Un'osteria di nuova concezione che coniuga piatti di Langa con proposte meno territoriali e un servizio cordiale con tempi perfetti

Avvolti da una serata stellata, resa forse un po’ meno luminosa dalle luci diffuse delle colline di Langa, troviamo posto nell’accogliente sala di questa osteria di nuova concezione. L’arredamento coniuga toni che richiamano il suo passato di antica cascina con quelli, del tutto innovativi, legati invece alla sua recente ristrutturazione. I tavoli in legno scuro, abbinati a sedie chiare dello stesso materiale e corredati di tovagliette di tessuto, danno un senso di piacevole informalità, mentre la luce soffusa crea una penombra forse eccessiva e fin troppo raffinata.

La cucina, che articola piatti di Langa a proposte meno legate al territorio, esprime efficacemente la notevole esperienza acquisita da Valerio Arione nel suo percorso di formazione nella ristorazione italiana di punta e consente all’eterogeneità degli ingredienti utilizzati di trovare nelle diverse portate un’inattesa armonia. Il servizio, cordiale e spontaneo, riesce a stupire per la tempistica praticamente perfetta, nonostante la sala pienissima.

La carta dei vini infine, per larga parte concentrata sull’enologia locale, non manca di offrire interessanti fughe sul piano nazionale e internazionale.

La rievocazione dell’antica osteria emerge immediatamente nell’essenziale stuzzichino che, dando il via alla nostra cena, abbina efficacemente farinata e culaccia. Intrigante il riso rosso, nel quale purtroppo la fonduta di pecorino rende marginale il gusto dei pur saporiti asparagi. Radioso il baccalà mantecato, nel quale carciofo, olive verdi e peperone crusco si armonizzano alla perfezione. Accattivanti sia gli spaghetti alla chitarra, cui la paprika dolce imprime un aroma tutto particolare, sia gli gnocchi di patate, resi avvolgenti dal seiras infornato. Coraggiose e capaci di evocare i sapori del fritto misto alla piemontese le cervella di vitello, accompagnate da carote al limone e da un amaretto morbido. Forse più ordinario, seppur tutt’altro che banale, il petto d’anatra con l’arancia amara. Suadente, senza tuttavia riuscire a sedurci davvero, la mousse di nocciola con gelato di paste di meliga e mousse al cioccolato. 

Osteria I Rebbi
loc. San Sebastiano 52
Monforte d'Alba (CN)
tel. 017378568
http://www.osteriairebbi.com/