per Expo l’azienda ticinese ha diviso l’Italia in 7 territori creando mostarde ad hoc coi prodotti di ogni territorio

Tre polpette di bollito con sette mostarde: l’altra sera al ristorante Gli Ulivi di Roma abbiamo provato questa delizia. Ma immaginate se il cuoco avesse conosciuto Massimiliano Belotti e Cristina Bovati titolari dell’azienda Fredo (via alla Capelina • Cadenazzo – TI – tel. +41918593333), che ha sede in Canton Ticino, in procinto di italianizzarsi. In tanti li abbiamo incontrati a Golosaria e Milano e ci hanno impressionati coi loro prodotti che si rifanno all’antica arte della candidatura di frutta. Ma perché vi parliamo di loro? Be’, perché la mostarda è buona e perché loro due che sono appassionati di arte, tanto che si son conosciuti su un palco di lirica in quanto lui è tenore e lei è soprano, ed hanno una creatività incredibile.

Ecco dunque le idee per Expo. Per dare risalto alle specificità gastronomiche dei diversi territori italiani hanno creato sette mostarde, una più originale e sfiziosa dell’altra. A partire dalla Mostarda di Panettone, realizzata in collaborazione con il pasticciere lombardo Jean Marc Vezzoli del Panificio Longoni di Carate Brianza, a base di albicocche, pesche, mele, pere, uva, cannella, chiodi di garofano, aroma alla senape. Se gli amanti del panettone sono così rappresentati, non poteva mancare una mostarda pensata per i sostenitori del pandoro: eccola con mele cotogne, mele, pere, limoni, canditi e aroma alla senape. Pensando alle vette più alte della nostra Penisola è nata la Mostarda delle cime con pere San Martin e noci, ideale per accompagnare tutti i formaggi e in particolare quelli di malga. La Mostarda delle Signorie richiama un periodo particolare vissuto dall’Italia, quando alcune grandi famiglie come i Gonzaga, gli Sforza e i Visconti fecero la storia. È realizzata con pere, mele, uva e ovviamente senape. Le vigne sono diffuse in tutto il territorio italiano: ad esse è dedicata la Mostarda delle Vigne, una prelibatezza ideata per accompagnare i formaggi, che sprigiona il profumo delle uve impiegate. Pensando alla torre quale elemento architettonico comune a tante città, soprattutto del centro Italia, è nata la Mostarda delle Torri, che può diventare ingrediente base di dolci tipici come la pinza o le raviole oppure accompagnare i formaggi. Infine non poteva mancare una mostarda ispirata ai profumi e agli aromi del Sud Italia. Ecco la Mostarda del Vulcano con mele annurche e limoni di Sorrento.

Della produzione classica invece non perdete la mostarda classica mista e agli agrumi, quella con singolo frutto, fino ai gusti più recenti e originali come pomodorini, ananas-mango-papayatutto candito fresco. Voi quale scegliete?