A Venzone alla Pasticceria d’Altri Tempi

Il mio viaggio in Carnia è stato in silenzio, perché 40 anni fa, gli amici più grandi dell’oratorio del quartiere Feltre di Milano (io avevo 15 anni) partivano per il Friuli Venezia Giulia devastato dal terremoto. E quando tornarono, paesi come Gemona, Osoppo, Majano ci erano divenuti famigliari insieme ai loro canti. Ma l’emozione più forte è stata entrare nel borgo medievale di Venzone (sorto intorno all’anno Mille), strategico per il controllo del Tagliamento, che fu colpito anch’esso dal terremoto; ma il centro storico fortificato nel XIII secolo con tanto di cinta muraria, fossato e porte, è stato riassemblato pietra su pietra, e non sembra vero. Ora, io sono arrivato in anticipo di mezz’ora rispetto all’appuntamento, e sono andato a prendere un caffè nel bar sotto il Municipio, che è un luogo vivo dove la gente si incontra.
esterno.jpgPosteggi l’auto nella piazzetta e scruti i negozi che si affacciano nel cuore del borgo, che è famoso per la lavanda, ma anche per aver vinto il Borgo dei Borghi nel 2017. In fondo alla piazza, le luci di un negozietto fanno pensare a una boutique, mentre invece è una pasticceria-gelateria aperta nel dicembre del 2013 dal Vincenzo Aiello: Pasticceria d’Altri Tempi.
lui con cono.jpgL’appuntamento che mi avevano fissato gli amici delle Strade dei Vini e dei Sapori della Regione era con lui. Che mi accoglie sulla soglia del laboratorio a vista, dove in quel momento sta preparando (nel senso che li produce proprio lui) i coni per i gelati (buonissimi).
coni.jpgVincenzo è di Pompei, ha 60 anni e quando è arrivato nel Triveneto ha lavorato alla Pasticceria Fiori di San Vito di Cadore e poi a Lignano Pineta alla gelateria Pellegrini. E lì ha sognato, mentre imparava un mestiere, di aprire un giorno un locale tutto suo dove la qualità fosse portata ai massimi livelli. retro-caffe.jpgMa c’è di più, perché in questa bottega immacolata ti senti a casa, con la gente che si accomoda dietro al banco dei dolci, proprio alle spalle, per prendere un caffè con un pasticcino, come la frolla di farina di mandorle e crema al limone, ribattezzata “Dolcemente Venzone” (eccezionale) oppure il cannolo siciliano, le sfogliatelle campane o i babà in vasocottura.
torta.jpgMa attenzione, Vincenzo è divenuto famoso per aver vinto il Guinness dei primati col Tiramisù più grande del mondo. E come contrappasso, oggi produce il più piccolo, in vendita nella sua pasticceria, ed è uno scrigno di freschezza.
vetrina.jpgAnche le brioche sono buonissime: e chissà cosa saranno i lievitati per le feste! Lui tiene un libro dove la gente gli lascia un pensiero e un ricordo. Ed è zeppo di complimenti.
agenda-dediche.jpgCon lui ci sono cinque custodi: Chiara, Beatrice, Narijesse, Elisa e Maria che è la sua compagna di avventura e nella vita. Mi racconta che qui si forma spesso una fila lunghissima, soprattutto per i gelati. E infatti, dopo mezz’ora di un mercoledì mattina, succede così. Ora, di Vincenzo mi colpiscono tante cose: la letizia con cui lavora, i prezzi assolutamente popolari (80 centisimi un pasticcino, 1,40 una pallina di gelato, col quel cono fragrante) e infine i ciclisti che giungono da ogni parte.
biciclette.jpgPer loro ha inventato la barretta del ciclista, buonissima ed energetica, ma anche i dolci per la pedalata notturna con arrivo a Venzone, dove si sono presentati in 580.
barretta ciclista.jpgbike night.jpgChe dire se non che questo artista (perché fa anche delle torte speciali come quella con vaniglia e perle di caramello costruita per uno dei tanti ricevimenti per cui è richiesto) è una persona umile che gioca con la qualità, per far stare bene la gente e anche se stesso. E infatti in questa piccola pasticceria ti senti proprio a casa, con la sensazione di aver stretto la mano a un amico.
Sarà un piacere presentarvelo a Golosaria Milano in autunno, premiato fra i migliori pasticcieri d’Italia.

PASTICCERIA d’ALTRI TEMPI

Venzone (UD)
piazza del Municipio, 14
Tel. 3493401437

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