Dalle colombe di pane di San Colombano ai pani dolci regalati al re Alboino

Una leggenda vuole che la tradizione della colomba pasquale sia legata a Colombano, Santo abate irlandese, e alla regina longobarda Teodolinda. Si narra che la regina favorì la predicazione del santo e che attorno al 612 i sovrani longobardi lo invitarono coi suoi monaci a un sontuoso pranzo. Fu servita molta selvaggina rosolata, ma Colombano e i suoi rifiutarono quelle carni troppo ricche in periodo quaresimale; Colombano però, per non offendere la regina Teodolinda affermò che avrebbero consumato le carni solo dopo averle benedette, quindi alzò la mano destra in segno di croce e le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane. Il prodigio colpì molto la regina che comprese la santità dell’abate e decise di donare il territorio di Bobbio dove nacque l’Abbazia di San Colombano. La colomba bianca è anche il simbolo iconografico del Santo ed è sempre raffigurata sulla sua spalla.

Un'altra leggenda sulle origini della colomba pasquale è legata a una vicenda dell’assedio di Pavia da parte di Alboino, re dei Longobardi. Riuscito ad occupare la città il giorno della vigilia di Pasqua del 572, ricevette dai cittadini diversi doni in segno di sottomissione e nel tentativo di fermare la volontà del sovrano di mettere a ferro e fuoco la città: Fra i doni anche dodici splendide fanciulle e, da parte di un vecchio artigiano, dei pani dolci a forma di colomba come segno di pace. Esse piacquero così tanto ad Alboino che promise “in onore di queste colombe, rispetterò la città e i suoi abitanti”. Così Pavia venne risparmiata dalla distruzione.