La Fenice di Trezzano sul Naviglio è un punto di riferimento per la proposta di spezie in purezza e declinate

Quello delle spezie è davvero un mondo affascinante che rappresenta una sorta di viaggio sensoriale in ogni angolo del nostro pianeta. Un panorama pressoché infinito di colori, sapori, aromi, che molte volte hanno anche forti valenze identitarie dei singoli popoli.

Qui, ora, parleremo di alcuni giovani imprenditori lombardi, che hanno voluto dare nuovi significati a queste tematiche. Per farlo, hanno svolto un accurato lavoro di studio, di ricerca e di selezione delle materie prime, compiuto principalmente nel continente asiatico e in quello africano. Quindi, la creazione di una realtà imprenditoriale in grado di diventare punto di riferimento per operatori del settore e consumatori per quello che riguarda la proposta di spezie in purezza e declinate.
spezie-apertura.jpgMa non si sono limitati a questo e le hanno anche declinate come ingredienti in nuove e gustose confetture, sia dolci che salate. Queste ultime vengono realizzate con metodologie rigide e garantite: un processo di lenta cottura, taglio manuale e accurata selezione della parti più nobili della frutta (rigorosamente italiana), pochi zuccheri aggiunti, quasi sempre sotto il 20% e mai al di sopra del 25%, solo zucchero grezzo di filiera italiana, utilizzo equilibrato delle pregiate spezie omonime come ingrediente; e infine viene bandito l'uso della pectina.
Ne sono nate quattro confetture davvero pregevoli: mele, pere e zafferano “Oro di Persia”, ideale da abbinare a formaggi di lunga stagionatura. Una menzione è da fare per lo zafferano citato: trattasi dell'originale e purissimo zafferano iraniano ottenuto dal taglio Sargol, il più pregiato al mondo, dei pistilli della pianta crocus sativus. La Fenice lo propone in pistilli all'interno di eleganti vasetti di vetro, in polvere in vasetti e in una “giara” di vetro con porzioni monodose.
zafferano-bustina.jpgContinuando con le confetture, ecco quella pompelmo e pepe selvatico del Madagascar, quindi fragole e sale rosa dell'Himalaya, perfetta anche per la colazione o per formaggi freschi a pasta molle; e infine, pere e pepe nero Sarawak (Borneo), tra i più pregiati al mondo.
Schermata-2020-06-24-alle-16.03.jpgSempre in tema di ricette, è stato avviato un progetto relativo alla creazione di sughi regionali a base di materie prime locali, impreziosite da spezie selezionate in tutto il mondo. La prima tappa di questo percorso nel gusto ha abbracciato la Calabria, con la proposta della tradizionale nduja – con pepe nero Sarawak e sale rosa dell'Himalaya – e il sugo alla salsiccia piccante con il pepe sopra citato e semi di finocchio.

E ora un viaggio sensoriale alla scoperta di nuovi sapori e inediti abbinamenti culinari. Protagonisti questa volta i pepi provenienti da ogni angolo del mondo. Proposti nel tradizionali macinini di vetro, ecco, tra i tanti, il pepe rosso Kampot, dal nome di una provincia della Cambogia, caratterizzato da note originali di piccante fruttato, il pepe bianco Muntok, talmente pregiato da essere il pepe di riferimento per la borsa valori delle spezie di New York: ha sentori leggermente piccanti e nota aromatica intensa. Quindi il sorprendente pepe selvatico raccolto nelle foreste del Madagascar, raccolto con molte difficoltà nei rami più alti delle piante: ha originali sentori di resine, muschi e legni, accompagnate da note fruttate, agrumate e floreali. Una autentica esplosione di sapori che trova la sua sublimazione con un piatto di carne rossa. Selvatico, e raccolto sulle alture fino a 2.600 metri di quota, è anche quello del Nepal, i cui grani vengono essiccati naturalmente al sole, fino al raggiungimento del tradizionale colore marrone intenso. Ha evidenti note agrumate, con sentori di eucalipto e canfora.
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La Fenice 

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