Questa settimana scopriamo le prime 11 aziende

Le sere di lockdown proseguiranno ancora, almeno per tutto il mese di maggio, visto che solo il 1° giugno potranno aprire i ristoranti. E quindi ne approfitto per assaggiare gli arretrati o riassaggiare vini che mi avevano colpito, nell’arco degli ultimi sei mesi. Un modo per scoprire aziende, leggendo fra le righe chi fa vendita on line diretta o su qualche piattaforma.

Iniziamo con questa prima carrellata di 11 aziende, come una squadra di calcio; ogni settimana ne scopriremo altrettante.


Piemonte Pinot noir 2016 di Foglino 7 di Castel Boglione (At)

foglino-pinot.jpgÈ una bestia nera il pinot noir: non sempre dà quello che ci si aspetta, avendo paragoni nobili in Borgogna o in Alto Adige. Per cui, a differenza del merlot e del cabernet, che invece si esprimono con soddisfazione ovunque, tutto sommato il Pinot nero va considerato da luogo a luogo e da cantina a cantina. Be', scoprire un notevole campione in terra astigiana, è stato interessante. L’autore sono i Foglino, che hanno l’azienda a Castel Boglione. Producono anche Barbera e Chardonnay, oltre a un pregevole Blanc de Noir (che prima o poi ci piacerebbe assaggiare). Il suo Pinot noir PiNoir 2016 ha nell’immediato quella nota caratteristica di pepe al naso, accompagnata da grafite e mirtilli. In bocca è esemplare nel suo equilibrio, piacevolissima quella chiusura finale che si fa complessa: mostra tannini e mineralità e una carezza amara sul finale sapido.
Interessante anche l’assaggio del suo Chardonnay (leggete l’annata, sopra l’etichetta…) che aveva dentro una forza inaspettata.

Per acquisti: si può ordinare e ricevere il vino scrivendo a sergio@foglino7.it, tramite whatsApp al numero 347 3680114 e instagram (foglino7winery)
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Il Rosso di Enrico Vallania 2009 di Vigneto delle Terre Rosse di Zola Predosa (Bo)

Degli assaggi indietro nel tempo, svolti nelle scorse settimane, devo ammettere che se c’è una cantina che è uscita vincitrice sempre, questa è della famiglia Vallania. Che ai miei occhi ha sempre rappresentato una sfida, perché come mi disse il professore e medico Enrico alla mia prima intervista, “in azienda non sono di legno neanche le panchine”. Quindi com’è possibile quella longevità che abbiamo riscontrato in più occasioni (straordinario l’ultimo assaggio del Rosso annata 1993) senza l’elevazione in carati? Ora, mi sono deliziato con la cuvée 2009 che aveva un rubino di tonalità molto intensa. Al naso senti la freschezza della natura, con l’anima vegetale e generosa del cabernet. In bocca è placido, con la chiusura del sorso che offre tannini ancora allappanti e lascia un ricordo di frutta piena. Interessante anche l’assaggio della Vigna Piccola 2018 una cuvée di sauvignon con note di fiori recisi, dove senti il gambo verde e poi frutti esotici. Fantastico l’equilibrio, sapido nel finale fine ma di corpo. Al termine ho scritto, senza sapere chi sia: “Ma questo enologo è un genio”.

Per acquisti: direttamente su www.vignetoterrerosse.com/ordini-e-spedizioni
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Colli di Luni Vermentino Lunaris 2018 di Cantine Bondonor di Luca Menconi di Ortonovo (Sp)  

Ho voluto riassaggiare questo Vermentino che a Golosaria Milano s’era distinto in maniera particolare. Un vino dal colore paglierino acceso, che al naso ti offre subito il litchi fresco; ma poi avverti erbe aromatiche e fiori d’arancio in abbondanza, con toni persistenti. Che forza che mostra al naso! In bocca il sorso è ricco di suggestioni con quella persistenza gustativa che ti accompagna fino alla chiusura sapida. Un vino fine ma di un certo corpo.
“Un esemplare unico. Grandioso” ho scritto prima di vergare il massimo dei voti. E ora m’è venuta voglia di assaggiare tutto il resto.

Per acquisti: si può ordinare e ricevere il vino telefonando al numero 348 8713641 o scrivendo a info@cantinebondonor.com
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Toscana Il Templare 2012 di Montenidoli di San Giminiano (Si)

Siamo nella terra della Vernaccia di san Gimignano e questo Templare di 8 anni d’età rappresenta un’esperienza. E’ un uvaggio di vernaccia, trebbiano gentile (20%) e malvasia bianca. Ha colore giallo oro antico e al naso una suadente nota di crema pasticciera. In bocca è molto equilibrato con quel finale di liquirizia che dà un tono amaricante. Ma quello che colpisce durante l’assaggio è l’espressione del velluto che si avverte in bocca, offrendomi un sorso talmente piacevole da volerlo ancora, come vino da ascolto, anche senza cercare abbinamenti (uno però ci sarebbe: con i caci di Paolo Piacenti nel suo “Pane, cacio e poesia” in via San Matteo a San Giminiano appunto).

Per acquisti: si può ordinare e ricevere il vino scrivendo a montenidoli@valdelsa.net (ordine minimo 6 bottiglie; spedizioni gratuite per ordini superiori a 150 euro)
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Barbera d’Asti 2017 di Vigneti di Dante di Mongardino (Asti)  

Attenzione a questa cantina, perché ha voglia di emergere e lo farà. Dalla sua ha un territorio, quello di Mongardino, che è baciato dalla fortuna, anche se la timidezza atavica dei piemontesi non ha mai fatto emergere quello che necessitava. Su questa Barbera d’Asti ho scritto: “Che viola pazzesca”. E poi note speziate che percorrono l’ascolto al naso. In bocca senti il cuore di Mongardino: generoso, minerale, terroso, allappante, pregnante. Direi ottima sostanza. A Golosaria Monferrato, invece, conosceremo il brut Ghitina (chardonnay e moscato) e il rosè brut da uve nebbiolo.
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Adamah brut 2014 di Lazzari di Capriano del Colle (Bs)

Questo giovane produttore, Davide Lazzari è decisamente un grande. Ci stupì nel 2018 quando il suo rosso figlio di una doc considerata minore, raggiunse l’eccellenza del top dei top fra i vini rossi: era esattamente il Capriano del Colle Rosso "Riserva degli Angeli" 2015.
Ma anche questo brut da chardonnay in purezza è qualcosa di speciale. Il colore è paglierino brillante e al naso senti quelle note fragranti di drogheria (caramelline e fragoline di bosco). In bocca è “tanta roba”: freschezza e sapidità che si rincorrono in un sorso di grandissima soddisfazione.

Per acquisti: direttamente su www.lazzarivini.it c’è il carrello per lo shop on line
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Toscana Cabernet Franc “FilarE 18” 2016 di Casadei di Pontassieve (Fi)  

Non è un segreto che per Stefano Casadei nutriamo ammirazione, ancor più dopo aver visitato la sua nuova cantina di Suvereto, circa sei mesi or sono (che sarà oggetto di un prossimo articolo sul Sostenisario). Certo questo vino ci è rimasto impresso (con me c’era Stefano Tucci). Ha un rubino imperioso, brillante e di ottima concentrazione che poi si sviluppa in un naso ricco e persistente che evoca il vegetale caldo del centro Italia con note di inchiostro. Il sorso è ampio, ti riempie il palato, poi svela il suo segreto di equilibrio con quelle striature di acidità lasciandoti al palato il ricordo di una fine tannicità. Un vino da arrosti. (Fra gli assaggi anche il Cannonau di Sardegna 2017 della sua cantina di Olianas, in anfora, la cui potenza emergeva da quelle note di fragoline bosco e mirtilli che non scorderò).

Per acquisti: si può ordinare e ricevere il vino telefonando ai numeri 05651933605 - 331 6768335 o scrivendo a eventi@tenutacasadei.it casadei.jpg

Oltrepò Pavese Barbera “Il Pozzo” 2017 di Alessio Brandolini di San Damiano al Colle (Pv)  

Certo che se la Barbera “Il Pozzo” 2017 m’ha dato quello che mi ha dato, cosa c’è da aspettarsi dal 2018 e dal 2019? Questa cantina è entrata nel novero delle nostre preferenze da quando ci ha conquistato, fra 100 assaggi (ma non per dire), con i suoi brut davvero cremosi, come del resto la Bonarda. Però mi mancava la Barbera che è arrivata puntuale.
Apri la bottiglia e senti al naso una rosa fantastica che spicca provocando quella che si dice “voluttuosità”. Unica e pregevole ti riempie in un sorso ampio ma nello stesso tempo fine. Davvero piacevole.

Per acquisti: sul sito www.alessiobrandolini.com c’è il carrello che rimanda a Winedoor.it
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Derthona Timorasso “Diletto” 2018 di Pomodolce di Montemarzino (Al) 

Mai rimandare i propri desideri. Io ne avevo uno, nei primi giorni dell’anno, che era andare a cena Da Giuseppe a Montemarzino, una delle ultime autentiche trattorie di casa nostra. La nostalgia m’era venuta dopo aver assaggiato due vini che m’hanno spiazzato. Il primo è un Timorasso che già al colore è un invito: giallo oro; al naso ti avvolge la pesca di Volpedo e la violetta ma soprattutto il talco che permane con una certa persistenza. In bocca lo senti pieno e soprattutto espressivo della mineralità di questi territori. La sapidità finale è un invito a berne e riberne. Ma che dire, anche, del Colli Tortonesi Monleale “Marsièn” 2013? Ha un profumo vinoso e contadino con note di grafite in bocca dove avverti l’acidità vibrante che sostiene un grande assaggio. Capite che da Giuseppe questi vini si abbinano a quei piatti comme il faut?

Per acquisti: su diverse piattaforme tra cui drinksco
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Treviso Prosecco extra dry 2018 di Fioravanti Onesti di San Biagio di Callalta (Tv)  

Concludo questi assaggi con una bella carrellata di Prosecco. L’azienda è Fioravanti Onesti e mi ha permesso di fare una bella esperienza. Sul mio taccuino leggo “fragranza assoluta” quando metti in comparazione il Treviso Prosecco extra dry 2018 e 2019. Ma è il primo che preferisco, con quegli accenni di prugna e fragoline di bosco, elegante e sapido. Buono anche il 2019, dove senti piacevoli sentori di lavanda in un effluvio floreale. Hanno un extradry rosè anche questo interessante e un Rosè brut che mi ha colpito per la spuma ricca e le note fruttate di mela cotogna; ma è notevole il corpo che accompagna un sorso secco. L’extradry è anch’esso pieno e l’iniziale dolcezza tende poi al secco sul finale. Ho assaggiato anche il Pinot Grigio delle Venezie 2018 che era coerente con quei profumi di pera e una piacevole sottile speziatura. Del 2018 il Venezia Cabernet Franc che è ancora in divenire.

Per acquisti: sul sito www.fioravantionesti.it hanno lo shop on line con sconto del 10% a chi si iscrive alla newsletter.
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Calabria Kalavrìa passito 2014 di BaRone di Bolaro di Reggio Calabria  

E infine un vino da meditazione, che già si candida fra i nostri prossimi Top Hundred tanto mi ha stupito. Da uve greco bianco, ha colore arancio brillante e al naso senti la lavanda e l’arancio candito. Un vino grandioso, pieno, intenso che vira verso la freschezza col supporto di una speziatura accattivante che ti lascia in bocca un misto fra arancia candita a mandorle. Del medesimo produttore anche il Calabria rosso Brutio 2014 (uve calabrese al 70% e sangiovese) dove la nota di grafite combinata con l’acidità ben presente ti accompagna verso un sorso che lascia un curioso senso di fumé in bocca. W la Calabria!

Per acquisti: sul sito http://baronedibolaro.com/ c’è il carrello per lo shop on line
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