Inizia con la visita al ristorante Fukurou di Milano una serie di articoli in cui cercherò di presentare i ristoranti giapponesi in Italia che più si avvicinano a quelli che ho avuto la fortuna di sperimentare in Giappone

La tradizione gastronomica del Sol Levante è, per alcuni versi, paragonabile a quella italiana: se la raffinata bellezza della cucina “kaiseki”, da provare almeno una volta nella vita, non è alla portata di tutte le borse, ci sono innumerevoli, gustosissime ricette di cucina regionale, anche queste all’insegna della stagionalità e della grande sensibilità verso gli ingredienti. Il sushi, che in Italia ha spopolato anche grazie al fast food delle fantasiose versioni cinesi, non è che una delle molteplici possibilità che si offrono al gusto giapponese ed è comunque, per diversi aspetti, il piatto più difficilmente riproducibile fuori dal Giappone.
E proprio una ricerca sul “gusto giapponese” vogliono essere queste mie incursioni; che i cuochi dei ristoranti visitati siano quasi sempre giapponesi non è una scelta ideologica: una grande tradizione non si può inventare, soprattutto se non la si impara sul posto con dedizione ed amore, come hanno fatto i giovani apprendisti nipponici con la cucina italiana che, non a caso, in Giappone è di ottima qualità.

I Giapponesi che, a Milano, vogliono sentire un po’ di aria di casa possono andare al Fukurou in via Trivulzio. Fukurou significa gufo ma anche, scomponendo gli ideogrammi, “mettere la fortuna in gabbia”, cosa che non è sempre riuscita al proprietario Noriyuki Haga, corridore motociclista che ha perso per un soffio tre mondiali superbike. In cucina però ha preferito non rischiare scegliendo come cuoco Yoshikazu Ninomiya, già chef al ristorante Osaka di via Garibaldi, da quasi vent’anni sulla breccia a Milano.

Ci si può sbizzarrire nella scelta in un menu ben studiato dove non manca nulla dei “classici” del Sol Levante. Oltre agli immancabili sushi e sashimi, non perdetevi le paste giapponesi fatte a mano: ramen, udon e soba.
Per chi ama il piatto unico che coinvolge i commensali nel cucinare insieme, ci sono i Nabe: sukiyaki e shabu shabu. Poi i meravigliosi fritti e tante piccole specialità presentate con sapiente ricerca di armonia e bellezza, quasi in stile kaiseki.
Si fanno notare la perfetta cottura del riso, sicuramente di buona qualità e l’eccellente brodo dashi delle zuppe.

Ottima la selezione dei sake tra cui farsi consigliare. Per chi vuole assaggiare il meglio, c’è anche il prestigioso Dassai 50 Junmai Daiginjo ad un prezzo abbordabile.

Ambiente elegante e minimale ma soprattutto piacevole, accoglienza calorosa e gentile in perfetto stile giapponese, rapporto prezzo/qualità eccellente.
Ho chiesto allo chef Ninomiya quali siano per lui i quattro elementi che caratterizzano la vera cucina giapponese (Perché quattro? Boh…) e la risposta è stata: stagionalità, concetto preciso di quel che si vuole realizzare, provenienza degli ingredienti, tradizione.
What else?

Fukurou – Traditional Japanese Restaurant
Via Trivulzio 16
Milano
tel. +39 02 4007 3383
cell. +39 342 854 9264
fukuroumilano@gmail.com
www.fukurou-milano.com