Dalla cantina piemontese, un Dolcetto di classe, due grandi barbere, l’Acqui secco che non ti aspetti e un Asti che si conferma tra i migliori della tipologia

«Alice Bel Colle. Produttori di meraviglie. Perché Alice è il paese delle meraviglie».
In queste poche parole di presentazione, la poesia di un mondo. È una storia che ha il gusto della Barbera, e il profumo del Moscato e del Brachetto. E che sembra una fiaba.
La Cantina Alice Bel Colle non è una favola, ma una realtà, ma qualcosa di fiabesco c’è davvero, a iniziare dal fatto che in un mondo come il nostro, dominato dall’individualismo, questa fucina di vini sorprendenti, è la casa di cento famiglie, che vivono un’avventura condividendola come fossero una sola, grandissima, famiglia.
La sfida in cui tutti i cento soci viticoltori sono impegnati, ognuno con lo stesso orgoglio e con la stessa passione, dare voce all’identità enologica dell’Alto Monferrato Acquese, al fine di farne conoscere la sua grandezza.  Lo fanno lavorando 350 ettari da cui la Cantina produce annualmente oltre 32 mila quintali di uva, di cui meno del 25% viene destinato alla produzione in bottiglia, con il parco vigneti che è composto da 200 ettari coltivati a moscato bianco, la varietà più pregiata, 60 ettari a brachetto, 50 ettari a barbera e i restanti 40 ettari divisi tra dolcetto, chardonnay e cortese.
vigneti.jpgI 350 ettari di vignetoSiccome qui, non c’è solo “unità”, ma anche sana ambizione, seguendo la voglia di fare bene, con il presidente, Claudio Negrino, a guidare questa bella avventura, hanno chiamato figure di valore come gli enologi Diana Reggio e Beppe Caviola, mentre l’attività commerciale è seguita da Daniele Bianco. Morale, i risultati ci sono. E il cammino della Cantina Alice Bel Colle si sta segnalando per una produzione dall’eccellente rapporto qualità/prezzo.
titolare.jpgIl presidente Claudio NegrinoPoiché il punto più alto del paese di Alice Bel Colle, con i suoi 418 metri s.l.m. è luogo strategico da cui con lo sguardo si abbraccio tutto il paesaggio, ammirando il fatto che il paese, a 360°, è circondato a perdita d’occhio da vigneti. Al di là della bellezza del luogo, di cui il primo ad esserne orgoglioso è il sindaco Gianfranco Martino, in cantina hanno battezzato “360°” una linea prestigiosa di vini.
Della collezione, ci ha conquistato il Dolcetto d’Acqui Doc Coste di Muiran (dai vigneti di Moirano, che son un vero e proprio cru) che ha colore rubino, naso intenso ed elegante, con profumi di frutta, e in particolare di ciliegia, lampone e ribes, che si susseguono con note di mandorla e minerali, di notevole finezza, mentre in bocca ha bella struttura, vigore, ma con equilibrio, in un bilanciamento che rivela l’ottimo lavoro in cantina, per chiudere con un finale piacevolmente ammandorlato.
dolcetto.jpgIl Dolcetto d'Acqui "Coste di Muiran"Caratterizzata da quella autenticità che sempre ci conquista, è la Barbera Al Casò, con il nome che in dialetto piemontese indica i vigneti della regione Casale, da cui vengono le uve, sul versante collinare che guarda a Nizza Monferrato. Purpurea e dai profumi di rosa e violetta, con note di susina e mandorla, ha naso elegante, che si sposa a un palato dalla tipica freschezza barberosa, che si accompagna a sapidità e bella struttura.

Di stoffa aristocratica, la Barbera d’Asti Superiore Alix, dal colore rubino fitto, dal naso profondo con profumi di ciliegia, susine, spezie, dal sorso che rivela struttura e notevole spessore, finale lunghissimo che chiude con retrogusto di mandorla.
barbera-alix.jpgLa Barbera d'Asti Superiore "Alix"Il vino che ci ha stupito, l’Acqui Docg secco "MonteRidolfo", dai sentori di rosa bulgara e geranio, dai profumi di frutti rossi e muschio, dal gusto fresco e che chiude con retrogusto corrispondente.
monte-ridolfo.jpgL'Acqui Secco "MonteRidolfo"Brindisi finale, per noi, non poteva non essere che con l’Asti Metodo Classico Docg. Vera bandiera del territorio, e da noi già premiato tra i nostri Top Hundred, si è confermato fuoriclasse della tipologia. Da uve di vigneti storici esposti a sud con età media che supera i 40 anni, nel bicchiere ha colore giallo paglierino brillante, perlage fine, profumo aromatico con sentori che ricordano agrumi, miele e frutta secca, gusto dolce, di buona complessità e struttura senza essere eccessivamente stucchevole, finale di affascinante eleganza.