Oggi su ilGusto Paolo Massobrio racconta cento anni di passione tra le vigne del Garda
A Moniga del Garda, la storia della famiglia Turina attraversa un secolo di viticoltura, dalle prime damigiane trasportate sui carri da Luigi negli anni Venti fino alla gestione moderna di Andrea, Marco e Matteo (gli ultimi due sono enologi). Legati profondamente alla tradizione del senatore Pompeo Molmenti, inventore del Chiaretto, i Turina celebrano nel 2025 il traguardo delle cento vendemmie, mantenendo viva l'identità di un territorio sospeso tra i borghi medievali della Valtènesi e le terre argillose del Lugana.
La produzione si distingue per un uso sapiente dei vitigni locali, interpretati con precisione tecnica e rispetto per l'ambiente.
Il Lugana Vigna Fenil Boi (da uve trebbiano di Soave, localmente detto turbiana) apre la degustazione di Massobrio con le sue note tropicali e di salvia, frutto di un'attenta crio-macerazione e affinamento in acciaio. Il cuore pulsante della cantina batte però per i rosati. Il Valtènesi Riviera del Garda Classico Chiaretto di Moniga Fontanamora incarna il prototipo del rosè gardesano: un uvaggio di groppello, barbera, sangiovese e marzemino dal colore rosa antico e dalla freschezza vibrante.
Più complesso è il Valtènesi Riviera del Garda Classico Chiaretto Setamora, un raro esempio di rosato affinato in legno (barrique di rovere francese), che regala sentori di arancia amara e note fumé.
Infine, la produzione rossa trova la sua massima espressione nel Valtènesi Riviera del Garda Classico Seselle, un blend di groppello e rebo proveniente da vigne quarantenni. Grazie al passaggio in botte grande e barrique, questo vino si rivela “pieno e con un bel sorso fragrante” – dice Massobrio, che poi aggiunge – “conquistano le note molto intense al naso; poi la fragranza verticale in bocca, che si dipana dentro un piacevole equilibrio e una freschezza che è come una brezza di primavera”.
Turina
Moniga del Garda (Bs)
Via Pergola, 68
Tel. 0365502103
Per leggere l’intero articolo clicca qui
