Presentati a Milano i vini in anfora del gruppo di Casadei

Quando ho dato un volto a quei bicchieri da sogno che con Paolo Massobrio avevamo condiviso, selezionando le nostre eccellenze per i Top Hundred da premiare a Golosaria, l’incontro con Stefano Casadei e sua figlia Elena è stata la conferma di quella regola non scritta che i vini assomigliano a chi li produce. Grande il vino, grande chi lo fa.

Stefano Casadei è un fuoriclasse dell’imprenditoria che con orgoglio di sé dice: «Sono un agricoltore, figlio di un agronomo e cresciuto in campagna».

“Contadino”, dice lui? Con il “cervello fino”, eccome, diciamo noi. Il suo approccio appassionato al mondo del vino, è stato da subito sfida di libertà, di coraggio, sposando con sua moglie Anna Baj Macario sin dagli esordi i principi della biodinamica, ed evolvendo poi la sua filosofia di vita tra i campi in un nuovo protocollo etico, BioIntegrale.

Sebbene le attività siano molteplici, con produzione di olio, linea food, agriturismo e ristorazione, cuore della sua avventura è la produzione di vini, iniziata in Toscana, nel Chianti, poi cresciuta con un’azienda in Sardegna, e infine ampliata con una tenuta in Maremma. Oggi le aziende sono tre, Castello del Trebbio, nella zona del Chianti Rufina, Tenuta Casadei in territorio maremmano, e Olianas, azienda creata in società con Artemio Olianas, nel Sarcidano sardo. Nel segno del rispetto dalla natura, tutta la filiera di produzione, e di particolare fascino il progetto avviato con la figlia Elena della vinificazione di alcune varietà in anfora.

Di una produzione che oggi è di valore assoluto, in tutte le sue espressioni, a partire dai rossi prodotti nelle tenute toscane con cui Elena aveva conquistato il pubblico di Vinitaly, presentandoli ai giovani comunicatori e critici presenti a Young to Young. I vini che ci hanno stregato sono quelli di Olianas a Gergei, al confine tra le province di Cagliari e Núoro. Prima azienda del Gruppo a diventare interamente BioIntegrale®, è proprietà che si estende su 20 ettari, di cui 16 vitati (12 a bacca rossa, 4 a bacca bianca), con densità per ettaro di 5.500 piante e un’età media delle viti tra i 10 e i 16 anni e gli altri 4 ettari destinati alla coltivazione di alberi da frutto e alla produzione di foraggio per alimentare Vegas e Dinette, i due cavalli da tiro di razza Comtois (la scelta di lavorare con il cavallo, seguita in tutte le tenute, per la consapevolezza che questa modalità evita l’eccessivo compattamento del terreno, soprattutto in suoli dall’alto tasso di minerali) selezionati direttamente in Francia da Stefano e Anna e arrivati in azienda nel 2014.

Poker d’assi quello calato qui dai Casadei, con un Cannonau 2017 di esemplare autenticità e riconoscibilità, con un naso dai profumi di mirto e erbe aromatiche, e sorso armonico, e un Cannonau Riserva 2015, dal naso che unisce frutto e spezie, e che si propone con suggestiva complessità. Un sogno il Malvasco 2017, da uve malvasia e nasco, dalle note di albicocca, mela cotogna, fichi, datteri e miele di sulla, e dal sorso dolce.
Un capolavoro, il Migiu, sfida vinta che dimostra il potenziale del Semidano di Sardegna, che affascina con il suo colore oro antico, i suoi profumi di macchia mediterranea e rosmarino, i sentori di pietra focaia, il suo sorso sapido, fresco, infinito. Per noi questo 2017 è il “Top dei Fuori di Top”! Emozioni!