Scopriamo le proprietà del topinambur un tubero spesso dimenticato ma ricco di nutrienti

Un po' di storia
Il topinambur è il tubero prodotto da una pianta erbacea selvatica e si raccoglie dal tardo autunno fino a febbraio, quando il terreno non è gelato. È noto anche con il nome di rapa tedesca o di carciofo di Gerusalemme per via del sapore delicato e dolciastro che ricorda quello del carciofo. La pianta del topinambur è originaria del Nord America, del Canada in particolare, si adatta a ogni tipo di clima e cresce in ogni tipo di terreno.
In Italia è presente quasi ovunque, specialmente in Piemonte, predilige ambienti umidi e cresce, in maniera quasi infestante, vicino ai corsi d'acqua. Viene coltivato spesso negli orti familiari.

L'aspetto e la pasta
I topinambur hanno forma irregolare e oblunga che ricorda vagamente quella delle patate di dimensioni medio-piccole, sono di colore bianco o violaceo e, proprio come le patate, possono essere raccolti anche dopo che la pianta è seccata. La pasta, a crudo, è più dura e croccante di quella delle patate. Per evitare che anneriscano quando si raschia la buccia superficiale, bisogna immergerli a mano a mano in acqua acidulata con succo di limone. Si possono conservare per una settimana.

Usi in cucina
I topinambur sono ortaggi molto versatili che si prestano facilmente a preparare numerose ricette. Si consumano infatti sia crudi che cotti. Crudi, sono buoni nelle insalate miste e sono uno degli ingredienti che non deve mancare nella tipica bagna caoda piemontese. Cotti, hanno una polpa più umida di quella delle patate e assumono un sapore che ricorda vagamente quello del carciofo. Conseguentemente si possono stufare come i carciofi con aglio e prezzemolo ed essere impiegati allo stesso modo.
Con i topinambur inoltre si possono preparare dei contorni per tutti i secondi piatti ma anche vellutate e zuppe da servire come primo piatto.

Proprietà salutari
Il topinambur grazie al contenuto di inulina è indicato nella dieta di persone diabetiche in quanto l'inulina funziona come riserva di carboidrati (in sostituzione all'amido) indipendentemente dall'insulina. Il tubero inoltre è ricco di sali minerali e in particolare potassio, magnesio, fosforo e ferro come pure di selenio e zinco. Il topinambur è da sempre famoso per ridurre il colesterolo e per stabilizzare la concentrazione del glucosio nel sangue e dell'acido urico. Il consumo del topinambur è pure indicato per arricchire la nostra alimentazione di fibre, sia solubili che insolubili. Un adeguato apporto di fibre nella dieta aiuta a ridurre i problemi di stitichezza e favorisce il corretto funzionamento dell’intestino.

Come ci ricorda la campagna di promozione e informazione di UNAPROA “Nutritevi dei colori della vita” (http://www.nutritevideicoloridellavita.com) - finanziata con il contributo dell’Unione europea e dello Stato italiano -, il colore della frutta e degli ortaggi è un indizio importante per variare l’assunzione di sostanze preziose, proteggendo la salute e coprendo il fabbisogno di nutrimento del nostro organismo. Ogni colore (rosso, verde, bianco, giallo/arancio e blu/viola) corrisponde a sostanze specifiche, con differenti azioni nutrienti e protettive.
Per i topinambur il colore è bianco. Sono due gli elementi che accomunano gli ortaggi e i frutti bianchi: il potassio e la fibra. Il potassio contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e alla normale funzione muscolare nonché al mantenimento di una normale pressione sanguigna. La fibra invece mantiene in salute l’intestino; quella solubile come la pectina, se assunta giornalmente in almeno 6 g, come quella contenuta per esempio in circa tre mele, contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue. Le mele e le cipolle sono potenti antiossidanti, mentre i funghi rappresentano una delle principali fonti di selenio, che contribuisce al normale mantenimento di unghie e capelli, alla normale funzione tiroidea e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. La frutta in guscio, e in particolare le noci, in quantità di almeno 30 g al giorno, contribuiscono al miglioramento dell’elasticità dei vasi sanguigni.

Curiosità
• Dopo l'introduzione della patata in Europa il topinambur venne accantonato e su di lui cadde una maledizione. Tra il popolo cominciò a diffondersi la leggenda che il suo consumo provocasse la lebbra. Lentamente diventò un prodotto temuto dalla maggior parte della popolazione, che vi faceva ricorso solo in casi di estrema necessità. Durante la carestia che colpì l’Europa nel 1772 ritornò alla ribalta per poi sparire di nuovo e rispuntare durante la Seconda guerra mondiale.

• Il topinambur non contiene glutine ed è quindi un alimento adatto a chi soffre del morbo celiaco.