Gli eventi di Golosaria e i libri di successo, Adesso, ilGolosario, Il Gatti Massobrio, l’Ascolto del vino…Gli articoli sui grandi quotidiani e le partecipazioni in tv. Nel percorso del fondatore di Papillon, la passione di comunicare la grandezza dei protagonisti dell’agroalimentare italiano!

Il Monferrato e la sua Milano. Silvana, e i suoi figli Irene, MarcoGiacomo e Giovanni. I grandi amici e la sua passione per il gusto. E ancora. Raspelli e Veronelli. Giacomo e Anna Bologna. Il conte Riccardo Riccardi e Bruno Lauzi, senza dimenticare Paolo Frola e Giorgio Conte. Fino agli eventi di Golosaria e ai libri di successo: Adesso, ilGolosario, Il Gatti Massobrio, l’Ascolto del vino… Oltre agli articoli sui grandi quotidiani e alle partecipazioni a programmi radiofonici e televisivi.

Era il 10 dicembre 1985 quando Paolo Massobrio firmava il suo primo articolo su un settimanale nazionale e Veronelli gli disse: "Se sei uno che scrive dobbiamo darci tu, caro collega". Fu un segno premonitore, e leggendo capirete perché. Era l’inizio di una carriera che in questi trent’anni, oltre alla attività giornalistica ed editoriale, lo ha visto, nel 1992, fondare quel Club di Papillon, che è movimento di consumatori che oggi annovera oltre seimila soci. E ricevere, nel 2005 la cittadinanza onoraria di Masio, il paese di cui è originario, nel 2007 il premio “Saint Vincent” di giornalismo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nei mesi scorsi, la prestigiosa onorificenza di “Commendatore”.

Nel suo percorso giornalistico, momento di particolare importanza, quando nel 1998, è stato chiamato all’Espresso a sostituire Luigi Veronelli nella rubrica dedicata ai vini che il maestro curava da vent’anni. Filo rosso di tutta la sua avventura professionale, il desiderio di raccontare e mettere su un piedistallo, le decine di personaggi che, spesso ingiustamente ignorati, fanno grandi cose nel mondo dell’artigianato agroalimentare, della ristorazione, del vino. Per uno strano scherzo del destino, oggi che ricorrono i suoi trent’anni di giornalismo, viene presentata la nuova edizione della “Michelin”, quella guida il cui primato per la prima volta è insidiato dal Gatti Massobrio, la nuova guida nazionale appena pubblicata dal team di Papillon, che valorizza la migliore ristorazione italiana, quelle decine di interpreti della nostra cucina.

Tre i simboli di questa avventura, che scegliamo per festeggiare questo traguardo. Una grande Barbera, il vino della sua predilezione, il rosso che evoca il piacere della compagnia, a significare come in questo cammino innumerevoli siano stati gli incontri che hanno scaldato il cuore di artigiani, cuochi, osti, vignaioli. L’Antico Toscano, il suo sigaro preferito, che se fumato a digiuno si trasforma in torcibudella e fa venire gli stranguglioni, come certi suoi articoli, irriverenti e non certo scritti in ginocchio. Il “trenino” del Monferrato, il primo meraviglioso evento che diede il via al cammino di Papillon: era il 15 maggio 1993. Quel treno, a dispetto di chi nella vita vede nero, non si è mai fermato, e gli sbuffi di fumo allegri e gioviali di quella locomotiva d’epoca che sfilava tra paesi e campagne, oggi sono come i sogni e la bellezza di una vita vissuta con gusto!