Nel 1300 lo zafferano era una realtà produttiva strategica del Monferrato, una sostanziale parte era destinato alle tavole delle corti europee.

Dopo secoli di abbandono, da qualche tempo, anche grazie a studi approfonditi in materia geoclimatica, ci sono stati segnali positivi di ripresa di questa antichissima e preziosa coltivazione. Roberto Perfumo, 55 anni, già dipendente Alitalia, per esempio, ha rinnovato la tradizione dello zafferano sulle colline attorno a Nizza Monferrato (Strada Villalta, 13 - tel. 3470595794).

Qui ha scelto un piccolo appezzamento (500 mq che a breve raddoppieranno) accanto a noccioleti e seminativi, nei quali ai primi di settembre, rigorosamente con la luna crescente, mette a dimora bulbi di origine italiana (Toscana e Sardegna). Per circa 10/12 mesi non si pratica alcun intervento se non l’uso di fertilizzante organico (stallatico maturo ovino e bovino). Con i primi freddi, tra ottobre e novembre, generalmente la mattina presto con i fiori di zafferano ancora chiusi, Roberto provvede alla loro raccolta; questi vengono trasportati immediatamente nel suo laboratorio di trasformazione nel centro cittadino di Nizza Monferrato. Qui avviene l’operazione della mondatura, ovvero la separazione degli stimmi dal fiore, che rappresenta una fase della lavorazione molto delicata a causa della loro rapida deperibilità. Quindi, si procede con la loro essiccazione, processo in cui gli stessi perdono oltre tre quarti del proprio peso. A questo punto, gli stimmi sono pronti per essere conservati, diventando la spezia più costosa del mondo e per questo nota anche con il nome di "oro rosso".

Lo zafferano puro in stimmi prodotto dall'azienda di Roberto Perfumo è di categoria certificata dal Laboratorio BioQualità di Guarene e viene proposto in confezioni da 0,25 - 0,50 - 0,75 gr.         

E lo troveremo a Golosaria Monferrato, nel castello di Casale, il 1° e 2 aprile prossimi.