Un nuovo gin sul mercato che guarda alla sostenibilità e alla piacevolezza di beva

Un gruppo di amici, lo sconquasso del lockdown e la nascita di un'idea diversa dal solito. È un refrain ascoltato molte volte, in questi ultimi due anni. È la storia anche di Natura Gin, il London Dry Gin prodotto da un trio di amici - Marco Antognazzi, Claudio Mazzocchi e Federico Carugo – lanciato sul mercato lo scorso luglio. Marco e Claudio sono sono commerciali, nel settore dei dispositivi di stampa, Federico invece è del settore, bartender con un locale a Parabiago (il Kaino caffè).
noi_tre.JPGEravamo in una call tra amici, bevendo gin tonic, e ci siamo detti: perché non fare un nostro gin?”. E così è nato il percorso che ha portato il trio alla produzione di un primo microlotto di 50 bottiglie. Oggi sono oltre 1200 le bottiglie vendute, in poco più di un anno. Per ottenere una ricetta diversa, hanno scavato nella memoria. “Io sono partito da un ricordo di mia nonna, che per merenda mi preparava delle frittelle dolci fatte con i fiori di robinia, che in dialetto si chiamano pacialacc - spiega Marco Antognazzi, che dei tre è il vecio, con i suoi 43 anni –. Abbiamo così aggiunto i fiori di robinia ad una base classica di ginepro, coriandolo e angelica, ma la dolcezza della robinia era troppo preponderante”.
natura-gin-cover.jpgCosì è intervenuta la madeleine e le origini campane di Claudio Mazzocchi, che si è ricordato di un amaro all'iperico tipico della sua zona. “L'iperico ha bilanciato con la sua amarezza, poi abbiamo aggiunto freschezza con menta e timo, e una nota speziata di pepe rosa”. Così hanno consegnato la ricetta al distillatore (la distilleria Eugin di Meda), che gli ha consigliato di aggiungere un ulteriore ingrediente, per trovare l'armonia ideale. “Ma il nono ingrediente è un nostro segreto” chiosa Antognazzi.

Tra le peculiarità di Natura Gin, vi è l'uso di ingredienti biologici e 100% italiani. Ma anche un'attenzione spinta per la sostenibilità, che si declina in un packaging particolare e in una partnership con un gruppo di apicoltori. Partiamo da quest'ultimi. Sono i ragazzi di bee_happy_bees, attivi a Paraabiago, con i quali Natura Gin ha stretto una forte collaborazione. Il packaging invece è totalmente riciclabile e da materiale riciclato. “A partire dalla scatola, in cartone, che abbiamo pensato ad incastro e che permette di ottenere due sottobicchieri, mentre la parte esterna della scatola può essere personalizzata. L'unico elemento ad oggi non biodegradabile è l'etichetta in pvc, ma per eliminarla arrivando a serigrafare le bottiglie, dobbiamo aumentare ancora la produzione”.
natura gin.JPGAll'assaggio, Natura Gin è piacevolmente equilibrato e non troppo secco. La dolcezza della robinia è solo una nota che caratterizza il profumo e ingentilisce il sorso, nel quale sono protagonisti anche il ginepro (ovviamente) e le note fresche (del timo più che della menta). In miscelazione, trova valido utilizzo nel più classico dei gin tonic. “Per il quale consigliamo l'uso di una tonica non invadente, neutra, magari accompagnandolo con un rametto di timo fresco, che anticipa le sue note”. Da provare anche nel Martini Cocktail, magari in una versione non troppo secca.

Natura Gin si può acquistare nello shop aziendale, oppure fisicamente nel locale Kaino Caffè  di Parabiago. Il prezzo al pubblico per la bottiglia da 70 cl è di 42 euro, c'è anche una versione da 0.20 cl venduta a 22 euro. Per il futuro? È in cantiere una vodka di alcol da grano italiano certificato e una special edition del gin prodotta in maggio, con i fiori freschi della robinia.

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