Una tradizione che risale agli anni Trenta in un moderno frantoio a ciclo chiuso

La famiglia Mancino si occupa di olivicoltura fin dagli anni ’30. Risale a quell’epoca, e si tramanda da tre generazioni, anche un altro aspetto non secondario, quello di essere “frantoiani”. Che è quell’insieme di esperienza, abilità e conoscenza delle tecniche ideali per produrre un ottimo olio d’extravergine d’oliva.

Invariato è lo scenario, ovvero la fascia collinare che cinge Gioia del Colle, località pugliese a metà strada tra Bari e Taranto. Qui, oggi, Filippo Mancino, assieme alla socia Patrizia Eramo, ha circa 450 ulivi lungo i 6 ettari di terreno che circondano l’antica masseria acquisita da un nobile del luogo (Str. Vicinale S. Domenico, 3000 - tel. 0803483350 - www.oliomancino.it).

La scelta delle cultivar è ricaduta su quella che si ritiene essere forse la varietà più antica del bacino del Mediterraneo, ovvero la Cima di Mola, poi la Coratina, autoctona come la precedente, accanto al Frantoio e alla Cima di Melfi, originaria del Vulture e qui importata mezzo secolo fa. Eccellono i cinque oli monocultivar ottenuti a freddo nel moderno e funzionale frantoio a ciclo chiuso. Dall’olio extravergine d'oliva robusto, intenso e fruttato di Coratina a quello ricco di sfumature aromatiche della varietà Cima di Melfi. Con il Frantoio nasce invece un olio fruttato medio e con ampie note vegetali, mentre dall’oliva Cima di Mola è la volta di un olio molto delicato e fruttato leggero. Da degustare anche la selezione di oli extravergine d’oliva agrumati e speziati. Quelli al limone e all’arancia si ottengono con la molitura congiunta di olive e dei frutti. Si rendono ideali non solo per abbinamenti con prodotti salati (pesce e insalate), ma anche per la preparazione di dolci. Quindi, con l’aggiunta di foglioline naturali sminuzzate, spazio agli oli al rosmarino, menta, prezzemolo, basilico e origano.