Le nostre degustazioni collettive con il mese di luglio giungono al termine. Il 15 settembre, come da tradizione, sveleremo i Top Hundred 2021 e le Cantine Memorabili di quest’anno

I lavori per questa iniziativa sono terminati, per cui molte delle cantine che troverete nelle prossime degustazioni saranno le novità del Golosario 2022, candidate alla prossima edizione dei Top Hundred 2022, ma già invitate, se lo desiderano, a Golosaria Milano dal 6 all’8 novembre p.v. Ci sono tantissime novità, fra vecchie conoscenze e cantine da conoscere.

Deperi di Ranzo (Im)
www.deperi.eu
È una vecchia conoscenza de ilGolosario, già Top Hundred con il suo metodo classico da uve pigato. Siamo a Ranzo, un piccolo borgo in valle Arroscia, alle spalle di Alassio ed Albenga, a 20 chilometri dalla costa, in uno dei comuni dove il Pigato esprime le sue doti migliori. È qui che la famiglia Deperi coltiva per passione la vite e l'olivo da oltre un secolo, ma solo nel 2004 Paolo Deperi decide di avviare la produzione di vino. La prima bottiglia di Pigato (e non poteva essere altrimenti) arriva nel 2008. Gli ultimi nostri assaggi confermano la grandezza dello spumante metodo classico pas dosè, fin dal naso un concentrato di prugne gialle, erbe officinali (salvia) e una croccante crosta di pane, che diventano sorso profondo e lungo, di bella acidità. Il Pigato Superiore Cremen 2019 è iconico nella sua pienezza, grande ricchezza al naso e poi in bocca, dove esalta la vena minerale, corroborata dalle sensazioni officinali di un assolato terrazzamento vista mare. Ma grandissimo è anche il Vermentino La Colombera 2020: naso espressivo e intenso di albicocca ed erbe mediterranee, il sorso si fa apprezzare per una snellezza che lo rende beverino, ma non per questo poco persistente (il finale piacevolmente amaricante completa il quadro). 
deperi.jpgPoggio dei Gorleri di Diano Marina (Im)
www.poggiodeigorleri.com
Al recente Premio Vermentino di Diano Castello il Vermentino 2020 di questa cantina ha ottenuto il premio della giuria popolare. E il motivo è presto detto. A guidarla, la famiglia Merano, titolare dal 2003, quando ha acquistato la tenuta che poi via via ha ampliato. Il loro Vermentino 2020 ha tutto per piacere: i profumi di ananas e piante officinali sono preludio di un sorso pieno e fresco, piacevole ed armonico, che richiama senz'altro il secondo bicchiere. 
poggio-gorleri.jpgLavagnoli di Verona
Per noi questa cantina è divenuta un nuovo punto di riferimento in Valpolicella. Precisamente a Pigozzo, frazione di Verona. E ogni assaggio conferma il nostro giudizio che già due anni fa ci fece battere le mani per il loro Amarone, considerato il n.1 dell’Anteprima 2016. Il Pigosso - Garganega Veronese IGT 2020 è tutto meno che un vino semplice. All'inizio bisogna aspettarlo un poco, ma poi si distende in profumi di fiori bianchi, frutta gialla e una mineralità vulcanica evidente che poi ritorna anche in bocca, trasformandosi in un'acidità che innerva il sorso. E che dire del Valpolicella 2019? Sul taccuino ci siamo appuntati “ciliegia schiacciata al sole” e la franchezza del frutto rimane impressa sulle papille a lungo, per un sorso elegante e pieno, di buona acidità. Ciliegia che ritorna nell'Amarone 2017, ma questa volta sotto spirito, assieme a note sottili di vernice. In bocca è un Amarone emblematico: equilibrato, pieno, mai stucchevole. E che l'equilibrio sia una delle cifre stilistiche di questa cantina ce lo ricorda anche il Ripasso Superiore 2018. Dimenticatevi alcune interpretazioni faticose di questa tipologia, per immergervi in un naso di frutta secca e peperone, che si distende in un sorso caratterizzato da una speziatura importante, e dalla consueta e caratteristica acidità. E’ una cantina questa, che non solo ci ha fatto felici per la conferma su tutti i vini assaggiati, ma che vorremmo far conoscere al grande pubblico di Golosaria, come novità distintiva. 
lavagnoli.jpgDe Vigili di Mezzolombardo (Tn)
www.cantinadevigili.it
A Mezzolombardo, nella Piana Rotaliana, questa famiglia è in vigna da generazioni, l'ultima delle quali è rappresentata da Francesco De Vigili, attuale titolare. Noi abbiamo assaggiato tre vini. Il Terre Bianche Chardonnay 2020 c'è piaciuto più al naso, non scontato, anche grazie a un floreale intrigante di fiori di sambuco. Se il Rosato 2020 da uve teroldego, intenso nei sentori fruttati ma non perfettamente equilibrato al palato, non ci ha del tutto convinto, il Teroldego Rotaliano 2019 ha la stoffa del vino di razza. I profumi sono di frutta rossa matura e una viola accennata. In bocca il sorso è pieno, i tannini corretti, ma a caratterizzare il bicchiere è la speziatura e una rusticità di fondo che lo rende vivo.
de-vigili.jpgZanini Luigi di Mezzolombardo (Tn)
www.zaniniluigi.com
Rimaniamo nella Piana Rotaliana per assaggiare i vini della cantina Zanini Luigi, attiva dal 1968 a Mezzolombardo, e oggi guidata da Oscar e Andrea, figli del fondatore Luigi Zanini. Dell'ampia gamma di rossi e bianchi abbiamo assaggiato lo Chardonnay 2020, decisamente fruttato e tipico nelle note di banana intensa. Al Teroldego Rotaliano 2019 Le Cervare, interpretazione piuttosto ingentilita di questa tipologia (il passaggio in barriques è pronunciata), abbiamo preferito il Teroldego Mille968 2018, che celebra l'anno di fondazione della cantina. Questo sì un grande vino, connotato da sentori di prugne secche e mandorle, per un sorso strutturato, ancora ricco di frutta fragrante, e profondo nella sua speziatura.
zanini.jpgNino Negri di Chiuro (So)
www.gruppoitalianovini.it/index.cfm/it/brand/nino-negri/cantina/
Non servono presentazioni per questa cantina che fa parte del Gruppo Italiano Vini, uno dei punti di riferimento della viticoltura in Valtellina (e non solo). Il vitigno simbolo è il nebbiolo, nella variante locale chiavennasca. Lo ritroviamo in purezza nel Valtellina Superiore Nebbiolo 2018 Mazer, elegante nei suoi profumi spiccatamente floreali. E poi nel buonissimo Inferno - Valtellina Superiore Nebbiolo 2018 che nasce nei dintorni del fruttaio “Casa Colonica”, nel cuore della sottozona denominata Inferno, dove si trovano alcuni dei vigneti più belli di questa cantina. Il risultato è un concentrato di spezie, prugne sotto spirito, ma anche una piacevole nota ematica. In bocca conferma tutta la sua classe allungandosi in un sorso pieno, perfettamente in equilibrio tra tannini e acidità. Il 5 Stelle Sfursat - Sforzato di Valtellina 2018 è il vino ammiraglia. Un vino costruito sulla morbidezza e la profondità, ricco al naso lamponi maturi, violette e cacao, per un sorso concentrato e intenso, di grande persistenza. Un vino da meditazione? Eccolo.  
nino-negri.jpgCandido Francesco di Sandonaci (Br)
www.candidowines.it
Che piacere ritrovare questa cantina che è nelle nostre degustazioni da 30 anni. Il piacere più grande però è stato trovare conferma del nostro Top Hundred del 2004 che era l’Immensum, un Salice Salentino riserva 2018 capace di esprimere la tipicità con note di frutta sotto spirito e poi una finezza esemplare. Buono anche il Salice Salentino Rosso riserva 2018 che sembra puntare più sulla freschezza, mentre il vino che ci ha sorpreso di più, alla fine, è stato il Susumaniello 2020, un Salento Rosso che al naso mostra frutta fresca distesa (mirtillo) e si apre alle spezie; ma senti anche cenni di caffè e poi un velluto elegante. Sui bianchi e i rosati abbiamo poco da dire (a parte i Piccoli Passi 2020, che è un bel negroamaro rosato che consigliamo a tutto pasto), mentre il Salento Negroamaro Cappello del Prete 2017 ci è piaciuto per la sua profondità, e quelle note di cannella e per l’eleganza. Più ruvido il Duca D’Aragogna 2016, un Salento Rosso dove le note di vaniglia si sentono ancora, secondo uno stile che forse è superato. Per dirla tutta: abbiamo ammirato la freschezza di susumaniello e negroamaro (anche rosato, e questa cantina è capace di lavorare con questa uva), tenendo sempre nel cuore il nostro Immensum che è un uvaggio di negroamaro e cabernet sauvignon.
susumaniello.jpgimmensum.jpgLa Casaia di Santa Giuletta (Pv)
Da una costola dell’azienda Lozza di Santa Giuletta eccoci all’assaggio della linea di vini bio oltrepadani de La Casaia. Il loro Chardonnay metodo classico “Passione” 2017 è davvero interessante. Ha colore oro antico, al naso spiccano la freschezza della mandorla e della frutta secca con un sottofondo di polpa esotica. È invitante la nuance di crosta di pane e poi il corpo pieno che si svela con eleganza e freschezza in un sorso ricco e di bella persistenza. Sorpresa anche per il pinot nero vinificato in bianco, La Rosa Bianca 2020, che esce con una nota di albicocca e frutta fresca e cenni minerali. In bocca è diritto, equilibrato. Il Pinot nero vinificato in rosa "Una Notte" 2020 ha note di lampone, ma ci ha convinto meno del precedente, mentre il Pinot Nero “La Quercia” 2017 è iconico, con note di sottobosco e una bella profondità al naso; in bocca tratteggia l’eleganza del vitigno compresa la mineralità. È invece frizzante, vivace, fruttata la beva del Bonarda “Armonia” 2020 che rimarca fragranza.

Cantine Colonna di Casalnoceto (Al)
Altra novità è stato l’assaggio dei vini di questa azienda del Tortonese che apre le danze con un Timorasso “Fegliata” 2019, un bianco di medio corpo piacevolmente fruttato ma determinato anche da note erbacee freschissime. In bocca si apprezza infatti la freschezza. Notevole è tuttavia la Barbera Superiore della doc Colli Tortonesi 2019. Qui senti proprio la rosa che emerge dal suo color porpora. Una bellissima Barbera, piena, corposa, caratterizzata come deve essere da una buona freschezza. Sono bravi anche con la Croatina, nel senso che hanno fatto un vino, chiamato “Intenso” Colli Tortonesi 2020, che è espressione autentica del vitigno. Quindi note speziate, pienezza e finezza in bocca e tannini ben presenti. Una curiosità. Bravi, vi leggeremo sul Golosario!
colonna.jpgLa Colombera di Tortona (Al)
www.lacolomberavini.it
Piercarlo Semino dell’azienda La Colombera è gentile ogni anno ad aggiornarci con i suoi vini che demarcano, a nostro avviso un’originalità nel campo del Timorasso. Se pensiamo infatti ai Timorasso di Massa dobbiamo cambiare strada, perché quelli della Colombera hanno una loro impronta. Il Derthona Timorasso 2019 ha color oro brillante e mostra note di pesca e prugne bianche. È disteso, con piccoli cenni vegetali e di idrocarburi, quindi miele. In bocca è ampio, corposo, fresco, aromatico, con un finale sapido davvero intrigante. Clamoroso sarà tuttavia il Timorasso “Il Montino” 2019 che ha invece un colore oro antico e una mineralità più accentuata che avverti anche in bocca. C’è sempre tanta frutta matura, ma anche pepe e frutta secca. La sua acidità in bocca è diritta, il sorso è pieno. Insomma un grande Timorasso, che a nostro avviso ha molto da dire con gli anni a venire. Chiudiamo con il Colli Tortonesi Monleale 2019 che ha una finezza già espressiva al naso; in bocca spinge la frutta e l’acidità è domata.
la colombera.jpg

Foto apertura: Pixabay

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