C’è una storia che lega le montagne olimpiche di Torino, un grand hotel e le composte di frutta. Ed è una storia che inizia dall’intuizione di un portiere d’albergo del secolo scorso che dopo vent’anni di lavoro nelle località sciistiche francesi decide di tornare al proprio paese e costruire il primo grand hotel della valle. Serafino Ponsat però guardò oltre: capì che era necessario dotare la zona di energia elettrica e promosse la prima centrale; poi diede via al primo sistema di trasporto pubblico. Ma soprattutto, da bravo imprenditore, capì che era necessario prolungare l’attività di un albergo stagionale. Così, nei mesi di bassa stagione e chiusura, decise di utilizzare le strutture dell’albergo per una produzione di liquori e marmellate che in pochi anni divenne preponderante. L’hotel intanto ebbe fortuna fino alla II guerra mondiale quando venne occupato dai militari e poi bombardato per essere ricostruito e utilizzato, con nuova destinazione, anche durante le Olimpiadi di Torino 2006. Intanto gli altri prodotti cominciavano a farsi una reputazione, dapprima in Piemonte con il tradizionale genepy e poi fuori regione.

Oggi Albergian è ancora su quelle montagne, ha mantenuto la sede e lo showroom nell’antica bottega dell’albergo (via Nazionale, 55 – tel. 0121374503). Lo stabilimento produttivo invece si è spostato nella vicina Pinerolo mantenendo i capisaldi della prima impostazione a partire dalla lavorazione di frutta e verdura fresca. Grazie all’accordo con piccole aziende agricole del territorio infatti è possibile programmare la produzione nelle 48 ore senza eccedenze e avere varietà anche meno conosciute di frutta. Nascono così le composte di frutta fresca a base di fichi (ottima!), albicocche, lamponi, ma anche ribes rosso, pere martin e prugne ramassin. Totalmente a base di frutta, senza zuccheri, seguono ancora la lavorazione a cielo aperto, in pentola, rimestate a mano così da poter ottenere la consistenza desiderata. 


La stessa frutta è alla base delle spremute pronte da bere e delle confetture extra (da provare sambuco, visciole e uva spina). Ma la storia di Albergian è fatta anche delle caramelle drops ai vari gusti che rievocano i sapori e le consistenze del passato: scorza dura di zucchero e ripieno che vira al cremoso e spazia tra lampone, miele, ma anche menta, liquirizia e salvia - limone o dalle classiche caramelle al liquore del dopopasto (alla genziana, al genepy, ai loro elisir). Proprio sugli infusi alcolici si apre l’altro capitolo che racconta questa azienda: il Genepì, anzi il Genepin perché preparato secondo la ricetta originale del 1823 della distilleria Pin di Pinerolo, l’Elisir del Prete a base di radici ed erbe seguendo una ricetta del 1854 o l’amaro di Pragelato sempre a base di erbe alpine insieme ai vari liquori da dessert (al timo serpillo, alla genzianella) da bere anche fresche in estate.

Una curiosità: Albergian deriva dal nome della montagna più imponente che sovrasta Pragelato. Leggenda vuole che sia stato suggerito da un giornalista presente all’inaugurazione che, di fronte alla magnificenza dell’hotel, sembra abbia suggerito al fondatore Serafino di chiamarlo come la montagna che gli si stagliava davanti. Siglando così tacitamente un accordo con l’ambiente circostante che dura ancora oggi.