Dall’aringa alla cioccolata, fino all’ipotesi della dieta ideale

Il Mercoledì delle Ceneri è il primo giorno della Quaresima secondo il rito romano, mentre secondo il rito ambrosiano ha inizio la domenica successiva. Il nome evoca i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto, prima della passione, e per i cristiani coincide con il periodo penitenziale sempre di quaranta giorni, prima della Pasqua.

In età Medievale la disciplina che alternava i giorni di magro era molto rigida e spesso si trovano editti che regolamentano l’attività stessa di vendita dei bottegai: addirittura durante il regno di Carlo Magno (VIII sec.) i trasgressori venivano puniti con la morte. Ugualmente proibiti - eccetto che per i malati e per i bambini - erano lardo, strutto e grassi animali, persino i rossi delle uova, mentre era ammesso il pesce in tutte le versioni. La lista delle vivande ammesse comprendeva pane, minestroni, zuppe di erbe e farinate, che si intervallavano a periodi di digiuno completo. Non di rado però la necessità di variare i menu con poche vivande ha portato a straordinarie invenzioni gastronomiche come i ravioli emiliani alle erbe o i Culingionis sardi, a base di patate.
La Quaresima si legava anche con l’aringa, che nelle case più povere si teneva appesa al camino e veniva utilizzata per insaporire il pane solamente sfregandolo. Pare poi che in Quaresima, grazie all’azione eccitante del cacao, fosse ammessa la cioccolata, almeno così si racconta traendo spunto nella storia di alcuni conventi.

Se ci sembra pesante non mangiare carne nei venerdì di Quaresima, consoliamoci pensando ai severissimi precetti della Chiesa Ortodossa. Per 48 giorni, fino alla notte tra il sabato santo e la domenica di Pasqua, si mangia una sola volta al giorno, alla sera, ma con regole assai complicate: il lunedì e il martedì della prima settimana sono consentiti solo pane e acqua. Lo stesso rigore caratterizza il lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dell’ultima settimana. Per l’intera Quaresima il mercoledì sera si mangia pane con verdure bollite, ma senza olio, e nelle altre sere solo cibo asciutto. Al sabato è permesso aggiungere al pasto frugale un goccio d’olio e un bicchiere di vino. Questo lungo periodo di astinenza conosce però due momenti di allegria e di abbuffate: la festa dell’Annunciazione e la domenica delle Palme.

È curioso poi che recentemente i più attenti nutrizionisti abbiano indicato nelle osservanze dell’anno liturgico una soluzione ideale per mantenersi in forma: quaranta giorni di magro, anche dal punto di vista fisico, diventano una reale purificazione.