Passione e "sana follia", i segreti di questa cantina, che con il suo lavoro, sta tracciando un nuovo percorso, il cui esito è lo Zibibbo come non l'avete mai conosciuto. Eccellenza!

Tra le stelle che brillano, infinite, su Pantelleria, una ha una luce particolare. Non è in cielo. Ma sull’isola. È Coste Ghirlanda (tel. 3333913695), realtà giovane che ha fatto il suo debutto sul mercato con le prime 5.000 bottiglie (“Lanostraprimavolta”, il vino) nel 2009. Ma che sin dagli esordi ha visto Giulia, Katherina e Margherita Pazienza Gelmetti, le tre donne che sono il cuore di questa splendida realtà tutta al femminile, fare una scelta di campo senza compromessi:  eccellenza.

Fatto sta, che dopo i primi passi fatti “rubando” i segreti ai vecchi contadini custodi di questo angolo di Paradiso, e sotto lo sguardo amico e sapiente di quel grande che è stato Marco De Bartoli. Coinvolto nel progetto uno dei “principi” dell’enologia internazionale, il talentuoso Lorenzo Landi, con la sua consulenza hanno iniziato un cammino i cui frutti, oggi, sono vini, che hanno il passo dei fuoriclasse. Attenzione. Come tutte le realtà capaci di segnare una novità, qui la tradizione riceve rispetto assoluto, ma viene valorizzata in modo rivoluzionario.

I terreni sono coltivati a terrazze racchiuse da muretti a secco. Le viti sono alberello rasoterra e poggiano le radici sui terreni di origine vulcanica secondo una modalità di coltivazione che è nel solco di una storia che ha visto la viticultura locale essere riconosciuta Patrimonio dell’Umanità. Il vitigno che domina incontrastato è lo zibibbo. Ma rispettata la cultura locale, da qui in poi è “rivoluzione”. Ossia la filosofia che ispira le fasi che vanno dalla vendemmia all’assaggio, dicono della volontà di raccontare questa terra “con parole proprie”. Morale. Versi uno dei tre vini prodotti. Assaggi. Il primo sorso è spiazzante. Il secondo è un nuovo orizzonte che si svela. Una Pantelleria che non pensavi potesse esistere. È emozione!

Per questo se “Jardinu” sarà il “biglietto da visita” di questa cantina (con il suo nome che evoca la costruzione tipica con cui sull’isola si proteggevano gli agrumi favorendo la possibilità di trattenere sui frutti la rugiada, indicando il desiderio di proteggere in bottiglia profumi e aromi dell’uva zibibbo). La caratura del lavoro di Costa Ghirlanda l'avrete con “Il silenzio”, interpretazione di zibibbo che svela le potenzialità qualitative di questa uva. Giallo oro, al naso ha profumi di grande eleganza di macchia mediterranea, salvia, timo ed erbe aromatiche, note agrumate, con sentori di cedro, mentre al palato è elegantemente secco, equilibrato, piacevolmente sapido, persistente. É bianco di nobile lignaggio, che puó andare a testa alta al fianco dei grandi bianchi del mondo, e che fa matrimonio d'amore con primi e secondi dove il mare è protagonista (nel nostro caso, magistrale l'abbinamento studiato dai sommi Roberto Conti e Simone Dimitri, chef e maitre del "coronato" Trussardi alla Scala, che lo hanno proposto con un formidabile risotto limone gambero e cinque spezie, non a caso piatto clou del menu del ristorante a San Valentino, a siglare un mix tra cibo e vino che va dritto al cuore!). Perfino nel nome quanto mai azzeccato, perché anticipatore delle emozioni che vi regalerà, alla stessa stregua dei silenzi panteschi, capaci di sconvolgere chi li vive per la prima volta. In un crescendo di emozioni, l'ultimo sorso sarà di Alcova, Passito di Pantelleria, che vi sorprenderà per il suo essere sintesi mirabile tra tradizione e innovazione, per il suo saper portare nel bicchiere terra, mare, vento, ossia Pantelleria, ma lasciandosi alle spalle gli errori del passato. Di colore ambrato, al naso vi conquisterà con i suoi profumi di mandorle e datteri, uva sultanina, fichi secchi, e per il suo sorso per nulla stucchevole, fresco e armonico. Un grande Passito da gustare con chi si ama!