Lo ha messo il punto di team di Genuino

L'onda lunga dei gin italici non sembra arrestarsi, tant'è che ogni giorno spuntano nuove proposte dal sapore territoriale. Ma quante ne restano impresse dopo l'assaggio? Poche. Una di queste arriva dalla Basilicata, ed è il Gin Ginuino, la costola distillata di un progetto più grande, Genuino, che già avevamo conosciuto a Golosaria con i loro peperoni cruschi (avevano sbancato, nel 2019). 

Basilicata, la terra che non sapeva di essere perfetta per il gin” recitano sul loro sito, e il peperone crusco è forse l'ingrediente più caratteristico tra le 12 botaniche usate. Ma non la più pregnante, perché a spiccare su tutte è la potenza del ginepro coccolone raccolto nella macchia mediterranea attorno a Policoro, che s'incolla alle papille e non va più via. Tra le altre (sono 12 in totale), liquirizia, origano, camomilla e foglie d’ulivo. Il sorso è fresco, piacevolmente balsamico, amaro il giusto, secco e complesso. 
2.jpgPer mettere a punto il nostro gin abbiamo impiegato due anni – racconta Leonardo Lufrano, uno dei quattro soci (gli altri tre sono Alessandro Renò, Giovanni Manolio e Rocco Rizzello) -. Abbiamo passeggiato, esplorato: ora lungo le coste ioniche e tirreniche, staccando bacche di ginepro dondolate dalla brezza di mare; ora sulle creste del Pollino, inebriati dal profumo dei fiori e delle erbe selvatiche, con un cestino sotto il braccio. Mare e terra, a valle e sulle vette. Avremmo dovuto debuttare a Pasqua 2020, ma causa covid abbiamo posticipato di qualche mese. Il successo però ha superato le aspettative, con 6000 bottiglie vendute nel primo anno”. 

Un numero interessante, tenuto conto della fascia di prezzo (è un gin premium, acquistabile online sul sito aziendale a 32.50 € la bottiglia da 0.50 cl) e del fatto che inizialmente si sono limitati alla commercializzazione in Basilicata. “Però oggi lo si trova già su piazze come Milano e Torino e varie regioni”. 
1.jpgCome berlo? Detto che l'assaggio in purezza supera la prova (non sempre facile per un gin), trova ovviamente in miscelazione il suo naturale impiego. Ottimo nel gin tonic, soprattutto se abbinato a una tonica poco invasiva, magari non troppo amara. Ma anche in un Martini Cocktail di forte personalità. “Il nostro consiglio è decisamente di parte, e prevede di bere un buon gin tonic sgranocchiando i nostri peperoni cruschi”. 

E nel futuro? “Siamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Magari arriverà un secondo gin, che vedrà l'aggiunta di un frutto locale caratteristico”. Nel frattempo, godiamoci questo Gin Ginuino, e gli altri prodotti aziendali: non solo il peperone crusco, ma anche le ottime confetture e il miele.