La pizza contemporanea ha il suo tempio nel centro storico

Verona è a tutti gli effetti una città turistica. Lo capisci dal centro sempre affollato di gente, che a sua volta affolla locali “turistici” nel senso più deleterio del termine. Ebbene, proprio nel centro più centro, che puoi girare a piedi, in una via evocativa, via Amanti 6, c’è il nuovo locale (tel. 045 803 2221) di Renato Bosco, dedicato alla Pizza Contemporanea.

Il suo primo locale non è distante, siamo a San Martino Buon Albergo, alla periferia di Verona; questo invece è nel cuore della città ed è vessillo di gusto e qualità. Le farine sono tutte della serie Petra del Molino Quaglia, la selezione dei vini è curiosa e pesca più nei vini naturali che nei volti noti. Buona anche la sua originale selezione di birre. Insomma una pizzeria dove nulla è scontato, ma tutto è ricerca. L’unico neo è l’acustica, ma per il resto il luogo è invitante ed elegante quanto basta, benché informale.

Entri e le pareti parlano con nomi che poi vuoi scoprire: Aria di Pane, Pizza Crunch, e via di questo passo. La cucina è a vista, e dal forno escono queste creazioni soffici e fragranti arricchite di prodotti di alta qualità. Non aspettatevi la solita pizza, avverte il menu della pizza contemporanea e le sue forme. Ecco allora le sei declinazioni: la pizza Crunch a lievitazione mista, la pizza Doppio Crunch, la pizza senza lievito e la pizza Bagel in acqua aromatizzata. Ci sono poi la Mozzarella di pane con cottura a vapore e l’Aria di Pane.

Per farvi un esempio, i miei assaggi sono stati: Pizza crunch (farina macinata a pietra, consistenza molto croccante) con pesce spada a dadolini, caprino al pompelmo rosa, pepe bianco e liquirizia. Fantastica! La doppio crunch è con porchetta arrosto e Asiago fresco, ma c’è anche la versione vegetariana. Per la serie Mozzarella di pane (panino cotto al vapore) ecco l’acciuga di Cetara con burrata e salsa di pomodoro, basilico e origano. La Bagel da ordinare è invece burrata pancetta di Capitelli, cipolla caramellata e crema di fagiolo Gialet della val Belluna. La pizza senza lieviti aggiunti che abbiamo scelto è la Marghe-tira, ovvero pelato di kiwi, bufala campana, basilico e origano. L’aria di Pane era con gambero rosso di Mazara e burrata.
Che bella esperienza. Bravo Renato!