La panissa arricchita dalle erbe di campo non è solo una ricetta: è il racconto di una Liguria che celebra il ritorno della bella stagione con i doni più spontanei della terra

La primavera in Liguria non si annuncia solo con il rifiorire dei terrazzamenti costieri, ma con un risveglio di sapori antichi che affondano le radici nel cuore del territorio. Tra i caruggi e i sentieri affacciati sul mare, si rinnova un rito gastronomico fatto di ingredienti poveri e gesti sapienti: la preparazione della panissa. È qui che avviene l'incontro magico tra la calda rusticità della farina di ceci e l'esplosione verde delle erbe spontanee stagionali.

Dimenticate per un attimo la celebre farinata, cotta nei roventi forni a legna. La panissa condivide gli stessi, identici ingredienti base — farina di ceci, acqua e sale — ma intraprende un percorso diverso. L'impasto viene cotto a lungo sul fuoco, mescolato con pazienza fino a raggiungere la consistenza di una polenta, per poi essere versato in stampi bassi o fondine di ceramica a raffreddare. Una volta diventata un blocco solido e compatto, la panissa è pronta per sprigionare tutto il suo potenziale.

Il tocco di primavera: il foraging ligure
Se nei mesi freddi la panissa è un corroborante street food da gustare rigorosamente fritto e bollente nel cartoccio, la primavera le regala una veste nuova, fresca e aromatica. Questo è il momento del preboggion, il tradizionale mazzo di erbe spontanee raccolte pazientemente nei prati.
Borragine: con il suo sentore lievemente aspro e le foglie carnose, è la regina delle campagne liguri.
Pimpinella e Tarassaco: regalano una nota piacevolmente amarognola che bilancia e sgrassa il palato.
Finocchietto selvatico: aggiunge l'aroma balsamico per eccellenza, capace di profumare l'intero piatto. Queste erbette, finemente tritate, possono essere incorporate direttamente nell'impasto durante i minuti finali di cottura, oppure servite a crudo, come una vivace insalata di accompagnamento per la panissa tagliata a freddo a listarelle.

I consigli del Golosario
Il segreto per elevare questa preparazione contadina a vera esperienza gourmet risiede nei dettagli e nei compagni di viaggio scelti per l'occasione.
Il condimento
Un giro a crudo di Olio Extravergine di Oliva Riviera Ligure Dop è imprescindibile. Un olio elegante, magari ottenuto dalla frangitura di olive di varietà Taggiasca, esalta la naturale dolcezza del cece senza sovrastare la delicatezza erbacea del piatto.
Gli accostamenti
Per chi desidera arricchire l'antipasto, la panissa primaverile trova una spalla perfetta nei formaggi freschi locali, come le formaggette a latte crudo ottenute da vacche di razza Cabannina, un'autentica gemma della biodiversità ligure.
Il calice
Nel bicchiere serve freschezza, buon nerbo acido e sapidità. Un bianco giovane a base di uve vermentino o pigato, con i suoi tipici profumi di macchia mediterranea e ginestra, crea una perfetta armonia, ripulendo il palato e invitando immediatamente al boccone successivo.

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