Dalla nostra degustazione, la conferma che il Buttafuoco Storico è un grande rosso italiano  di caratura internazionale

Il sogno si sta realizzando. La provincia "a forma di grappolo d'uva", per dirla con l’ineguagliabile definizione di Gioann Brera, ha svoltato.
L’Oltrepò Pavese, grazie a un gruppo sempre più nutrito di produttori e in molti casi giovani, ha deciso di chiudere con quel passato fatto di “quantità”.  Tra i protagonisti di questa vera rivoluzione, i produttori soci del Club del Buttafuoco Storico, sedici vignaioli che hanno vigne storiche nei comuni di Broni, Canneto Pavese, Castana, Cigognola, Montescano, Stradella e Pietra de’Giorgi, in quel territorio noto come “lo Sperone di Stradella”, delimitato a Ovest dal torrente Scuropasso, a Est dal torrente Versa, a Nord dalla Pianura Padana, a Sud dai confini comunali di Castana e di Pietra de Giorgi e a metà attraversato dal quarantacinquesimo parallelo.
I loro vigneti, sulle colline delle diverse sottozone, ossia Le Ghiaie, la zona più a nord, con vigne molto ripide che esprimono il meglio a monte della metà collina, Le Arenaria, in posizione centrale, con vigneti esposti prevalentemente a Sud-Ovest, e, a sud, Le Argille, con viti dalle pendenze inferiori alle altre due zone. Qui, dandosi rigorose regole qualitative, con croatina e barbera e parte di ughetta di Canneto e uva rara, queste sedici cantine producono il Buttafuoco Storico.
Sul collo di ogni bottiglia campeggia l’ovale con il simbolo del vino, il celebre veliero stilizzato in rilievo. E nel segno della trasparenza nei confronti del consumatore, appena sopra, spicca il bollino che riporta un numero progressivo e i “fuochi”, pittogramma che indica il valore dell’annata, e che va da 3, che equivale al punteggio minimo dato dagli esperti, di 80/100, secondo la scheda dell’Union International des Oenologues, a quello massimo di 6 fuochi, che corrisponde a una valutazione compresa tra 96 e 100/100.

Per quanto ci riguarda, da anni seguiamo il percorso di questi alfieri del grande rosso oltrepadano, avanguardia nobile, di un corteo regale che oggi vede decine di produttori dar voce al territorio, oltre che con Pinot nero e splendide interpretazioni di "metodo classico" e Cruasè, anche con Bonarda e il Sangue di Giuda, oltreché Riesling di rara eleganza. E in attesa di completare gli assaggi di tutti i vini delle sedici cantine dell’ultima annata uscita sul mercato, la 2016, vi vogliamo subito dare conto delle prime degustazioni di queste settimane, perché l’esito è stata una conferma entusiasmante che il percorso avviato sta dando frutti di rilievo. Per noi, nel bicchiere, un campione del 2017, che farà il suo debutto nel prossimo autunno, e cinque Buttafuoco Storico del 2016, millesimo valutato 5 fuochi, che per noi è 5/6.  

Buttafuoco Storico Vigna Costera 2016 della cantina Francesco Maggi di Canneto Pavese
Gli esordi, negli anni della Seconda Guerra mondiale, nel 1940, nel comune di Montescano, con soli 3 ettari. Poi, dagli anni ’70, il trasferimento della sede a Canneto Pavese, e quella crescita graduale ma costante che ha portato all’oggi, con il giovane e carismatico Marco Maggi al comando, che segue vigne e produzione, con gli ettari vitati che ora sono 25, divisi in quattro comuni, Canneto Pavese, Montescano, Castana e Montù Beccaria. Il “Buttafuoco Storico” Vigna Costera (sottozona Arenarie, nel comune di Montescano), da uve croatina (55%), barbera (30%) e uva rara (15%), in questo millesimo ha il carattere esplosivo ed istrionico di Marco Maggi che lo fa, con il suo proporsi con colore rubino brillante con riflessi violacei, naso intenso, floreale, con note di rosa canina e viola, e fruttato, con profumi di ciliegia e susina, con una bocca che si propone con frutto succoso, e sorso gagliardo e dinamico. Un puledro di razza, ideale da gustare con i piatti succulenti della tradizione lombarda, e con carni alla brace, ma di cui, se si riesce, vale la pena lasciare anche qualche bottiglia in cantina, tenuto conto della promettente longevità.  
vigna-costeri.jpgButtafuoco Storico Vigna Bricco in Versira 2016 di Massimo Piovani di Canneto Pavese
Massimo Piovani è milanese, e come molti altri milanesi, da bambino, era solito passare i fine settimana coi genitori nella casa tra i vigneti delle colline di Canneto Pavese, in frazione Monteveneroso. La sua passione per la viticoltura è nata in quelle giornate in campagna. Passione diventata poi dal 2008, dopo esperienze teoriche e pratiche in campo agricolo ed enologico, l’inizio di un cammino che, con l'acquisto di alcuni vigneti e terreni, lo ha visto trasferirsi in modo stabile a Canneto Pavese e dedicarsi alla attività da vignaiolo, con una proprietà che, dagli iniziali 600 metri quadrati, oggi è di 5 ettari. Il suo Buttafuoco Storico Vigna Bricco in Versira (croatina 50% barbera 35%, uva rara 10%, ughetta 5% ) ha colore rubino fitto, naso di grande ricchezza, che si propone con note floreali di iris e rosa, poi con note di fragola e lampone, ciliegia, quindi spezie, mentre in bocca è caldo, di notevole struttura, con finale lunghissimo. Un vino che conferma la sua filosofia produttiva che ha nell’autenticità la firma inconfondibile.  
bricco-versira.jpgButtafuoco Storico 2016 Gerry Scotti '56 di Giorgi di Canneto Pavese
Una storia importante, iniziata nel 1875, con la prima generazione dei Giorgi che produceva vino per le famiglie dei paesi vicini, secondo le usanze del tempo. Oggi, la famiglia, realizzando un grande progetto, ha creato un’azienda vitivinicola di primaria importanza, e dopo la costruzione di una terza cantina, a Camponoce,  ha raggiunto consacrazione nazionale e internazionale, con più di 160 agenti in Italia ed esportando in 59 Paesi nel mondo. Tra le diverse produzioni, di spicco quella spumantistica, e di pregio quella di Buttafuoco Storico, grazie alla proprietà di Vigna Casa del Corno, la più antica vigna dei Giorgi, e cru tra i più celebri dell’intero Oltrepò Pavese, in comune di Stradella, sottozona Le ghiaie. Dall’amicizia tra Fabiano Giorgi e Gerry Scotti ha preso il via il percorso che ha dato vita alla linea di vini che portano il nome del celebre conduttore televisivo, di cui si è parlato martedì in una diretta (https://www.facebook.com/cantinegiorgi/videos/586195222014834/ ) moderata da Paolo Massobrio.
Punta di diamante, il Buttafuoco Storico Gerry Scotti '56, dal colore rubino profondo, dalla nota minerale importante, che si accompagna a profumi fruttati di more e visciole e floreali di rosa, e a note di cuoio, tabacco e spezie, dal sorso che ha slancio dinamico per la notevole freschezza, e accelerazione sapida nel finale. Un vino di razza, dall’eleganza sorprendente!  
gerry-scotti.jpgButtafuoco Storico 2016 Vigna Montarzolo di Calvi di Castana
Il cru più cru che c’è! Per capire l’orgoglio dei Calvi e la passione e il rigore che mettono nel loro lavoro, sufficiente raggiungere quel gioiello davanti a cui si resta a bocca aperta, che è la Vigna Montarzolo, nel cuore  della zona storica di produzione del Buttafuoco. L’unicità di questo “vigneto storico”(indicato “nel foglio cinque al mappale sette del comune di Castana”) il fondo di Arenaria, già cava delle pietre usate per la costruzione della prestigiosa chiesa di San Michele di Pavia, che caratterizza in maniera inconfondibile il vino che qui nasce. Per quanto riguarda il Buttafuoco Storico Vigna Montarzolo 2016, tra i degustati, è quello con il naso più solenne, con quel tono austero che appartiene all’aristocrazia del vino, che apre su note di marasca e prugna, per poi lasciare spazio alle spezie, alle note di cannella e pepe nero, e quindi svelarsi in tutta la sua nobiltà, con quella mineralità elegante che ritorna al palato, e che vede il sorso distendersi armonico, grazie a una sapidità suggestiva che sostiene una grande struttura. 
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Buttafuoco Storico 2016 de I Vignaioli del Buttafuoco Storico del Club del Buttafuoco di Canneto Pavese
Dal 2013 i produttori hanno dato vita a un nuovo progetto consortile denominato: "I Vignaioli del Buttafuoco Storico", che è vino che viene prodotto dal Consorzio unendo i Buttafuoco ottenuti dalle vigne Storiche, e che viene proposto in bottiglia su cui si vede solo l’annata. È un simbolo che dice, uniti, nella qualità, si vince, pensato, per far conoscere il grande rosso oltrepadano in tutto il mondo. Ogni anno la sua produzione viene affidata a un enologo diverso, e nel caso del millesimo 2016, "la mano" è di Marco Calatroni.
Nel bicchiere ha colore rubino, naso di bella intensità con nota fruttata invitante, con profumi che ricordano la ciliegia e i piccoli frutti, fine speziatura, struttura, con bocca piacevolmente tannica, ma dinamica nella frazione acida, con finale sostenuto da bella sapidità e retrogusto corrispondente. Per Armando Colombi, direttore del Club del Buttafuoco e infaticabile promotore del sommo vino oltre padano, una vera soddisfazione. Questo millesimo è gran bel “biglietto da visita”!
buttafuoco-storico.jpgButtafuoco Storico 2017 Vigna Pianlong di Scuropasso - Moscarino di Pietra de Giorgi
Un vero “coup de coeur”, questo Buttafuoco Storico 2017 Vigna Pianlong di Scuropasso – Moscarino, “assaggio corsaro”, perché unico non del 2016, ma anteprima più che mai “benvenuta”, visto che lascia intendere di essere “Veliero” che quando in autunno salperà, stupirà con la sua classe, a nostro avviso, all’altezza dei “metodo classico” che han reso celebre questa cantina. «La vigna è il fattore che conta di più, poi ci sono passione, esperienza ed amore per il proprio territorio». E qui, secondo la filosofia che ispira Fabio Marazzi – terza generazione in azienda, e, per dedizione, rigore nel lavoro, competenza e visione, vero fuoriclasse “dei vigneti”, cui si deve la svolta che ha portato la sua cantina ad essere una delle migliori d’Italia, ed eccellenza riconosciuta anche fuori dai nostri confini – a trovar voce è proprio una grande vigna. È la Vigna Pianlong di Canneto Pavese, la cui particolarità è l’essere stata reimpiantata negli anni Ottanta “a giropoggio”, secondo la tradizione dell’antico Piemonte. Frutto di questo “Cru” (che ha superficie di 4.000 m², con esposizione a sud ovest in sottozona Le Ghiaie e ad un’altitudine di 200 mt slm.) il Buttafuoco Storico degustato.
Da uve croatina (50%), barbera (25%), uva rara (12%) ed ughetta di Canneto (13%), ha colore rubino profondo, equilibrio tra eleganza e potenza, con naso di suggestiva finezza con profumi floreali di rosa e fruttati di marasca, lamponi, fragole, nota balsamica e speziata, mentre in bocca ha struttura, vigore, ma con sorso slanciato, e reso dinamico da freschezza e sapidità, con un finale lunghissimo e che chiude molto elegante con retrogusto di mandorla e frutta rossa.
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