Petra Molino Quaglia lancia a Bread Religion 2026 un nuovo progetto a difesa della biodiversità

La "Carta dei Grani” è il nuovo progetto lanciato da Petra® Molino Quaglia in occasione di "Bread Religion 2026", il campus culturale e formativo appena conclusosi a Roma, organizzato dall’azienda di Vighizzolo d’Este per valorizzare la filiera del pane e dei prodotti da forno concepiti come elementi di un’alimentazione genuina, sostenibile, in grado di segnare un nuovo corso all’agricoltura, stimolando contadini e agricoltori a praticare coltivazioni rispettose dell’ambiente e della biodiversità delle sementi.

Filo conduttore dell'evento, è stato proprio quello di spostare il focus dal pane al campo, facendo un percorso a ritroso sull’intera filiera, passando per un intero sistema emozionale e culturale che fa riferimento alle abilità messe in atto dal professionista dell’arte bianca, dallo chef, dal mugnaio e dal contadino. In questa concezione, infatti, il pane che raggiunge un alto livello qualitativo, non può prescindere dal suo punto evolutivo iniziale, il seme del grano, da cui tutto nasce. Ed è per questo che il nuovo focus proposto da Petra® Molino Quaglia parte proprio da questo elemento “vivo", perchè, oltre che essere opera di selezione dell’uomo, è anche oggetto di selezione naturale da parte di fattori come il clima (gelo, siccità, vento) e il terreno, che provvedono anche al suo adattamento nel tempo e al rafforzamento. E la farina ne diventa diretta testimone perchè in essa confluiscono l’altitudine, l’umidità del raccolto, note e sentori delle erbe di campo che convivono con le spighe di grano; per questi motivi, la figura del mugnaio si eleva a interprete assoluto della materia agricola, e deve dimostrare la sua abilità nel dare forma a tutti questi elementi. Al pari del lavoro del fornaio che deve trattare la farina così realizzata, adattando idratazione, tempi, fermentazione, cottura, per produrre un pane che cambia ogni volta con il raccolto.

La "Carta dei Grani” nasce perciò dall’esigenza di superare i disvalori creati dall’industrializzazione agricola e dalla conseguente standardizzazione, per creare una comunità di professionisti del settore e di consumatori sensibili a queste pratiche sostenibili che mettono sul piedistallo varietà di grano in grado di cambiare ed evolvere insieme ai territori e alle condizioni climatiche che li caratterizzano. E diventa anche un modo sostenibile per salvaguardare il patrimonio dei pani italiani dando vita a una nuova generazione di grani autoctoni.

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