Nell'articolo di Avvenire di oggi Paolo Massobrio ha parlato di spesa e di spreco alimentare

Se si imputa lo spreco all'impegno lavorativo di entrambi i coniugi e alla conseguente mancanza di tempo che obbliga alla spesa settimanale, oggi che, secondo l'Istat, sono tornate le casalinghe, si dovrebbe registrare un'inversione di tendenza. Invece no. Come mai? Qui entra in gioco l’offerta commerciale, che propone acquisti convenienti ma in quantità superiori al fabbisogno del raggio di tre giorni: da qui lo spreco, soprattutto di frutta e verdura.

Qual è la soluzione? Tornare alla spesa quotidiana, che ha anche il pregio di farci riscoprire ciò che le stagioni portano in tavola, gustando prodotti freschi, ricchi di sapore e di proprietà salutari. Quindi si rende necessario, per ragioni sia economiche sia salutistiche, un cambiamento di mentalità.

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