Uno spazio elegante e dinamico dedicato alle eccellenze agroalimentari capitoline e laziali

Uno dei luoghi più frequentati e caotici dell’Urbe, la stazione Termini, caratterizzata fino a oggi da una miriade di locali angusti dedicati al food privi di alcuna identità (se non quella delle grandi catene della ristorazione), ha finalmente uno spazio elegante, dinamico e di design dedicato alle eccellenze agroalimentari capitoline e laziali (ma non solo) di livello assoluto.

Il progetto fortemente voluto dall’imprenditore della ristorazione Umberto Montano prende il nome di Mercato Centrale (aperto dalle 7 di mattina a mezzanotte) e dimora in duemila quadrati nell’ala ovest della stazione (via Giolitti) sotto l'avvenieristica Cappa Mazzoniana ideata negli anni ’30 dall’architetto Angiolo Mazzoni. Questo luogo nel quale degustare, acquistare e consumare in relax, rivela così subito al suo interno il vero punto di forza, ovvero le botteghe del gusto. I nominativi presenti e l’offerta proposta sul banco non danno diritto a repliche di sorta: dal Vate romano di carne e salumi, Roberto Liberati, a Stefano Callegari con i suoi Trapizzini, ovvero triangoli di pizza bianca farciti con le specialità della cucina romana: alla coda alla vaccinara, al pollo alla cacciatora, alla trippa… Altre presenza top, quelle di Gabriele Bonci con la sua ricca proposta di pizze, pane e dolci, e quella della famiglia Galluzzi, nome di riferimento assoluto nella Capitale per la proposta di prodotti ittici freschi. Poi, l’angolo dei formaggi del sommo Beppe Giovale, di stanza nel Ghetto, quello dei fritti (supplì su tutti) di Martino Bellincampi, e quello dedicato alle varie interpretazioni sul tema carciofi e funghi di Alessandro Conti e Gabriele La Rocca.

Uscendo dal tema regionale, ecco tra gli altri, la chianina di Enrico Lagorio, le specialità dolciarie siciliane di Carmelo Pannocchietti, il cioccolato di Pierangelo Fanti con la sua azienda Andrea Stainer e la bottega Veg & Veg di Marcella Bianchi.

Accanto allo spazio dedicato alle birre da spillare e ai caffè, fiore all’occhiello è anche lo spazio condiviso dedicato alla ristorazione e al buon bere, firmato dallo chef stellato tedesco di stanza a Roma, Oliver Glowig, e dal campano di vaglia Stefano De Gennaro