La Barbera d'Alba Green Palma 2014 e il Barbaresco 2012

Questa settimana Paolo Massobrio su La Stampa racconta la storia di Fabio Gea (tel. 3337888330) di Neive (Cn) e del suo ineffabile Barbaresco.

Fabio Gea ha 38 anni, una passione per il selvatico e la porcellana, e ovviamente per le vigne. I vigneti sono quelli di barbera, dolcetto e nebbiolo del nonno, ubicati in una delle zone più vocate del Barbaresco. I suoi vini sono la Barbera d’Alba Green Palma 2014, dove green sta per il sentore verde del gusto che ricorda il litchi, e il Barbaresco 2012 che fa fermentazione in cemento, malolattica in acciaio, affinamento in barrique di terzo passaggio. Dice Massobrio: «È rubino con riflessi aranciati, ha speziatura calda di pelliccia e poi apre al naso con una viola superba. In sorso è pieno, rotondo, tannico e con lunghe note di liquirizia. È uno dei vini più buoni, più pieni, più caldi che abbia assaggiato».

Fabio Gea però guarda già al futuro che va nella direzione delle microvinificazioni che lui non effettua in acciaio o legno, ma sperimenta con recipienti di porcellana.