Quindici cantine interessanti, con affondo marchigiano e piemontese

Il nuovo lockdown non può certo fermare i nostri assaggi di vini che procedono a sessioni settimanali per scoprire i candidati alle prossime finali e semifinali dei Top Hundred che quest’anno raggiungeranno i 20 anni con alcune sorprese che ci terranno compagnia tutto l’anno. Ecco un primo resoconto.

Enfer D’Arvier 2019 - THOMAIN di Arvier (Ao)
Spettacolare questo Enfer che ha il profumo di vischio, con quelle note al naso di verde selvatico che poi ritrovi in bocca pari-pari. Poi il bicchiere che si ossigena ti offre note di marmellata di mirtilli. Ha un bel corpo che termina con una nota amarognola davvero avvincente. Per questo vino, i 5 asterischi pieni. Davvero ottimo!
(tel. 347 8646921- www.thomain.it )
thomain.jpgLazio Rosso “Ossidiana” (Merlot) 2018 - ARTICO di Aprilia (Lt)
Sorpresa la conoscenza di questa cantina laziale di Aprilia che ci ha raggiunto con tre vini: due bianchi e uno rosso. Dei primi ci ha molto colpito il Trebbiano “Amaltea” 2019 di colore paglierino, che al naso si presentava con note di mele e fieno. In bocca una spada acida diretta e una persistenza lunga su un tessuto vellutato.
Aveva colore oro il Lazio Sauvignon 2018, che in bocca, tuttavia, risultava abbastanza prevedibile, ben fatto, ma soggetto a un confronto con Sauvignon di altre zone forse più inclini alla finezza. Diverso è stato invece il discorso del Lazio Rosso “Ossidiana” 2018, un merlot in purezza davvero interessante. Ha colore rubino ben concentrato, al naso frutta con speziature dolci; in bocca è fresco, filigranoso, equilibrato con una tannicità cremosa. Un gran bel rosso. Sarete con noi sul Golosario e nelle semifinali dei Top Hundred.
(tel. 349 5249145 - agricolaartico@gmail.com)
artico-oddisiana.jpgLacrima di Morro d’Alba superiore “Sangvineto” 2016 - MAZZOLA di Senigallia (An)
Dei due vini di questa azienda marchigiana è il rosso quello che più ci ha colpiti. Al naso persistono note aromatiche fresche quasi di uva americana con sentori di sottobosco. Ha un bell’equilibrio e un’acidità presente molto spiccata. Il Marche Bianco “GlaRus” 2018 (da uve verdicchio biologiche) ci è parso subito caldo nei suoi profumi fruttati, con cenni di idrocarburi e una piacevole rotondità in bocca.
(tel. 349 0700546 - www.cantinamazzola.it)
mazzola-morro.jpgVerdicchio dei Castelli di Jesi classico 2019 - VITO CARDINALI di Morro d'Alba (An)
Un piacevole Verdicchio che mostra subito speziatura e frutti esotici. Anche in bocca si evincono le note fruttate e un segno di mineralità piacevole.
(tel. 0731 63064 - www.vitocardinali.com)
vito-verdicchio.jpgTerre Siciliane “Angimbé” 2020 - CUSUMANO di Partinico (Pa)
Notevolissimo il Bianco della Maison da uve insolia e chardonnay che si presenta nel bicchiere con un colore giallo oro. Al naso un profumo penetrante di fiori e ananas nonché note di pietra focaia. È rotondo in bocca, fresco, con un gradevole finale ammandorlato. Il Sicilia “Benuara” 2018 (nero d’Avola e syrah) ha tutta l’eleganza di un grande rosso vellutato, dove il fil rouge, al naso e in bocca, sono quei piccoli frutti davvero avvincenti. Un grande cantina che abbiamo nel cuore. Una garanzia.
(tel. 0918908713 - www.cusumano.it)
cusumano-angimbe.jpgSerrapetrona “Morò” 2016 - FONTEZOPPA di Civitanova Marche
Un’azienda bio marchigiana che ci ha davvero colpito per l’originalità. Intanto con il Colli Maceratesi Ribona “Altabella” 2019 che è spettacolare e che entra nel palmares delle nostre ormai quattro Ribona del cuore. Al naso la piacevolezza del frutto come la banana, in bocca una spada tosta di acidità che contribuisce alla pienezza del sorso. La freschezza è ampia, diffusa e poi il finale ti offre note di frutta secca e sapidità. È una Ribona che ha conquistato un degustatore come James Suckling (che tuttavia ha assaggiato la Ribona "Asola" che a noi non è pervenuta sigh), il quale vorremmo invitarlo ad assaggiare le nostre due Ribona Top Hundred (Podere Sabbioni nel 2019 e San Michele Arcangelo nel 2020). Eccezionale abbiamo poi trovato il Serrapetrona "Morò" di colore rubino vivo e profondo, con un cuore speziato e minerale. Senti al naso roccia, terra, polvere (ma chi dice che la mineralità non si avverte al naso deve avere il raffreddore) e poi piccoli frutti, inchiostro, confettura di prugna. Insomma una complessità pazzesca che alla fine conduce a un velluto pieno con una trama tannica nervosa. Cinque asterischi pieni.
(tel. 0733790504 - www.cantinefontezoppa.it)
fontezoppa-serrapetrona-moro.jpgColli Maceratesi Ribona 2019 - SAPUTI di Colmurano (Mc)
Lo so che vi stavate chiedendo quale fosse la quarta Ribona. Eccola: Saputi di Colmurano. Eccola con il suo colore paglierino brillante, con la consistenza del giallo limone tendente all’oro. Al naso qui senti l’albicocca e l’ananas, calore e freschezza. In bocca la sua acidità favorisce eleganza, è pregnante e poi finisce con quella perfetta sapidità che mantiene viva la freschezza. Anche questa Ribona ha ottenuto il massimo dei punteggi. Il Marche Sauvignon 2019 dal colore giallo oro mostra note pulite di frutto della passione e ammoniaca: in bocca è piacevole, fresco, ben fatto, ma soprattutto merita un + per la persistenza pur rimanendo indietro di qualche lega, in preferenza, rispetto alla Ribona. Interessante anche Rosso Piceno “Castru Vecchiu” 2017: note di frutta piena, elegante e fine, in linea con la piacevolezza dei due vini precedenti.
(tel. 0733508137 - www.saputi.it)
saèputi-ribona.jpgTrentino Superiore Gewurztraminer “Musivum” 2018 - CANTINA DI MEZZACORONA di Mezzocorona (Tn)
L’ultima visita in Trentino, prima del cambio colore, mi ha regalato un incontro con Camilla Lunelli e con Luca Rigotti presidente della Cantina di Mezzacorona che mi ha regalato le ultime due bottiglie della collezione Musivum, presentata due anni fa, con le prime due etichette (erano Pinot Grigio e Müller Thurgau). Ora sono quattro se si aggiunge l’Alto Adige Chardonnay “Tolloy” 2016, colore giallo limone che al naso ha note davvero molto intense di frutta bianca esotica unita a generi minerali. In bocca comanda l’acidità quasi a dire che avrebbe bisogno di altro affinamento in bottiglia. Chiude con la sua freschezza e una nota amaricante. Eccezionale è poi il quarto della collezione: il Trentino Superiore Gewurztraminer 2018 che, dal suo colore giallo oro fa partire un effluvio aromatico elegante di fiori di arancio e biancospino. In bocca è velluto puro, elegante quindi, con note di mandorla prolungate. Grandissimo!
(tel. 0461616399 - www.mezzacorona.it)
Musivum.jpgFiano di Avellino - DI MEO di Salza Irpina (Av)
Cosa avrei potuto abbinare ai primi asparagi che sono arrivati sulla mia tavola se non un Greco di Tufo o un Fiano di Avellino? E qui si apre il dilemma, o meglio la rincorsa che dopo la degustazione professionale è terminata con la prova della bottiglia. Ovvero quale è finita per prima? Il Fiano di Avellino, dove la nota di miele che emerge da quel colore giallo oro, era ancora più avvolgente di quella del Greco. Poi la speziatura filigranosa che avverti in bocca è davvero esemplare, insieme a una freschezza infinita, che prolunga la finezza intrinseca del Fiano. Però il Greco, riassaggiato anche il giorno dopo diceva la sua essendo stato sul filo del rasoio. In bocca la sua acidità è scalare per una freschezza diffusa mentre il finale sapido dopo una ventata di frutta fresca lo indica come un vino di grande valore. E che dire del Taurasi riserva 2013 dal colore rubino rigoglioso. Al naso senti i piccoli frutti maturi e profondi, ma anche un cuore di nocciolo. In bocca è elegante, fresco e mai diresti che è un 2013. Poi quel naso amaricante lo ritrovi tutto nel retrogusto. Grande cantina!
(tel. 0825 981419 - www.dimeo.it)
dimeo-ok.jpgAbruzzo Bianco 2018 - INALTO di Ofena (Aq)
Adolfo De Cecco, figlio di una celebre famiglia con la mani in pasta lo abbiamo scoperto nel 2018 al ristorante D’One di Montepagano (Te). Quest’anno ci sono arrivate due bottiglie, una dell’Abruzzo Bianco 2018 che già avevo assaggiato (ma l’annata era il 2017) a cena da Davide Pezzuto, e una di un altro vino che è diventato mistero giacché la bottiglia s’è rotta e non sono riuscito a sapere cosa fosse. Ma la curiosità resta. Anche perché questo Bianco color oro, frutto di uve trebbiano e pecorino ha una concentrazione speziata e fruttata davvero interessante, come fosse una collezione di mele selvatiche. In bocca colpisce la sua sapidità e la piacevole freschezza che accompagna tutto il sorso.
(tel. 0862 956618)
inalto.jpgPrünent 2018 - CA' DA L'ERA di Pieve Vergonte (Vb)
Ci ha fatto davvero piacere ricevere i vini di questa giovane produttrice ossolana, Mara Toscani, che alla soglia dei quarant'anni decide di recuperare i terrazzamenti abbandonati ed inerbiti, di proprietà dei nonni e bisnonni in Val d'Ossola e, dopo un duro lavoro, di piantare barbatelle di prünent. Era il 2012. Partiamo con il Valli Ossolane nebbiolo “Springhitt” 2019 dal coerente colore rubino trasparente. Al naso ha la viola ma anche cenni di liquirizia. È avvolgente in bocca, piacevole, fresco con un persistente aromaticità. Di un gradino superiore è tuttavia il Prünent 2018, al naso lo senti vinoso e profondo, quasi a cogliere ancora l’uva o meglio i sentori primari. In bocca la sua eleganza si esprime con dei tannini fini e una freschezza davvero ghiotta. Uno dei migliori Prünent che a questo punto fa il paio con il Top Hundred dello scorso anno che fu quello di Edoardo Patrone. W i giovani ossolani!
(www.cadalera.it)
ca-da-era-prunentOK.jpgLanghe Nascetta “Leonina” - FRANCONE di Neive (Cn)
Francone è una delle nostre cantine del cuore, che abita nel paese della varie doc, fra cui spicca il Barbaresco che fu Top Hundred nel 2019. Quindi belle bevute del suo Barbaresco e anche della Barbera d’Alba "L’Amorosa" 2019 che aveva dentro il nocciolo del ciliegio. Ma chi se l’aspettava di entusiasmarsi della Nascetta, che Marco Gatti lo scorso anno assaggiò in tutte le declinazioni. Questa di Francone ha colore giallo, al naso note di fiori e albicocca unite ad un ché di sulfureo. In bocca una pregnanza acidula che ricorda la piacevolezza di qualche frutto esotica. È elegante, pieno, fresco e piacevole anche nella sua chiusura sapida.
(tel. 017367068 - www.franconevini.com)
francone-leonina.jpgBramaterra 2015 - LORENZO ROVERO di Sostegno (Bi)
Ed eccoci con un’altra cantina del Biellese, terra di osservazione privilegiata per noi. Di Rovero abbiamo assaggiato tre vini, trovando oltre la soglia di eccellente ben due. Iniziamo dal Bianco 2019, che ha colore giallo brillante e note di mango. In bocca è ampio e la sua alcolicità dà una sensazione di dolcezza con quell’acidità che chiede il finale lasciando un ricordo di piacevolezza e persistenza. Il Rosato 2019 è una rosa speziata, mentre il Bramaterra 2015 è un rosso notevole, esemplare, su cui è ricaduto il giudizio massimo dei 5 asterischi. Ha note vino profonde dove trovi poi la viola e la ciliegia tanto che a occhi chiusi diresti che hai di fronte un ratafià. Elegante con una setosità tannica ben presente. Che bella sensazione quando in un vino senti sostanza sugosa, timbro secco e minerale, nota pulita e sapida. Grandioso!
(tel. 3478183127)
rovero-bramaterra.jpgBrut Rosè “Mete” (grignolino) - HIC ET NUNC di Vignale Monferrato (Al)
Attenzione, perché di questa cantina sentirete parlare a lungo. Noi rimanemmo colpiti già tre anni fa quando ci presentarono un Cortese prodotto nel Monferrato che nel millesimo 2016 divenne Top Hundred. Poi abbiamo assaggiato il loro Grignolino Altro Mondo 2018 e ci siamo inginocchiati per l’interpretazione perfetta fatta di un enologo bresciano, Massimo Gigola, che è fra l’altro l’enologo delle Corne, la nostra cantina dell’anno della Bergamasca, top dei top con il suo Cabernet Franc Vino Biologico “Vento Fermo” 2018. Ma il patron Massimo Rosolen, mentre ci mostrava la nuova cantina, davvero bella e invitante con balconata sui vigneti e sul paese più bello del Monferrato, mi ha confuso facendomi assaggiare un brut da Grignolino che non mi aspettavo. Si chiama Mete, è un metodo Martinotti lungo (9 mesi) ed è fatto con grignolino. Ha un colore tenue di buccia di cipolla, una caratteristica nota vinosa e una nuance che ricorda le caramelline Leone. In bocca è croccante nel senso vero del termine, intrigante e fresco. Una vera sorpresa. Dopodiché abbiamo fatto una verticale di Cortese che ora si chiama “monolite” dove il 2016 è risultato grandissimo, ottimo il 2018, ma di promessa grande il 2019 che sta per uscire.
(tel. 0142670165 - www.cantina-hicetnunc.it)
hic-nunc.jpgAsti Metodo Classico 2019 - MARCALBERTO di Santo Stefano Belbo (Cn)
Ed ecco a voi cosa berrò sulla Colomba di Pasqua (in pole position c’è quella di Albertengo). Berrò un Asti Metodo Classico di Piero Cane. Ora, i brut metodo classico di Piero Cane, in arte Marcalberto, hanno spopolato a Milano, soprattutto dopo la nostra proclamazione a Golosaria fra i Top Hundred. Se vai da Christian Magri, nostra corona radiosa di Settimo Milanese trovi tutto di Marcalberto e forse anche l'ultima bottiglia della serie che con i dolci di questo cuoco ci sta a perfezione. È l'Asti metodo classico 2019, che riprende una gloriosa tradizione e che oggi nobilita questo straordinario vino piemontese e italiano e base di uva moscato. Lo abbiamo assaggiato in una delle prime sessioni dedicate ai Top Hundred 2021 e ci ha colpito per quell'aroma di glicine e fiori di arancio, per il corpo che si evince dentro a un sorso cremoso e molto fine. Ho citato Christian Magri perché credo che lui sia in grado di immaginare anche un abbinamento di Asti con la cucina agrodolce della tradizione longobarda, per un menu speciale.
marcalberto.jpgDETTO QUESTO Grazie per averci seguito fin qui. In settimana usciremo con altre degustazioni collettive, perché le sessioni di assaggio proseguono a ritmo serrato. Cin Cin!!!