In un ambiente rustico, tante bottiglie esposte tra cui scegliere, buone proposte di antipasti e dolci e una grigliata fatta come si deve

Settimo Torinese, frazione Mezzi Po (al numero 51 - tel. 0118000696 - 3397568083 - 3398099318). Una cascina, di quelle di una volta squadrata e senza fronzoli, su cui è dipinta a caratteri cubitali l’insegna Ostu dal maslè. Intorno, nei campi, un vasto parcheggio riservato, che qualche perplessità la fa sorgere: che sia, ahinoi, un “locale-dai-grandi-numeri”? Per dissipare ogni dubbio, non resta che entrare. 

La prima impressione è gradevole. Lo spazio, invaso da botti e scaffali con bottiglie, costituito da tante salette tra loro comunicanti, che fanno capo alla centrale Enoteca, che funge anche – lo scopriremo presto – da variopinta e articolata carta dei vini “a vista”.

Dopo essere stati cortesemente accompagnati al nostro tavolo – tovaglia quadrettata e apparecchiatura rustica da “osteria” ma bicchieri “giusti” – anche noi siamo invitati ad aggirarci tra etichette e bottiglie per scegliere il nostro vino. Per poi dedicarci, in tutta tranquillità nonostante l’affollamento del locale, alla nostra cena. Che avrà, come da tradizione dell’Ostu, nella carne alla brace il suo punto di forza.

Iniziamo con un assaggio di salumi, che già ci attende sul tavolo, e proseguiamo con l’antipasto della casa: fresco lardo del Monferrato con pepe e, a seguire, una piccola, e gradevole, teglia di fagioli caldi alla messicana con cotechino. Ed ecco, tempistica perfetta, il momento clou della serata: l’arrivo, che procede tavolo per tavolo, del carrello con l’offerta delle carni da grigliare. Le proposte sono varie e le differenze tra i tagli ci vengono spiegate con cortese competenza, guidandoci nella scelta senza interferire con gusti e preferenze. Nell’attesa che la carne cuocia – una ventina di minuti, ci dicono – ci concediamo un ulteriore assaggio di antipasti: coda brasata con giardiniera dell’orto, accostamento inatteso ma molto ben pensato. 

Al momento previsto, arriva la nostra grigliata: una vaca vieja di origine spagnola e una manzetta polacca.  
Due origini diverse per due diverse consistenze, ben valorizzate dalla cottura saignant preventivamente concordata. Dolce conclusione con un ineccepibile bonet e …conto finale dal corretto rapporto qualità/prezzo: pur sempre di una cena di carne stiamo parlando! Si può tornare.