Vinitaly fa 50. E per Massobrio sono 32 le edizioni vissute in prima linea

Sono 32 anni che arrivo a Verona, dopo l’inizio della Primavera. E ci arrivo per il Vinitaly. La prima volta fu per una strana combinazione: avevo scelto di fare una tesi di statistica economica sul mercato del vino in Italia. E a Vinitaly era possibile avere documentazioni (dall’Ice, mi ricordo) e seguire dei convegni. L’anno dopo ci venni da aspirante sommelier, giacché per imparare la materia m’ero iscritto al corso a Milano. Dal 1986 in poi sono arrivato come giornalista, ogni volta con mansioni diverse: vuoi da degustatore, vuoi da cronista di convegni, vuoi da opinion leader per conto di quotidiani, quasi sempre per La Stampa.

Ebbene, dopo questo lungo periodo cosa posso dire di Vinitaly? Che mi ha fatto scoprire il Veneto. E lo dico con un entusiasmo crescente, perché ogni anno c’era un pezzo di questa terra che si svelava. Quest’anno, allora, sono arrivato già dal venerdì. All’ora di pranzo una degustazione memorabile di Durello brut biologico, a Roncà, proprio alle spalle di Verona. E qui ho toccato con mano come c’è ancora bisogno di raccontare certe cose sul vino, che altrimenti non verrebbero conosciute. Il Durello brut è una delle bollicine più intriganti d’Italia e la riserva pas dosè 2007 di Fongaro, che ieri sera ho riassaggiato e descritto nella pagina facebook Il Golosario Vini, sembra, a occhi chiusi, uno Champagne a tutti gli effetti.

Non m’ero mai accorto che Soave, città cinta dalle mura, si può tranquillamente trapassare con l’auto. Ma anche visitare a piedi. Ci sono andato perché ero curioso di vedere la guida alle osterie di Verona che ha curato Aldo Lorenzon e per visitare una bottega: la Casera... e non solo della famiglia Roncolato. Bè non avrei voluto andar più via.

Alla sera, con la guida alla mano (Sharing Soave: The Osteria Experience in Verona) ho scoperto il mondo delle osterie veronesi e mi sono chiesto: “Ma fino ad ora dove ho mangiato?”. Se andate alla Vecchia Fontanina in piazza Chiavica ve lo chiederete anche voi.

Stamane altre soste, in attesa di Opera Wine, nel pomeriggio al Palazzo della Gran Guardia con l’assaggio o meglio l’incontro di 100 cantine apripista. Poi la cena di gala dei 50 anni di Vinitaly, all’Arena di Verona. Ai fornelli Carlo Cracco: un veneto, ma anche una star.

Poi domenica mattina inizia il Vinitaly ed io e Marco dovremo essere in fiera molto presto: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella farà tappa a Vinitaly e quindi al Ristorante d’Autore che da svariati anni curiamo noi. Cucinerà lo chef del Trussardi alla Scala. È la seconda volta che ci capita, cinque anni fa fu Giorgio Napolitano e cucinò Piero Bertinotti del Pinocchio di Borgomanero. Ma intanto ci sarà stata la conferenza stampa di apertura e l’assegnazione delle menzioni. E mi emoziona sapere che per il Piemonte sarà Franco Roero, che io e Marco premiammo fra i top dei top. Lui, poi, il 16 e domenica 17 sarà al castello di Uviglie a Golosaria.

Detto questo via poi via col tourbillon di assaggi, di incontri, a Vinitaly e nello spazio Agrifood, poi le degustazioni coi giovani blogger per young to young. Lunedi si celebrerà la Barbera alle ore 12. Inizia una gran bella avventura, anche quest’anno, non vedo l’ora di raccontarvela, sui profilo facebook e twitter. Seguiteci!