I vini di un'Italia che vuole ripartire assaggiati da Paolo Massobrio

Ed eccoci al nostro appuntamento della settimana con la carrellata di 11 vini sottoposti puntualmente all’assaggio. Per cui ogni settimana 11 cantine con i loro vini, che sono un racconto avvincente di quella che è l’Italia che vuole ripartire.
Un’indagine sulla propensione ai consumi ha rilevato che la predilezione durante il lockdown è stata per i vini dal buon rapporto qualità/prezzo, che hanno destato attenzione, non solo nella GdO, ma nel rapporto diretto che si è avviato con le cantine stesse.
Noi qui vi segnaliamo appunto come fare la nostra stessa esperienza, interpellando direttamente queste magnifiche cantine.

Cilento Fiano “Kratos” 2018 di LUIGI MAFFINI di Giungano (Sa)
Luigi Maffini è il nostro faro del Cilento, una vecchia conoscenza che produce ai nostri occhi “la” bottiglia preziosa. In questo caso è il Cilento Fiano “Kràtos” 2018 che dalle note fruttate piuttosto intense fa percepire quella nota minerale di idrocarburi carezzevoli. In bocca ti ritrovi la dolcezza metallica del Fiano, l’acidità verticale che termina con il sapido e l’amarognolo. Un assaggio lineare.
Per acquisti: si può ordinare per vendita diretta telefonando al recapito telefonico 08281997568 o scrivendo a info@luigimaffini.it
maffini.jpgVallée d’Aoste Gewurztraminer “Pantagruel” 2018 di CUNÉAZ NADIR di Gressan (Ao) 
È una cantina di cui si sta parlando molto e l’espressione valdostana del traminer è una sorpresa. Scende nel bicchiere con quel suo colore giallo oro e subito ti imprime la sua nota fruttata e aromatica di uva spina e mele a buccia rossa, ben mature. In bocca scende ampio, elegante, senza mai tradire la sua anima aromatica che deriva dal vitigno. Sul finale avverti anche liquirizia nera e una chiusura sapida.
Per acquisti: contattare al cell. 3391891494 o via email lacantinadicuneaz@tiscali.it
cuneaz.jpgColli Orientali Friuli Friulano 2018 di RONC DAI LUCHIS di Faedis (Ud)
Questa è una cantina della nostra predilezione e se assaggiate il suo brut (da uve verduzzo) proverete qualcosa di diverso, di particolare, di unico. È una delle cantine preferite anche dal nostro Gunnar Cautero (attenzione la sua "Osteria della Stazione l'Originale" di Milano ha iniziato il delivery), che trasporta il Friuli Venezia Giulia sotto la Madonnina e soprattutto le cantine sconosciute di questa regione. Questo Friulano (ricordate il tocai? è sempre lui) ha un colore giallo fluido e intenso come l’olio. Al naso avverti frutti esotici ma colpisce soprattutto la lavanda, che trasporta pastosità e freschezza insieme. Ascoltatelo letteralmente: vengon fuori il litchi e l’erba limoncina. In bocca ti avvolge l’ampiezza, poi l’equilibrio rotondo e un finale fresco che ha persino un accenno di nocciola.
Scrivo a margine del mio taccuino: “Lascia una nuance aromatica con un’idea complessa di equilibrio che vien portato fino in fondo”.
Per acquisti: ordini al sito www.roncdailuchis.com/it/1375345/i-vini o cell. 3394949401
ronc-dai-luchis.jpgColli di Luni Vermentino “Tre Vigne” 2019 de LA COLOMBIERA di Castelnuovo Magra (Sp)
In Liguria, un altro vino originale che Marco Gatti e gli altri della commissione si troveranno sul tavolo alla prima sessione dei Top Hundred. Siamo a Castelnuovo Magra nella cantina di Pieralberto e Valeria Ferro. Questo vino ha un colore giallo paglierino oleoso. Al naso note di chinotto fresco e di ginestra con bella intensità, ma poi senti l’arancio (pazzesco!). In bocca è davvero un velluto con un’acidità presente che rimane dentro l’alveo dell’eleganza. Chiude sapido e già lo immagini con un branzino.
Il Vermentino “Celsus” è come un cru della zona di Fosdinovo, a 250 metri slm, ha note più speziate, con un sorso sempre pieno e la fragranza del cedro; chiude con la profondità amarognola di un vino che secondo me è capace di sorprenderti anche negli anni a venire (gliene affido almeno cinque).
Certo non pensavo che anche il Colli di Luni Rosso “Terrizzo” 2018 fosse della stessa levatura. Da uve sangiovese con aggiunta di merlot e cabernet, ti avvince già al colore rubino imperioso: al naso c’è tutto l’impianto fruttato e minerale, che punteggia la mora e la prugna con una spada dritta. Poi lo senti equilibrato, tannico molto elegante. Ho scritto a margine: “Un grande rosso inaspettato”. (Certo ci sanno fare in questa cantina. Davvero bravi!)
Per acquisti: consegna a domicilio con tel. 0187699235

o via mail info@cantinalacolombiera.it 
o collegandosi al link www.cantinalacolombiera.it/contatti/

la-colombiera.jpgCustoza San Michelin 2018 di GORGO di Custoza (Vr)
La conosciamo da svariati anni questa cantina veronese che lavora sul biologico, ma l’ultimo assaggio del loro vino bianco più espressivo mi ha lasciato di stucco per la grande piacevolezza. (E io aggiungo: se la gente non riscopre il Custoza, si perde davvero molto). Intanto il colore giallo limone brillante da cui escono note citrine intense e concentrate, con il frutto della passione che si evince in tutta la sua naturalezza. In bocca è pieno, di “spalla” larga, con un’acidità grassa e un finale amaricante (ma che bello!). C’è sapidità sul fondo, dopo aver trapassato un prato di note verdi, intense e persistenti. Notevole! (Lo stesso posso dire del Bardolino Chiaretto, altro vino che sta nel novero delle 16 referenze bio di questa cantina accogliente che lavora su 22 ettari).
Per acquisti: consegna a domicilio contattando tel. 045516063
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gorgo.jpgAmarone  classico riserva “Campedel” 2015 GAMBA di Marano di Valpolicella (Vr)
Ed eccoci ad assaggiare i vini della Valpolicella, avendo dentro la nostalgia di Verona, la cui ultima visita risale al 4 marzo, dove ancora si pensava di organizzare Vinitaly and the city, con la data a giugno. Mi consolo con i vini dell’azienda Gamba di Marano di Valpolicella (Vr). In sequenza.
Il Valpolicella “Le Quare” 2018 dal colore rubino trasparente che ha già note di cuoio concentrate e un’acidità viva, che cerca il suo equilibrio. Il Valpolicella classico superiore 2017 è più compiuto, fruttato, piacevole, dove avverti un corpo vibrante, elevato da un buon affinamento.
Sarà invece del 2016 il Valpolicella classico superiore “Campedel” dove il sorso si fa austero, caldo, con note fruttate che si trasportano fino alla sua carezzevole tannicità. Infine due Amarone, anzi tre.
Il classico 2015 “Le Quare” che al naso ti avvolge con note dolci e in bocca il suo equilibrio si esprime come una filigrana dove acidità e tannicità si fanno sentire. L’Amarone classico riserva 2015 “Campedel” è più speziato, molto interessante ed elegante, ma è ancora in divenire nella sua espressione.
Certo questa cantina sa esprimersi sul lungo raggio, se è vero che la riserva 2011 mostra tutto quello che chiedi a un vino del genere: spezie, alcol e una grande frutta che rende il sorso caldo e piacevole. Bravi!
Per acquisti: contattare il 3493154527info@vinigamba.it
gamba.jpg"Le Maciole" Montecucco Rosso 2018 di RIBUSIERI di Cinigiano (Gr)
Ed eccoci ad assaggiare i vini di una cantina che ci piace per la sua autenticità. Siamo nella zona del Montecucco, nella Maremma che più ci piace e non da oggi. Ed eccoci subito a fare i conti con il Vermentino “Chiaranotte” 2019 che si presenta con un paglierino classico da cui emergono note floreali di frutta esotica. In bocca è pieno, coerente al naso e in bocca, dove avverti una pienezza e una consistenza degna di questi territori eroici d’altura. E c’è sempre una freschezza di fondo che accompagna il finale sapido e ammandorlato.
ribusieri-chiaranotte.jpgIl Sofialvento rosé è invece un brut dalla spuma ricca dove giochi con i piccoli frutti che si fanno ben presenti. Ma che dire dei due rossi? Il Maremma Toscana "Solaura” 2017, rubino trasparente, a mio avviso è come una carta di identità di questa cantina che ricerca l’integrità delle uve e le fa esprimere come devono. Ossia un Sangiovese con note animali e speziate, la prugna e la ciliegia e una finezza al naso che non nasconde il pepe. L’equilibrio si esprime dentro a una freschezza ampia e diffusa che chiude con una piacevole nota verde. Il Montecucco Rosso "Le Maciole” 2018 ha un colore violaceo vivo. Al naso una viola speziata invitante e suadente. In bocca ruota con un equilibrio da manuale.
Ho scritto a margine: “Mi è piaciuto molto: caldo e avvolgente”.
Per acquisti: contattare la cantina al recapito telefonico 3429388298
ribusieri.jpgChianti Classico 2018 di FATTORIA CARPINETA FONTALPINO di Castelnuovo Berardenga (Si)
Tre Chianti all’assaggio per questa azienda di Castelnuovo Berardenga (Si). Il Chianti classico 2018 è quello più immediato: colore rubino, al naso effluvi di frutta rossa; in bocca una filigrana fruttata; fresco e decisamente espressivo della docg con quella bella carezza dei tannini sul finale. Aveva profondità speziata il Chianti Classico Vigna Dofana 2017, ed è vivo e scalpitante, mentre il Vigna Montaperto mostrava tutta la sua classicità, in un’annata che per certi versi è stata controversa. Comunque sia, abbiamo fatto un tuffo nel Chianti come lo abbiamo sempre apprezzato.
Per acquisti: contattare la cantina allo 05771503344
o via email marzia.ciofi@carpinetafontalpino.it

carpineta-fontalpino.jpgColline Teramane Montepulciano d’Abruzzo “Luì” 2016 della TENUTA TERRAVIVA di Tortoreto (Te)
Ed eccoci a una carrellata di vini abruzzesi, grazie ai campioni Bio della cantina Terraviva. Si parte con l’Abruzzo Pecorino Bio “Ekwo” 2019 che ha un colore giallo intenso e poi note di fiori che esprimono un sorso caldo. Il Trebbiano d’Abruzzo 2018 ha sempre profumi caldi che emergono dal giallo oro antico. Senti la frutta matura (frutta esotica) e un ché di animale che connota un vino naturale.
Il Trebbiano d’Abruzzo superiore Mario’s 45 2018 è più carico e il naso e profondo. In bocca ha un bell’equilibrio con un finale amarognolo gradevole. Il Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo 2017 al naso ha note terrose e di sottobosco con curiosi sentori di caffè e cioccolato. E l’alcol spinge l’acidità al naso; in bocca lo senti autentico mentre ricerca una sua armonia.
Bello anche il Cerasuolo d’Abruzzo “Giusi” 2019 che ha un colore rubino lucente e chiaro. Al naso note vinose fra la rosa e la mandorla. Colpisce in bocca l’accento minerale.
Il Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo “Luì” 2016 fa emergere la frutta dai profumi terziari del sottobosco. E rispetto al 2017 questo è più placido, armonico, fresco, minerale e tannico. Lo voglio!
Per acquisti: contattare la cantina via whatsApp 0861786056
o via mail info@tenutaterraviva.it

terraviva.jpgCarignano del Sulcis superiore “La Sabbiosa” 2017 di BIOMAR di Calasetta (Su) 
Tessa Gelisio e il suo compagno Max mi hanno raggiunto con questa bottiglia importante e imponente che è la versione superiore del loro Carignano, già top Hundred due anni fa, con la versione Bio. E qui, dopo una giornata ad assaggiare vini fruttati con i descrittori comuni ai grandi rossi, sorprende al naso sentire forte l’aroma del rosmarino. È un effluvio di erbe officinali con note balsamiche. Affondi il naso e ti chiedi se quella che senti è menta. No, è mirto: siamo in Sardegna vivaddio e non sembra vero che un vino abbia dentro proprio i profumi che senti nell’aria appena sbarchi nell’isola. In bocca ti avvolge sempre quella vampata aromatica in un sorso rotondo, equilibrato che vira verso il vegetale. In altre annate potrebbe presentarsi ancora più elegante, ma a noi piace così: selvaggio come certi antri di Calasetta.
Per acquisti: contattare la cantina via mail  info@biomar.bio
la-sabbiosa.jpgProsecco Treviso Extra Dry Bio di VITICOLTORI PONTE di Ponte di Piave (Tv)
E come a ogni nostra degustazione settimanale non può mancare una carrellata di Prosecco. Questa settimana abbiamo scelto una cantina che il sottoscritto e Marco Gatti hanno scoperto durante una degustazione a Golosaria Treviso, due anni fa, organizzata dal Consorzio di Tutela per mostrarci la versatilità di questo vino. Via allora con l’extra dry che è un classico con quella nota di buccia di mela rossa che anticipa una fragranza in bocca. Il vino che tuttavia mi ha stupito è stato l'Extra Dry Bio, che ha debuttato da poco e che si presenta con quella spuma bianca molto intensa da cui emerge ancora la mela, ma soprattutto una curiosa nota di mandarino, che è un precursore di freschezza. È un vino che mi ha colpito per l’assoluta eleganza che si sostiene con quella cremosa freschezza, piacevolissima.  
Buono anche il Treviso Prosecco millesimato 2019, graffiante. Davvero bravi!
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prosecco-ponte.jpgponte-prosecco-extradrybio.jpg