Un cambio di strategia a 360° per l'Oltrepò Pavese

Cambia la strategia per un protagonista del panorama enoico, nazionale e internazionale. L'Oltrepò Pavese rappresenta, con i suoi 13.500 ettari, il primo territorio di produzione vitivinicola della Lombardia, con una punta d'eccellenza in un vitigno - apprezzato a livello mondiale - come il pinot nero. Una situazione che, pur essendo ben chiara agli “addetti ai lavori”, è percepita in modo diverso dal grande pubblico. Complici le difficoltà degli ultimi anni (con alcune vicende che hanno fatto clamore), la mancanza di un'immagine unitaria, la presenza di troppi solisti.

Oggi però il mondo dell'Oltrepò ha inaugurato un cambio di strategia a 360°. Mentre dal punto di vista istituzionale, annuncia il Presidente del Consorzio, Michele Rossetti, si va completando una revisione dei disciplinari e un nuovo sistema di tracciabilità, cambia (e profondamente) l'immagine del prodotto. La strategia si muove lungo tre assi principali: un patto con l’Università IULM per il neuromarketing del vino e un riposizionamento dei prodotti attraverso uno studio del packaging, delle etichette, della qualità percepita, dei siti Internet aziendali e della fascia di prezzo più adatta per incrementare il valore aggiunto dei prodotti; un ufficio stampa nazionale, specializzato in wine-food e lifestyle, per una comunicazione coordinata di vini e territorio a una vasta platea che non conosce l’Oltrepò Pavese o ne ha una visione incompleta o distorta; un concorso d’idee rivolto alle università della comunicazione, non solo italiane, per creare due marchi per un Metodo Martinotti e per un grande rosso fermo espressione del territorio. «La denominazione vuole evolversi e diventare marchio», così il direttore del Consorzio, Emanuele Bottiroli, spiega la strategia, derivata anche dall’analisi della ricerca commissionata a Demoskopea dalla Fondazione Bussolera-Branca. «Ripartire – spiega - significa unirsi e progettare insieme a lungo termine, facendo leva su nuove professionalità. Sul territorio abbiamo avuto tanti solisti che non sono mai diventati un’orchestra. Ora si cambia, non in modo improvvisato ma ragionato, con la consapevolezza che si debbano mettere a fattore comune le eccellenze, che abbiamo e devono essere di esempio». Altra novità, nella comunicazione, l'attenzione rivolta all'abbinamento con i cibi che vedrà un primo momento a luglio e agosto con gli show cooking dei volti del Gambero Rosso alla nuova Darsena di Milano, a cui seguirà – in novembre – l'accostamento con i migliori prodotti enogastronomici nazionali presenti a Golosaria Milano.