Nel giorno di Natale del 1990 Giacomo Bologna volava tra gli angeli. Da allora il suo è il vino della nostra tavola natalizia

Un vino che è sinonimo di Natale. È il Bricco dell’Uccellone. È il vino che non manca mai sulla tavola natalizia di Paolo Massobrio e del sottoscritto. Il 25 dicembre 1990 Giacomo Bologna volava tra gli angeli. Una data che ha segnato di dolore il cuore di Anna, sua moglie, e di Raffaella e Beppe, i suoi figli. Un giorno che è rimasto per sempre nel cuore di chi lo ha amato.

Il vino è mistero. Non per niente, con il pane, è ponte per gli uomini al cielo. Certi bicchieri bevuti insieme, saldano amicizie in eterno. Quando ogni anno l’inverno si fa avanti, l’anima risente il gelo di quei giorni. Ai primi di novembre, Giacomo, in clinica, aveva fatto festa con gli amici più cari con ceci e costine, brindando con un altro suo vino, la Monella, sotto agli occhi sbalorditi dei medici, che naturalmente non approvavano. Era l’amore, quello che voleva celebrare in quel modo, alla sua maniera, uscendo dagli schemi. Una sorta di arrivederci, consapevole che il primo a partire sarebbe stato lui.

Pochi, pochissimi uomini, negli anni della loro vita son come viti feconde, capaci di far fiorire come tralci che portano frutto, tutti coloro che li incontrano. Giacomo era uno di questi. Intellettuali e pastori, nobili e gente semplice, artisti e artigiani, giornalisti e musicisti. Chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo, in lui ha visto il gusto della vita. Un sorso di Bricco dell’Uccellone è l’abbraccio che si rinnova. Ogni bottiglia stappata è un racconto. Ascoltatelo mentre vi parla, il millesimo del 2012, con il suo colore rubino fitto, profondo, con i suoi profumi di frutta rossa, con le sue eleganti note speziate, con quelle sfumature tutte sue, che sanno di menta e grafite, liquirizia e caffè, con il suo sorso pieno, caldo, generoso.

Buon Natale!