Altre 10 cantine con i loro vini che appariranno sulla nuova edizione de ilGolosario 2021, degustati da Marco Gatti

Barbera d'Asti La Villa di TENUTA OLIM BAUDA - Incisa Scapaccino (At)
Il bicchiere che ci ha dato un'emozione indescrivibile, nelle degustazioni di questa settimana, è la Barbera d'Asti La Villa della Tenuta Olim Bauda di Incisa Scapaccino. Che questa cantina dei fratelli Bertolino, da tempo, per noi, sia eccellenza, è un giudizio che continua a essere confermato in ogni assaggio, capace di colpirci sempre con vini di notevole caratura stilistica, a partire dal Nizza che è rosso di gran classe.
La Barbera La Villa tuttavia ci ha entusiasmato per la sua autenticità, per la sua "barberosità" che si declina in un colore purpureo luminoso, nei suoi profumi intensi floreali di rosa e di iris e fruttati di ciliegia, lampone, fragoline di bosco, nel suo sorso esplosivo, dinamico, dove l'acidità caratteristica è ben calibrata, e sostiene una bella struttura, con un finale che invita a tornare al bicchiere.

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olim-bauda-barbera-lavilla.jpgBianco Vulp di CASCINA GASPARDA - Olivola (Al)
Nel cuore del Monferrato Casalese, dal 2014 Patrimonio Unesco, una realtà da seguire con interesse, Cascina Gasparda, che si estende su 8 ettari, dei quali 6,5 vitati, in biologico, dove le tipologie di uve sono grignolino,freisa, barbera, nebbiolo e cortese, disposte secondo la vocazione dei terreni tra i comuni di Olivola e Frassinello Monferrato e con gli anni degli impianti che vanno da quelli nuovi fino a settanta per le vigne vecchie. Il loro elegantissimo Grignolino, che aveva avuto grande successo a Golosaria Monferrato, è il fiore all'occhiello. Ma che bel vino, Vulp, bianco da uve cortese con piccola percentuale di moscato. Giallo oro, ha profumi di fiori gialli, scorza di arancia, cedro, note di orzo caramellato, erbe officinali, mentre in bocca ha bella personalità, con sapidità elegante che sostiene la beva.

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cascina-gaspardi_vulp.jpgButtafuoco Doc Abbondanza di CANTINA FRANCESCO MAGGI di Canneto Pavese (Pv)
Di Marco Maggi giovane e carismatico produttore oltrepadano, con vigne in quattro comuni, Canneto Pavese, Montescano, Castana e Montù Beccaria, si celebra sempre, e a ragione, il “Buttafuoco Storico” Vigna Costera, vino di recente da noi assaggiato e che nel millesimo 2016 è vero puledro di razza, un grandissimo rosso di caratura internazionale. Ma la fama e il valore del “fiore all’occhiello” della sua produzione, non deve mettere in ombra altri suoi vini, e che son davvero di classe. È il caso del Buttafuoco Abbondanza, che prende il nome dal vigneto ubicato su una ripida collina in cui nasce. Degustato in questi giorni, è stato tra i nostri assaggi memorabili, per il suo colore rubino intenso, brillante, con riflessi violacei, per i suoi profumi invitanti di frutta rossa, con il naso che nel suo avvicinarsi al bicchiere sembra immergersi in un cesto pieno di ciliegie, lamponi e fragole, per il suo sorso pieno, ma dalla beva agile, che fa sì che si tratti di un vino di cui “se ne beve, e se ne ribeve”!

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maggi-francesco.jpgTaburno Falanghina Libero 2008 di FONTANAVECCHIA - Torrecuso (Bn) 
Oltre centosessanta anni di storia, quelli vissuti nel mondo del vino dalla famiglia Rillo, la cui attività è documentata in un vecchio registro di epoca borbonica, e con la vita di Fontanavecchia che si lega in maniera quasi inestricabile a quella del Sannio e dei suoi vini, Falanghina del Sannio e Aglianico del Taburno. Sono i due vitigni riportati in auge dal costante lavoro dei Rillo, con Libero che si occupa dei 20 ettari di vigneti con il padre Orazio e il fratello Giuseppe.
Clamorosa la Falanghina Libero 2008, giallo oro, dai profumi di ginestra, albicocca e frutta esotica,  dalle note minerali, dal sorso fresco e sapido, di affascinante pienezza e dal finale lunghissimo.

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fontanavecchia-libero.jpgBolgheri Rosso Agapanto di PODERE CONCA - Castagneto Carducci (Li)
Dobbiamo a Franco Rossi de La Cantina di Manuela, instancabile wine-scout, l'incontro con Podere Conca, azienda vinicola familiare figlia della passione di Silvia Cirri, Giovanni Gastel Jr e Livio Aloisi per la Toscana, per la zona di Bolgheri e per il vino. La condizione dei pochi ettari di vigneto è "sartoriale" e avviene seguendo i canoni dell’agricoltura biologica, in omaggio anche alla storia da cui deriva l'attività di questa azienda, che continua a tutelare il prezioso patrimonio territoriale. Già premiato tra i nostri Top Hundred, nel 2018, a Golosaria, con il 2016, anche nel millesimo 2017 il Bolgheri Agapanto si conferma vino di classe e dalla beva irresistibile. Da uve cabernet franc, cabernet sauvignon e ciliegiolo, ha colore rubino brillante, naso invitante fruttato, con note di ciliegia, frutti di bosco tra cui spiccano lampone e ribes, buon corpo, ma sorso agile grazie a una bella freschezza che lo sostiene e lo spinge, con una chiusura fruttata molto piacevole.  

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podere-conca-agapanto.jpgGioia del Colle Primitivo Riserva 1999 della CANTINA COPPI - Turi (Ba)
Di questa cantina storica, nata nel 1882, e dove negli anni ’60 si ritrovò a lavorare l’enologo Antonio Coppi, che poi rileverà l’azienda nel 1979, diventando la guida che ha fatto fiorire l'attività, un nostro assaggio spiazzante. Nel bicchiere il Gioia del Colle Primitivo Riserva 1999. Rosso granato profondo, con sottili riflessi mattone, al naso si propone con note di frutta matura e confettura, sentori di prugna e liquirizia, fine speziatura. Caldo e di notevole struttura, ha sorso vellutato, armonia,  lunga persistenza.

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Colli Pescaresi Moscato Passito Bianco Plaisir di CICCIO ZACCAGNINI - Bolognano (Pe)
Vino e arte i due binari su cui si muove questa cantina, di grandi dimensioni, che riesce comunque a coniugare in modo mirabile, numeri e qualità. Se i suoi vini più famosi erano e sono i Montepulciano d'Abruzzo, a stupirci questa volta è stato il pregiato Moscato Passito Bianco Plaisir. Giallo oro, ha nota aromatica raffinata, profumi di miele, frutta tropicale, e in particolare di ananas e mango, gusto dolce ma non stucchevole, con un finale di buona persistenza.

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plaisir.jpgColli di Luni Vermentino Groppolo de IL MONTICELLO - Sarzana (Sp)
Nella Riviera Ligure di Levante, a Sarzana, Il Monticello, due ettari di olivi secolari e dodici ettari di vigneti con vermentino, canaiolo, ciliegiolo, pollera nera e massaretta, dove le coltivazioni avvengono secondo i dettami della biodinamica, con cura estrema dei particolari. Sempre un'espressione di classe dei Colli di Luni, il Vermentino Groppolo, da uve vermentino in purezza di Groppolo, sopra Sarzana, e Paterno, sopra a Sarzanello, da vigneti in posizioni di collina (sud-sud/ovest) in terreni costituiti da argille limo - sabbiose e ricche di scheletro. Dal colore giallo dorato, al naso si propone con profumi raffinati di fiori bianchi, note agrumate, erbe aromatiche, e in particolare di timo, rosmarino e basilico, mentre in bocca è fresco e sapido.

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monticello-groppolo.jpgValtellina Superiore Prugnolo 2016 di ALDO RAINOLDI - Chiuro (So)
Il vino come cultura, il motto di questa cantina, sempre più vicina al traguardo del secolo di attività, e celebre per il suo pluripremiato Sforzato Fruttaio Cà Rizzieri. Guidata oggi da Aldo, che la conduce coniugando crescita qualitativa e rispetto dell’ambiente, ha gamma interessante in cui, oltre a Sassella, Grumello e Inferno, che sono ormai di consolidata affidabilità e valore, ci ha colpito il Valtellina Superiore Prugnolo 2016. Assaggiato in quell’avamposto senza eguali di Valtellina creato dalla dinamica e istrionica Emma Marveggio, che è Sciatt a Porter di Milano, dove è presente il meglio delle produzioni artigianali, della cucina e dei vini valtellinesi. Da uve nebbiolo, in loco chiamato chiavennasca, dei comuni di Poggiridenti, Montagna in Valtellina, Trevisio e Teglio, nel bicchiere ha colore rubino intenso, al naso si propone con profumi floreali di viola, e di frutta rossa, tra cui spicca la marasca, mentre al palato ha buon equilibrio, freschezza ben bilanciata e retrogusto.    

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rainoldi-prugnolo.jpgBonarda dell'Oltrepò Pavese Campo del Monte 2018 dei FRATELLI AGNES - Rovescala (Pv)
Famiglia Agnes è sinonimo di Bonarda. La producono in diverse modalità, e tutte d’eccellenza. Nessuno come loro vanta una produzione così di alto livello, per questo vino bandiera dell'Oltrepò Pavese, ahinoi, per troppo tempo da molti ingiustamente poco considerato, e al contrario, come dimostrano le loro interpretazioni, nobile, tanto che non c'è concorso in cui le loro non si piazzino ai vertici in tre diverse categorie. Se è la Cresta dei Ghiffi, che nel 2003, è stata nostra Top Hundred, applausi questa volta per la Bonarda dell'Oltrepò Pavese Campo del Monte 2018, succosa, dal colore violaceo, dai profumi floreali di viola e iris, dalle note di frutta che ricordano la mora e la ciliegia, dal sorso cremoso e di piena soddisfazione.

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