L'elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica se ha ricompattato gli italiani intorno al profilo istituzionale della persona, rischia di creare un interessante caso di enogastronomia politica. Come tutti sappiamo il nuovo Presidente è di Palermo e ad “accendere la miccia” è stato lo scorso sabato un insolitamente barbuto Gianni Riotta, palermitano lui pure, che da Fabio Fazio, in collegamento esterno dalla chiesa di Santa Maria D’Odigitria, chiesa della nazione siciliana in Roma, salutava il neo eletto Presidente, addentando “un'arancina siciliana alla sua salute”.

Ora questo innocuo augurio cela una profonda spaccatura tra Sicilia palermitana dove questo saporito timballo di riso di origine araba ha forma sferica e viene chiamato “arancina” e la Sicilia catanese e messinese dove lo stesso preparato ha forma conica e viene chiamato “arancino”.

Personalmente ricordo il giorno in cui venni severamente ripreso dal mite Claudio Campanella, che di arancine se ne intende essendo la sua famiglia proprietaria a Roma di due locali interamente dedicati a questo saporito cibo di strada. “L'arancino non esiste” – sentenziò severo Claudio – “l’arancina è femmina.” In effetti pare sia stato scomodato anche un Accademico della Crusca per stabilirne il sesso che si è espresso nettamente a favore del genere femminile.
Il popolo palermitano comunque non ha dubbi, sul web spopola infatti l’immagine di un cartello scritto a mano con una lapidaria “L’arancina è fimmina”. Sempre sul web corre voce che “l'arancino non esiste, l'ha inventato Camilleri. Sicuramente per sfregio.” Un complotto quindi?

Il primo presidente siciliano unisce l'Italia ma rischia involontariamente di dividere la Sicilia dello street food? Risolve con fulminante pragmatismo l’amico Filippo Larganà, giornalista canellese con salde radici a Piazza Armerina (Enna), che sul suo profilo facebook il 2 febbraio pubblica: “Anche se il Presidente dirà arancine e non arancini... sono contento lo stesso.” Bene, guerra evitata.

Tanti auguri Presidente e buon lavoro.