Il mandarino: un concentrato di vitamina C simbolo della stagione invernale

Il mandarino ha acquisito una certa rilevanza storica da quando è stata accettata la teoria secondo la quale tutti gli agrumi derivano da tre sole specie: cedro, pomelo e mandarino. E il mandarino è l’unico frutto dolce dei tre. Infatti la sua polpa, costituita da spicchi di colore arancio chiaro, è molto succosa e soprattutto dolce. La buccia è di colore arancione più intenso, sottile e profumata, scarsamente attaccata alla polpa e quindi si elimina facilmente.
La particolare colorazione giallo/arancio è dovuta alle elevate quantità di betacarotene, una sostanza appartenente alla famiglia dei carotenoidi, che il nostro organismo converte in vitamina A, fondamentale per numerose funzioni dell’organismo. La vitamina A, infatti, contribuisce al normale metabolismo del ferro e al mantenimento della pelle, della capacità visiva e della funzione del sistema immunitario nella normalità. In generale il beta-carotene è un potente antiossidante che viene assorbito con i grassi e se assunto con gli alimenti non procura sovradosaggio, come può invece verificarsi nel caso di un eccessivo uso di integratori. Come ci ricorda la campagna di promozione e informazione di UNAPROA “Nutritevi dei colori della vita” (http://www.nutritevideicoloridellavita.com) - finanziata con il contributo dell’Unione europea e dello Stato italiano -, il colore della frutta e degli ortaggi è un indizio importante per variare l’assunzione di sostanze preziose, proteggendo la salute e coprendo il fabbisogno di nutrimento del nostro organismo. Ogni colore (rosso, verde, bianco, giallo/arancio e blu/viola) corrisponde a sostanze specifiche, con differenti azioni nutrienti e protettive.
Essendo il manadarino molto ricco di semi, sono molto diffusi ibridi sterili (senza semi) chiamati mandarancio e clementine.
Per l’annata 2014/2015 si è verificato un ritardo di circa 20 giorni nella maturazione per le piogge scarse, ma in compenso il mandarino si presenta con un eccellente grado zuccherino, pezzature medio-grandi e un corretto grado di colorazione. Si prevede altresì un calo del raccolto del 20% rispetto all’anno precedente, anche per il diradamento dei frutti verdi, ricchi di oli essenziali e conferiti alle industrie di trasformazione..

Quando e dove matura il mandarino?
È un frutto invernale, la raccolta va da dicembre a marzo per la varietà tardiva. Il mese migliore è comunque gennaio. Un albero adulto può dare da 400 a 600 frutti all'anno. In Italia i mandarini sono coltivati in Calabria e in Sicilia, dove cresce anche la rarissima e protetta varietà del Mandarino tardivo di Ciaculli dal sapore zuccherino, che viene coltivato nell'omonima frazione di Palermo, nel cuore della pianura Conca d'oro. Ed è un mandarino oggi utilizzato anche nell’alta pasticceria.

Quali sono le proprietà nutrizionali e salutistiche del mandarino? I mandarini sono ricchi di vitamina C. È bene consumare i mandarini come frutto di stagione durante l'inverno, in modo che il loro contenuto vitaminico possa contribuire a proteggerci da disturbi tipici del periodo, come il raffreddore. Il mandarino contiene inoltre vitamina A e vitamine del gruppo B, insieme a magnesio, ferro e acido folico. Il consumo di mandarini contribuisce altresì a migliorare le funzioni visive, abbassare il livello di colesterolo nel sangue e rinforzare il sistema immunitario, soprattutto nei bambini. I mandarini sono infine ricchi di antiossidanti e svolgono una funzione purificante dell'organismo.

Come viene consumato e utilizzato?
Per quanto riguarda gli utilizzi alimentari, il mandarino viene consumato soprattutto fresco sbucciato e diviso a spicchi o spremuto per ottenere un succo di frutta oppure viene lavorato per produrre marmellate e frutta candita. Le bucce dei mandarini possono essere essiccate ed utilizzate a scopo decorativo o per la preparazione di profumati pot-pourri fai-da-te, e dalla buccia si estrae un olio essenziale che viene impiegato in aromaterapia al fine di favorire una sensazione di benessere, soprattutto in caso di stress.

Quali sono le sue origini?
La sua coltivazione fu introdotta in Europa a partire dal XIX secolo, ma le sue origini sono lontane nel tempo e nello spazio. Infatti il mandarino è un frutto originario di Cina ed Indocina, il cui nome è dovuto al colore dei vestiti che indossavano “i Mandarini”, le massime autorità della Cina.

Come si conserva?
A temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto: i mandarini si mantengono per una settimana circa. Meglio non ammassarli uno sull'altro, per evitare che la buccia si ammacchi e rovini anche la polpa.