Bello, buono e salutare, ecco un frutto che richiama il Natale in modo ecumenico

Non c’è frutto più indicato a richiamare il Natale della melagrana. Non è solo una questione cromatica, la sorpresa del rosso rubino che compare appena si spacca la buccia giallognola; ma anche per l’abbondanza che da sempre richiama  la ricchezza di tanti chicchi (oltre 600 racchiusi nella buccia coriacea) e per la stagione, matura in inverno. È interessante poi ricordare che questo frutto così antico, diffuso in tutte le aree del Mediterraneo, anche in quelle semidesertiche è ben presente da sempre nell’immaginario di tutte le grandi religioni dell’area. Fioccano infatti le citazioni nella Bibbia, dal Libro dell’Esodo al Cantico dei Cantici; secondo alcuni esegeti della Genesi, il frutto proibito dell’Eden, che fece commettere il primo peccato a Eva era una melagrana e anche il Corano dei Musulmani colloca l’albero di melagrana nel proprio Paradiso. Non c’è da stupirsi se il Cristianesimo lo usa nelle decorazione di abiti e paramenti e nell’iconografia: in particolare l’effige dei Gesù bambini rappresentati con la melagrana in mano rappresenta un’anticipazione della passione.

Oltre all’indubbio valore decorativo che possiede sui piatti, la melagrana in cucina trova impiego, non solo per il consumo come frutto fresco, ma anche in ricette varie dolci e salate. Tra i dolci tradizionali che la contengono citiamo in particolare il Grano Cotto della provincia di Foggia. Ma è soprattutto molto apprezzata per il succo dal sapore acidulo impiegato per la preparazione di cocktail e vermouth, (la granatina in originale sarebbe infatti il succo di melagrana) e ricco di vitamine del gruppo B e C, potassio, polifenoli e antiossidanti. In sintesi un frutto delle nostre parti, bello, buono, salutare e che richiama, nei suoi significati simbolici, vicinanza di tradizioni e storie del Mediterraneo, origini comuni di fedi religiose e quindi fratellanza tra i popoli. Poteva esserci di meglio di un cocktail alla melagrana per l’aperitivo di Natale? Vi proponiamo l’esclusiva ricetta di Giovanna Ruo Berchera.