storia di famiglia, per un grande interpretazione del Prosecco. 

Sito Web: www.ruggeri.it / Per acquisti: www.callmewine.com 
ruggeri.jpgVSQ Brut Blanc de Blancs 2013 Pas Operé Sogno di CA’ DEL VENT - Campiani di Cellatica (Bs)
Eravamo stati i primi a scoprire Cà del Vént, cantina situata a Cellatica, in provincia di Brescia, in una zona le cui radici enologiche sono antichissime, risalenti addirittura all’insediamento del popolo celtico.  Gli esordi nel 1996, con le uve provenienti dai vigneti circostanti, trasformate in autentico vin de garage. Poi, passo dopo passo, le prime migliaia di bottiglie, sino al 2006, quando la cantina si è ingrandita, giungendo a sei ettari vitati e iniziando a effettuare un importante studio di zonazione, che ha portato, cinque anni dopo, a individuare 11 micro-parcelle. La densità d’impianto è di circa 6.000-8.000 piante per ettaro e la cura delle piante è manuale, con un approccio in vigna ispirato ai principi del biologico e della biodinamica.
In una degustazione con Ivano Antonini, al suo Blend4 di Azzate dove serve i vini della sua formidabile selezione, con una marcia in piú il VSQ Brut Blanc de Blancs 2013 Pas Operé Sogno di Cà del Vént, appunto. Imbottigliato il 3 aprile 2014, con sboccatura del 25 gennaio 2018 nel bicchiere ha colore giallo oro, naso ampio con note floreali e fruttate, cui seguono sentori di pasticceria e spezie, mentre in bocca ha corpo, è cremoso, con un sorso caratterizzato da una bella vena sapida, che contribuisce a rendere molto godibile la beva.

Per acquisti: piattaforma Decanto
cavent.jpgRiesling Renano Collezione di famiglia 2013 di ROENO - Brentino Belluno (Vr)
Ci ha sorpreso Luca Dell’Orto, chef patron con una passione e competenza fuori dal comune sul vino, quando ai tavoli del suo L’EK, cuore goloso di Lecco, ci ha proposto con uno dei suoi formidabili piatti, il Riesling Renano Collezione di famiglia 2013 di Roeno (acronimo tra Ro, dal nome del fondatore Rolando, e la parola greca enos), un vino raro da trovare in quella zona. Cantina fondata oltre 50 anni fa da Rolando Fugatti e dalla moglie Giuliana, ora gestita dai figli Roberta, Cristina e Giuseppe (che oltre alla coltivazione della vite fanno enoturismo, con l’agriturismo) e già nostro Top100 con il Cristina, vendemmia tardiva da uve pinot grigio, chardonnay, traminer aromatico e sauvignon.
Con la linea “Collezione di Famiglia” ha voluto esaltare la selezione delle selezioni, in alcune vendemmie particolarmente eccellenti facendo un'accurata selezione delle uve, e in questo caso volendo produrre un Riesling Renano di qualità superiore. Obiettivo raggiunto visto la riconoscibilità varietale di questo Riesling, che nel bicchiere si propone con una veste aurea, con intenso profumo di pesca e frutta esotica, tipiche note di idrocarburi, gusto dal sorso dalla bilanciata acidità e mineralità, che si distende armonico ed elegante.

Per acquisti: piattaforma drinksco
roeno.jpgGolfo del Tigullio Bianchetta 2014 di CASA DEL DIAVOLO - Castiglione Chiavarese (Ge)
Un vino clamoroso! Ci siamo guardati sbaccaliti, ammirati, e poi siam tornati ad “ascoltare” questo vino che era un autentico capolavoro, e che non ci sembrava vero fosse una Bianchetta! E invece lo era. A produrla quel Valerio Sala, che, ex ingegnere, oggi è produttore di vino sommo. A lasciarci senza parole, una bottiglia rara, custodita con lungimiranza da Mirko Cavalli, già miglior sommelier della Liguria, che in cantina ha conservato qualche perla del 2014.
Se quando avevamo conosciuto Casa del Diavolo grazie ai Circella de La Brinca di Ne, era stato colpo di cuore, tanto da averlo inserito subito tra i nostri Top Hundred quando ancora era sconosciuto al grande pubblico, l’ultimo assaggio, ci ha regalato un’emozione indimenticabile. Con un vino dal colore dorato, dal naso di infinita eleganza, ma complesso, che alle note tipiche sulfuree che derivano da vitigno e terreno, e ai sentori di erbe officinali unisce profumi di frutta esotica e spezie, mentre in bocca si distende ampio e placido, con un sorso che continua a invitare alla beva grazie alla calibrata  sapidità, per chiudere con una persistenza infinita. 

Per acquisti: piattaforma Vinopoly
casa-diavolo.jpgBrunello di Montalcino 2014 de LE POTAZZINE - Montalcino (Si)
Con il termine Potazzine a Montalcino si indicano le cinciallegre, che rallegrano le campagne toscane. In questo senso va considerato come un appellativo gioioso, con cui nonni e genitori si rivolgono in modo affettuoso alle loro piccole. Come faceva la nonna materna che chiamava Viola e Sofia, le figlie di Gigliola Giannetti. Da qui la scelta di chiamare così la Tenuta. Sempre fra i nostri migliori assaggi, anche nelle grandi degustazioni che realizziamo ogni anno, davvero di classe il Brunello di Montalcino 2014, annata che in uscita era stata sottovalutata e invece nelle migliori interpretazioni regala grandi sorprese. Quella de Le Potazzine ne è un esempio. Dal colore rosso rubino intenso, luminoso, al naso esprime un bouquet fine di frutti di bosco scuri, lavanda, fiori secchi e sottobosco, con intensi richiami balsamici ed eterei. Il sorso è ricco, vellutato e dinamico. Si sviluppa su una grande spalla acida e tannica, chiudendo con eleganza, armonia e persistenza.

Per acquisti: piattaforma Tannico
potazzine.jpgBarolo "Serra dei Turchi" 2016 di SANSILVESTRO - Novello (Cn)
Tra le colline langarole in provincia di Cuneo, sono 7 gli ettari vitati che appartengono alla cantina Sansilvestro situata a Novello. La famiglia Sartirano conduce l'azienda da ben 4 generazioni puntando su vitigni autoctoni piemontesi e concentrando le vendite dei suoi prodotti principalmente all'estero (quasi il 90%). Sansilvestro si avvale di vignaioli che conferiscono le uve in azienda, ovvero i conferitori, figure presenti in Piemonte da lungo tempo grazie alla parcellizzazione delle proprietà e all'evoluzione delle tecniche produttive. L'agronomo e professore Carlo Arnulfo è l'uomo di riferimento della San Silvestro per la scelta e la selezione delle uve: la ricerca segue sempre le orme della qualità. Quest'ultima la puoi ritrovare non solo nel bicchiere, ma anche nelle nuove etichette che dal 2016 presentano un packaging moderno e più “fresco”.
Iniziamo dunque con la Barbera d’Alba “Dominae” 2018 che è un campione coerente con la sua natura: già al naso si esaltano le note vinose e citrine che sono presagio della freschezza che troverete in bocca.
Due i Barolo in assaggio. Il Barolo “Patres” 2016 che si presenta con un colore rubino brillante e note speziate, quasi caramellate. In bocca è piacevole l’equilibrio. Più profumato, con note fruttate evidenti si presenta invece il Barolo “Serra dei Turchi” 2016. E anche qui la complessità del Barolo sembra racchiudersi nel risultato di un generale e maggiore equilibrio del precedente. L’azienda produce anche – ça va san dire – la Nascetta, gloria del comune di Novello, che avevamo assaggiato in un’altra degustazione.

sito web: www.sansilvestrovini.com
sansilvestro.jpgBarolo Bussia 2016 di COSTA DI BUSSIA - TENUTA ARNULFO - Monforte d'Alba (Cn)
1874 è l'anno di fondazione della cantina, quando il pioniere del Barolo Luigi Arnulfo decise di puntare su Bussia – cru di primo livello in zona Monforte d'Alba. Qui, oltre ai vini, si può fare visita al museo storico a lui dedicato dove avrete la possibilità di visitare la tenuta e gli 11 ettari vitati. Arnulfo abbandonò la carriera da farmacista alla giovane età di 22 anni per divenire un produttore di vino o meglio ancora, un contadino. Sforzi economici e fisici che furono ricompensati quando il suo Barolo sbarcò perfino in California: la morte di Luigi (1928) fu un duro colpo per la cascina che si riprese solamente negli anni '80-'90 grazie alla famiglia Sartirano (quella della sopracitata cantina San Silvestro) che ribattezza la tenuta con il nome di “Costa di Bussia”, antico toponimo della proprietà. Gli antichi locali dove abitò Arnulfo sono stati completamente ristrutturati e adibiti oggi ad agriturismo. Allo stesso modo, i vini rispecchiano gli antichi valori contadini di queste terre e offrono, nel bicchiere, l'austerità e l'eleganza tipica di Bussia.
Il primo assaggio è con la Barbera “Vigna del Gatto" 2017 che ti avvince con le sue note di liquirizia e leggera vaniglia che mi impastano con l’acidità tipica della Barbera, da assaporare in una freschezza pregnante.
Buono il Nebbiolo 2017 che ha spezie diffuse al naso e accenni di incenso e di sottobosco. Colpisce la finezza di questo vino.
Il Barolo Bussia 2016 ha invece note profonde al naso, con accenni di glicine e di caffè. Un Barolo superbo, elegante, degno di nota.

sito web: www.costadibussia.com
costa-bussia.jpgLanghe Pinot Nero 2018 di GIAN LUCA COLOMBO - Roddi (Cn)
Oggi parliamo del premio Gambelli anno 2014, ovvero il miglior giovane enologo italiano: Gian Luca Colombo inizia come consulente in cantina e finisce per crearne una propria. Un marchio che porta la sua firma, sinonimo di qualità e professionalità. In Langa non si può “fuggire” dall'uso del legno, eppure Gian Luca cerca sempre il modo affinché questo non prevali nel bicchiere. È il vitigno che deve raccontare il territorio: è lui il protagonista. In azienda è possibile anche soggiornare grazie al servizio bed&breakfast dell'agriturismo, dove troverete la moglie Alessandra ad accogliervi. Dalla cantina riceviamo dunque i campioni di quattro vini, dalla Barbera d'Alba Superiore al Pinot Nero, dal Nebbiolo al Barolo.
È frutta pura quella della Barbera Superiore 2017. Un effluvio che apre a un sorso molto intenso, equilibrato, rotondo che solo sul finale mostra la sua anima fresca e acidula.
Il Nebbiolo d’Alba 2018 mostra anch’esso quella vena fruttata e fresca e ricorda il ramassin. La sua trama in bocca è setosa e piacevole, col finale amarognolo e giustamente tannico.
Voti alti per il Langhe Pinot nero 2018, un vino speziato e fresco, fragrante, minerale, piacevolissimo e ancora in divenire.
E infine il Barolo 2016 che ha invece una speziatura quasi caramellata, molto intensa. Tende all’equilibrio benché sia ancora allappante e alla ricerca di un accordo fra tannini e acidità.

Per acquisti: piattaforma Tannico
colombo.jpgColli Tortonesi Barbera “Langoia” 2016 di LA VECCHIA POSTA di Avolasca (Al)
Questa cantina la conosciamo fin dagli esordi, quando Annemie ci catturava con la cucina del suo agriturismo e in tavola arrivavano le prime bottiglie del marito Roberto Semino. E di strada ne hanno fatta in questa azienda condotta con metodo biologico; anche in cantina non vengono aggiunti solfiti e la quasi totalità delle fermentazioni avviene in modo spontaneo. Oltre alle vigne, la composizione aziendale comprende una nuova stalla con vacche di razza Tortonese e Cabannina e un impianto fotovoltaico che fornisce quasi il 50% del fabbisogno energetico. Infine l’agriturismo con 35 coperti, nell'antico fienile ristrutturato.
Gli ettari vitati sono 3, estensione forse ridotta che però permette una cura estrema del vigneto. Eccoci allora alle prese con il Timorasso “il Selvaggio” 2018 che si presenta subito con il suo colore oro. Al naso ha note di frutti tropicali che esprimono freschezza. In bocca è fresco, ma decisamente sapido, con una caratteristica nota finale amaricante.
Il Rosso “Ciliegio” 2019 è di uve ciliegiolo. Ha colore rubino brillante e note vinose. Al naso senti la frutta matura, ma anche la mandorla e la grafite. In bocca si rincorrono tannicità e acidità.
Il vino che tuttavia ci ha davvero conquistato è stato il Colli Tortonesi Barbera “Langoia” 2016. È una Barbera che ha la stessa intensità di produmi delle fragoline tipiche di Tortona. Il colore è intenso e concentrato; al naso senti humus, spezie che ricordano il caffè. È molto equilibrato e poi sfodera un’acidità fine, che è certamente tipica della Barbera, ma questa finezza lo è soprattutto di queste terre. Bravi!

sito web: www.lavecchiaposta-avolasca.com
vecchia-posta.jpgMonleale Marsèn 2011 di POMODOLCE di Montemarzino (Al)
Giuseppe Davico ci conquistò nel 2008 con il suo Timorasso “Diletto”, divenuto Top Hundred, e da allora lo seguiamo assiduamente. Dell’assaggio di alcuni vini abbiamo già parlato precedentemente, e ancor più ne abbiamo goduto in una cena il 19 giugno (compleanno di Papillon) nel ristorante Da Giuseppe di Montemarzino, dove si trova la cantina, sul crinale tra la val Grue e la val Curone. Presenti sul territorio alessandrino da 3 generazioni, e ossequiosi della tradizione degli osti che offrivano tutto di loro produzione (salame, vino) dal 2005 la cantina ha il marchio Pomodolce: viticoltura biologica dove vengono esclusi diserbanti, pesticidi e concimi chimici. Le rese sono basse nei 4 ettari di proprietà e la materia con cui lavorare è di indubbia qualità. Vinificazione tradizionale accompagnata dall'esperienza e la maturità acquisita negli anni, le uve predilette sono timorasso, barbera e croatina, senza dimenticare cortese e dolcetto. Ecco dunque l’assaggio di tre vini.
Il Rosso Galavron 2019 ha un colore violaceo intenso e immediatamente note animali e un’inteso profumi di tiglio; quindi note speziate e di sottobosco. Molto piacevole.
Il Rosso Niall 2015, da uve nebbiolo ha invece note fruttate intense e qui avverti la mineralità piena. In bocca ha un’acidità spiccata e una vena profonda, verticale.
Notevole il Monleale Marsèn 2011 che si presenta maestoso al naso, con frutta matura e poi un velluto in bocca che racconta una complessità fatta di freschezza, leggera liqurizia e potenza. Un vino che non dimostra i suoi 9 anni. Ma se penso che una Barbera di Massa del 1981 aveva un’integrità incredibile, vien da pensare che questa sia davvero una grande terra e che questo rosso abbia davanti altri anni per offrire piacevolezza.
Altri vini da conoscere di questa cantine: i Timorasso Grue e Diletto, il rosso Cherubino (barbera 85%, croatina 15%) e il Croatino Fontanino.

sito web: www.pomodolce.it
Per acquisti: piattaforma Tannico

pomodolce.jpgQui di seguito i link per leggere gli articoli delle degustazioni dal 15 marzo in poi


degustazione del 15/3 (link)

degustazione del 30/3 (link)

degustazione del 6/4 (link)

degustazione del 14/4 (link)

degustazione del 20/4 (link)

degustazione del 28/4 (link)

degustazione del 4/5 (link)

degustazione del 11/5 (link)

degustazione del 18/5 (link)

degustazione del 20/5 (link)

degustazione del 23/5 (link)

degustazione del 25/5 (link)

degustazione del 27/5 (link)

degustazione del 3/6 (link)

degustazione del 10/6 (link)

degustazione del 16/6 (link)

degustazione del 23/6 (link)

degustazione del 30/6 (link)

degustazione del 01/7 (link)

degustazione del 7/7 (link)