Nella piana dell'Orba, in Piemonte, la tradizionale semina del cavolo di San Giovanni

Leggenda vuole che proprio nella notte di San Giovanni (tra il 23 e 24 giugno, la più corta dell’anno), tradizionalmente si raccogliessero le noci per fare il migliore tra i nocini. Il motivo è in parte leggendario, in parte fisico. Si dice infatti che in questa notte le streghe si riunissero intorno agli alberi di noce per fare i loro riti (ma il legame con le noci pare risalire a riti celtici), mentre è certo che questo periodo è il migliore per la raccolta di mallo di noci ancora acerbe che avrà poi un grande risultato con il nocino.

Ma in un paese dell’alessandrino, a Casalcermelli, San Giovanni è anche il primo momento ideale per piantare il cavolo che sarà poi pronto per la raccolta già in settembre. La coltivazione dei cavoli qui si fa risalire al XVI secolo e all’insediamento dei frati Domenicani che lo incentivarono. Tra le varietà più diffuse, l’ecotipo locale “San Giuanēii” (San Giovanni) molto precoce, di piccole dimensioni e soggetto alle spaccature, recentemente recuperato in coincidenza della proclamazione della Denominazione Comunale. Oggi come da tradizione in un piccolo lotto di terra è stato seminato il cavolo di San Giovanni.

Come racconta l'agricoltore Pietro Cermelli detto Paloss: “Ai primi di giugno si raccoglie il seme dal cavolo lasciato nel campo per fare semenza. Quindi per San Giovanni il seme viene seminato in un vivaio, precedentemente bagnato a pioggia e lavorato per rendere la terra fine. Una volta seminato, c’è un trucco per farlo germogliare al meglio:al di sopra del terreno seminato si può spargere dell'erba medica fresca (che non contiene seme e quindi non disturba la nascita dei cavoli) di modo da tenere la terra fresca e sempre umida. Nel giro di 3/4 giorni inizieranno a germogliare e nascere le prime piantine. Quando saranno spuntate quasi tutte si scoprono dall'erba medica e si lasciano crescere per il trapianto che avverrà intorno al 15/20 luglio per poi giungere alla raccolta a settembre”.