È l'Hibu e apre le sue porte a Bernareggio

Hibu, nome curioso che nasce dalla contrazione di H che sta per homebrewer e IBU da International Bitterness Unit, che è l'unità di misura dell'amaro. Perché le birre di Gianluca, Raimondo e Lorenzo, i tre amici appassionati che hanno dato vita al birrificio Hibu, sono amare, ma non eccessivamente, "quel tanto che basta per distinguerle da un chinotto”, dicono schernendosi. Nella filosofia del birrificio Hibu le birre devono anche essere dissetanti, profumate, schiumose e soprattutto non pastorizzate, non filtrate e realizzate solo con acqua, malto d'orzo, luppolo, lievito e tanta passione.

Dei nostri assaggi ricordiamo per piacevolezza la birra Gotha, in classico stile belga, di colore giallo carico, schiuma persistente, dolce inizialmente con amaro sul finale, note speziate di frutta e di agrumi; la Vaitrà, american pale ale di colore ambrato, schiuma cremosa, con note di agrumi, intenso amaro in bocca; la Trhibu, india pale ale color oro limpido, schiuma bianca, fine e cremosa, al naso spiccano aromi floreali e di agrumi, al palato è molto beverina e di corpo medio, con un giusto livello di secchezza e retrogusto lungo e resinoso.

Accanto alle birre classiche, tra le stagionali, ci hanno colpito la Köln, di colore paglierino carico con leggeri sentori floreali e gusto gradevole di malto, molto beverina, prodotta da aprile a giugno e la Avanti March, una saison di colore arancio pallido, dall'amaro delicato e molto rinfrescante per la presenza di spezie (sambuco, pepe rosa e zenzero): viene prodotta da marzo a settembre. Molto accattivanti le etichette ideate dai tre ragazzi di Bernareggio, colorate e divertenti. Per gli acquisti lo spaccio aziendale è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 18,30 e il sabato dalle 10 alle 13.