Da soluzione d'emergenza a scelta gourmet: ecco perché piacciono sempre di più e quali sono i migliori produttori artigianali selezionati da IlGolosario

Il 2025 è stato definito da molte testate internazionali, New York Times in testa, come "l'anno della zuppa" e non è un caso che il quotidiano più celebre del mondo abbia dedicato a questo fenomeno un vero e proprio stream editoriale (link: https://www.google.com/search?q=https://www.nytimes.com/spotlight/soup-recipes).

E i dati confermano che non si tratta di una moda passeggera, ma di un trend strutturale che prosegue spedito anche nel 2026. Se fino a qualche anno fa la zuppa pronta era sinonimo di "pasto triste" o di emergenza, oggi lo scenario è radicalmente cambiato. A confermarlo sono le più recenti analisi di settore, come il report sul Mercato delle zuppe in Europa stilato da Mordor Intelligence (https://www.mordorintelligence.it/industry-reports/europe-soup-market), che traccia un quadro di crescita solida e costante per i prossimi cinque anni. Secondo lo studio, il mercato europeo delle zuppe sta vivendo una fase di espansione guidata da una domanda precisa: il consumatore cerca prodotti che siano immediatamente pronti al consumo ma che, al contempo, garantiscano un profilo nutrizionale elevato. Non stiamo più parlando solo di "riempire lo stomaco", ma di un'esperienza di acquisto evoluta.

Perché questo successo? Le tre leve del cambiamento
Non è solo questione di pigrizia. Dietro l'ascesa della zuppa pronta ci sono tre driver sociologici precisi:
1. Time Scarcity (Mancanza di tempo): i ritmi lavorativi si sono compressi. Il tempo medio dedicato alla preparazione della cena è crollato sotto i 30 minuti.
2. Clean Label (Etichetta pulita): il consumatore moderno legge le etichette. Cerca liste di ingredienti corte, prive di conservanti artificiali e ricche di "superfood" (legumi, curcuma, zenzero).
3. Flexitarianismo: sempre più italiani riducono il consumo di carne e cercano proteine vegetali. La zuppa di legumi è la risposta perfetta a questa esigenza.

Facciamo chiarezza: la "giungla" delle Gamme (e una correzione doverosa)
Qui è necessario fare una precisione tecnica importante, per non confondere il lettore. Spesso si parla genericamente di "quarta gamma" per tutto ciò che è fresco e pronto, ma la distinzione è fondamentale:
III Gamma: Sono le verdure surgelate.
IV Gamma: Sono le verdure fresche, lavate, tagliate e confezionate crude (es. le buste di insalata o i mix di verdure crude per minestrone da cuocere a casa).
V Gamma: È qui che risiede la vera rivoluzione delle zuppe pronte fresche. Si tratta di prodotti già cotti, pastorizzati e confezionati (spesso sottovuoto o in atmosfera protettiva) da conservare in frigo.
buste-verdure.jpgAttenzione però: il mondo artigianale – quello che IlGolosario racconta – spesso percorre una strada alternativa. Molti dei produttori d'eccellenza non usano la catena del freddo della V gamma industriale, ma lavorano prodotti secchi (mix di legumi antichi da cuocere) o conserve in vetro (zuppe pronte pastorizzate a lunga conservazione). Questa è una "nicchia nella nicchia": offre la stessa comodità del pronto, ma con il valore aggiunto di materie prime locali e biodiversità.
 

I campioni della zuppa artigianale: la selezione de IlGolosario

Ecco una panoramica dei produttori che hanno saputo intercettare questo bisogno di "comodità sana", portando in tavola il territorio.

Il regno dei legumi antichi (Marche, Umbria e Toscana)
Se cercate il sapore della storia, La Bona Usanza (Serra de' Conti - AN) è un punto di riferimento. Il loro lavoro sulla cicerchia è encomiabile: la propongono sia in versione tradizionale nella "Zuppa dei Conti", sia in varianti creative come la Zuppa Verde con erbe spontanee o la Zuppa del Sole con zafferano.
Scendendo in Umbria, Bio Alberti (San Venanzo - TR) risponde alla richiesta di biologico con la "Zuppa del Re" e la "Zuppa Ricca", mix che valorizzano ceci sultano, farro e cicerchie coltivati sulle colline orvietane.
Sempre a San Venanzo, l'Azienda Agricola Luigi Corneli ha ideato le Pinotte: zuppe in vetro pronte all'uso che uniscono la tradizione (ceci e farro) a tocchi moderni e salutistici, come l'aggiunta di curcuma, semi di lino e zenzero.
In Toscana, l'Azienda Agricola Fonterosa (Sorano - GR) sfrutta la potenza dei terreni vulcanici per coltivare fagioli rari come il Ciavattone o il Cannellino di Sorano, basi perfette per le loro zuppe miste pronte da cuocere.

Creme, Vellutate e Sapori Mediterranei (Puglia e Toscana)
Per chi preferisce la morbidezza delle vellutate, la pugliese Pralina (Melpignano - LE) con la sua linea Biodiverse offre soluzioni monoporzione pronte in pochi minuti che sono un inno al Sud: purea di fave, vellutate di ceci neri e alloro o grano Saragolla.
Tornando in Toscana, a Bibbona (LI), la Fattoria S. Anna propone nel vasetto la zuppa Mediterranea, una sintesi di ortaggi coltivati affacciati sulla macchia mediterranea, lavorati senza additivi.

L'eccezione del riso (Lombardia)
Infine, una menzione speciale per chi declina il concetto di zuppa nel mondo dei cereali: Cascina Alberona (Mortara - PV). Qui il re è il riso Carnaroli e l'azienda propone preparati per risotti e zuppe pronte che valorizzano la filiera cortissima della Lomellina, controllata dal seme alla tavola.

 

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