Frutto protagonista del mese di giugno, la ciliegia è ricca di gusto ma povera di calorie. Approfittiamo di questo periodo per godere di tutti i suoi benefici

  1. Le ciliegie: le varietà
  2. Le ciliegie: l’acquisto e la conservazione
  3. Le ciliegie in cucina
  4. Le ciliegie: proprietà nutrizionali
  5. Le ciliegie: curiosità

Le ciliegie: le varietà

Le varietà di ciliegie sono moltissime e vengono classificate in “tenerine” e “duracine”, nonché in “dolci” e “acide”.
Le “tenerine” hanno polpa morbida di colore rosso-nerastro, mentre le “duracine” hanno dimensioni superiori e polpa soda di colore più chiaro. Le prime a maturare sono le “tenerine” tra cui la varietà Burlat (tra il 10 e il 20 maggio in Puglia e tra il 20 e il 30 maggio nel Veneto) e le varietà Moreau e Mora di Vignola. Nelle settimane successive maturano invece le “duracine” (Durone di Vignola, Durone Nero, Durone Bianco o Graffione di Pecetto) e le “acide” la cui raccolta si protrae fino ai primi di luglio. Queste ultime sono rappresentate dalle amarene, dalle marasche e dalle visciole.
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Curiosità Dop e biodiversità italiana
Tra le gemme da menzionare:
• La Ciliegia di Marostica Dop 
È stata la prima ciliegia in Italia a ottenere il riconoscimento europeo. La sua coltivazione risale al 1400 ed è legata alla famosa partita a scacchi viventi.
• La Ciliegia dell'Etna Dop 
Una ciliegia "eroica", coltivata sui terreni vulcanici della Sicilia fino a 1.600 metri d'altezza. Il terreno lavico le conferisce una sapidità e una croccantezza uniche, con una maturazione più tardiva che prolunga la stagione fino a luglio. 

Accanto ai grandi marchi, il panorama italiano è ricco di varietà locali straordinarie come i "duroni" o la Mora di Vignola, perfette per raccontare la biodiversità dei nostri territori.

Le ciliegie: l’acquisto e la conservazione

Al momento dell’acquisto i frutti devono avere un colore brillante e uniforme, non devono essere molli e non devono presentare tracce di muffa, ammaccature o screpolature. Il picciolo deve essere verde e non appassito o secco (segno che sono state raccolte da parecchi giorni quando erano ancora indietro di maturazione e conseguentemente risultano meno dolci e meno gustose).
In frigorifero si conservano per non più di 2-3 giorni; per una migliore conservazione è consigliabile allargarle su un vassoio rivestito con carta da cucina e coprirle con la stessa carta. Vanno lavate solamente al momento del consumo e mai prima.
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Le ciliegie in cucina

Le ciliegie dolci possono essere impiegate per realizzare torte soffici, crostate, cheese cake e “clafoutis”. Avendo a disposizione abbondanti ciliegie tenerine si può preparare una confettura utilizzando il 20% di zucchero rispetto al peso delle ciliegie snocciolate; la confettura non risulterà così troppo dolce e si potrà conservare bene sterilizzandola una volta cotta. Se invece si tratta di amarene, la quantità di zucchero deve essere elevata al 30-35%.
Le ciliegie, ma ancor più le amarene, sono buone cotte per una quindicina di minuti con zucchero di canna, per essere consumate fredde come dessert di frutta o per essere servite con una panna cotta, con un gelato fiordilatte, con una bavarese al vino Brachetto o con un semifreddo allo yogurt.
Volendo dare un tocco in più alla preparazione si possono cuocere le ciliegie con un 10% di Porto rosso.
cherries-bollite.jpg Qualche ricetta del Golosario in cui le ciliegie sono protagoniste:
Ciliegie alla grappa
Semifreddo alle ciliegie
Ciambella soffice con ciliegie
Torta al cioccolato farcita con ciliegie
Crostata di ciliegie con crema alle mandorle
Mousse di amarene (o di ciliegie)
Clafoutis di ciliegie
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Le ciliegie: proprietà nutrizionali

Le ciliegie sono composte per l'80% circa da acqua, zuccheri, proteine (piccola percentuale), vitamine A e C, potassio, fosforo, calcio, ferro, sodio e magnesio. Contengono levulosio, uno zucchero che possono consumare anche i diabetici che quindi possono approfittare dell'occasione per mangiare qualcosa di dolce e salutare. In ultimo contengono i flavonoidi che combattendo i radicali liberi svolgono un ruolo primario nel processo che rallenta l'invecchiamento delle cellule del nostro organismo e aiutano a produrre collagene.
Per quanto riguarda le calorie, ogni 100 grammi di polpa ne abbiamo circa 63.
La ciliegia fresca ha proprietà depurative e disintossicanti, oltre a quelle diuretiche e lassative che fanno della ciliegia un frutto molto utile in caso di gonfiore a livello addominale.

I peduncoli non si buttano!
Nella tradizione erboristica e contadina, i piccioli (o peduncoli) delle ciliegie venivano rigorosamente raccolti e fatti essiccare al sole. Sono infatti un concentrato di sali di potassio e flavonoidi, ideali per preparare decotti e tisane dalle forti proprietà depurative e drenanti. Un perfetto esempio di economia circolare ante litteram. cherry-fiori.jpg

Le ciliegie: curiosità


• San Gerardo, protettore della città di Monza, è anche protettore delle ciliegie, tanto che la sua iconografia lo rappresenta spesso con un bastone dal quale pende un rametto di questi frutti. Il 6 giugno, anniversario della sua morte, nella città di Monza si tiene una sagra in suo onore.

L'origine del nome e il viaggio in Europa
La storia vuole che a portare le ciliegie in Europa sia stato il generale romano Lucullo (celebre per i suoi banchetti sfarzosi) nel I secolo a.C. Le importò dalla città di Cerasunte (l'attuale Giresun, in Turchia), sul Mar Nero. È proprio da questo toponimo che derivano il termine latino cerasum, il dialettale çurise, il napoletano cerasa e, ovviamente, il nome di molte cultivar.

• Una tira l'altra
Non è solo un modo di dire Il celebre proverbio "una ciliegia tira l'altra" ha un fondamento scientifico. Questo frutto stimola i recettori del gusto grazie a un perfetto bilanciamento tra la dolcezza degli zuccheri e la nota acidula data dall'acido malico. Questo mix "inganna" il palato, azzerando la sensazione di sazietà e spingendoci a cercarne subito un'altra.

Il "legno" che canta
Oltre al frutto, l'albero di ciliegio ha un legame profondo con l'artigianato e la cultura. Il suo legno, compatto e dalle bellissime sfumature rossastre, è storicamente uno dei preferiti dai liutai per la costruzione di strumenti musicali, in particolare i flauti e alcune parti dei violini, grazie alle sue eccellenti proprietà di risonanza.

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