Nell'articolo di Avvenire di oggi Paolo Massobrio ha parlato della Valle d'Aosta come esempio riuscito di una naturale combinazione fra turismo e agricoltura, artigianato alimentare e ristorazione

A Courmayeur c'è lo Skyway del Monte Bianco che porta ai 3.466 metri della Punta Helbronner. Al Pavillon di Mont Fréty, che è la tappa intermedia verso la cima, c’è un punto di degustazione e persino una cantina che vinifica con le uve prié blanc, le stesse impiegate da Ermes Pavese, che ha anche riabilitato i grani antichi della Valle, con cui il figlio produce farine per il pane.

È stata una scoperta questo mondo agricolo-turistico che si distingue grazie ai doni della natura. Il seme di questo processo lo hanno gettato l’Institut Agricole Régional e il canonico Joseph Vaudan, un prete che aveva una visione capace di indicare una strada. Questo modello virtuoso basato sulla distinzione qualitativa, che resiste alle intemperie del tempo e alle burrasche della politica, va incentivato e da esso può trarre ispirazione il resto dell'Italia, per poter ripartire.

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