Da "daGorini", a San Piero in Bagno, con grande materia prima, piatti di Alta cucina italiana, per un conto che lascia il sorriso

Enrico Crippa, Alberto Santini, Paolo Massobrio e Gianluca Gorini, i premiati al Marchesino di Milano, nel 2017, dall’Academie Internationale de la Gastronomie. Quel giorno con Gualtiero Marchesi si parlò del talento e del percorso fatto da Gianluca Gorini, di cui, per primi, ancora ai suoi esordi, avevamo detto “sarà famoso”. Famoso lo è diventato, e, va detto, che l’Espresso lo voglia premiare come novità dell’anno è un po' come se Cristiano Ronaldo venisse premiato come “novità “, come promessa del calcio, visto che oggi Gorini ha 36 anni, un lungo percorso ai fornelli alle spalle, la sua Sara lo ha reso padre, da tempo è uno dei grandi della cucina italiana e, dopo aver sudato a lungo per dei big, dopo l’esperienza de Le giare di Montiano, ora è chef patron di “daGorini” (via G. Verdi 5 - tel. 05431908056) a San Piero in Bagno (FC), dove abbiamo vissuto una delle più interessanti esperienze di questi mesi.

Secondo i criteri con cui classifichiamo le mete del GattiMassobrio, è trattoria di lusso, visto che ha l’atmosfera informale dove ci si sente a casa, con pietra e arredi moderni che uniscono passato e presente, e come sembra confermare l’insegna, che con "daGorini" evoca la formula che si utilizza quando si va da persone care o amici, “vado da Gianluca, da Sara...”. Insomma , non vi aspettate ambiente museale, dove arrossire se vi cade la forchetta o in cui tutti si girano se vi lasciate andare a una bella risata. In sala la sua Sara, appunto, e un team di giovani di formidabile classe, a partire dal sommelier, con cui scoprirete l’interessantissima cantina, che ha etichette non scontate, e bella selezione di vini anche a bicchiere.

Il cuore dell’esperienza ai suoi tavoli è comunque la proposta di cucina, sintesi mirabile di passato e presente, con piatti che sono espressione della sua tecnica e della sua fantasia, ma con valorizzazione golosa della tradizione e dei prodotti del territorio. Una via tutta sua, personale, all'Alta cucina regionale e di territorio italiana, che, nel suo realizzarsi con creatività ben calibrata, rivela maturità e intelligenza non comuni.

La vostra sosta potrà avere sapori e profumi di cremoso al Parmigiano Reggiano funghi crudi e cotti noci e nepetella, poi di quel capolavoro gastronomico che sono i passatelli romagnoli gamberi rossi crudi infuso di crostacei profumato alla verbena, o dei golosi cappelletti ripieni di coniglio semi di zucca tostati finocchietto e polvere di olive, quindi del piatto che vale il viaggio, il piccione allo spiedo estratto di alloro cipolla al cartoccio e salsa di cipolla, del semifreddo al raviggiolo amarene sciroppate croccante alle noci e vermut 721.

Un percorso da sogno, che si chiuderà con un conto, che a questi livelli, spicca per la rara ragionevolezza. Grande!