Anche se oggi si trova ottima uva da giugno fino a Natale, la stagione migliore per mangiare uva di qualità è l’autunno e il mese di settembre in particolare. Nell’ampio ventaglio di tipologie esistenti sul mercato, ognuno può trovare quella più affine ai propri gusti: la croccante, la dolce, con i semi o senza, con la buccia sottile o spessa... tutte accomunate dalle molteplici virtù salutari: l'uva è ricca infatti di polifenoli, che contrastano l'invecchiamento cellulare.

L’uva nella storia
Le origini della vite e dell’uva sono talmente antiche da affondare nella leggenda: alcune di esse fanno risalire l'origine della vite sino ad Adamo ed Eva. Si pensa che si sia sviluppata intorno al 7500 a.C. nella regione trans caucasica, che corrisponde oggi all'Armenia ed alla Georgia. Alcuni geroglifici egiziani risalenti al 2500 a.C. descrivono già vari tipi di lavorazione dell’uva. Dall'Egitto la pratica della produzione e della lavorazione di uva si diffuse presso gli Ebrei, gli Arabi e i Greci: questi ultimi addirittura dedicarono al vino una divinità, Dionisio, il Dio della convivialità. Furono proprio i Greci a favorire la viticoltura e la vitivinicoltura in Europa e portarla in Italia, nel meridione; gli Etruschi appresero quest’arte e la trasmisero ai Romani. La nascita del Cristianesimo e il conseguente declino dell'Impero Romano, segnò l'inizio di un periodo buio per l’uva e per il vino, accusato quest’ultimo di portare ebbrezza e piacere effimero; a ciò si aggiunse la diffusione dell'Islamismo nel Mediterraneo, tra l'800 e il 1400 d.C., con la messa al bando della viticoltura in tutti i territori occupati. Per contro furono proprio i monaci di quel periodo a continuare, quasi clandestinamente, la viticoltura e la pratica della lavorazione dell’uva per produrre i vini da usare nei riti religiosi. Bisognerà comunque attendere il Rinascimento per ritrovare una letteratura che restituisca al vino il suo ruolo di protagonista della cultura occidentale, ruolo che conserva ancora oggi.

Uva da tavola e uva da vino; uva bianca e uva nera
L’uva può spaziare tra diverse tonalità di colore, dalla più chiara delle uve bianche alla più scura delle uve nere, e tra tantissime varietà; la principale distinzione è fra uva da mensa o da tavola, di cui l’Italia è il maggior produttore mondiale, e uva da vino. Il periodo naturale dell’uva da tavola italiana è compreso tra luglio e ottobre, con produzioni massime in agosto e settembre. In Italia le regioni che ne coltivano quantitativi rilevanti sono la Sicilia, la Puglia e il Lazio. Tra le uve da tavola bianche le più conosciute sono la dolcissima e aromatica Regina che matura a partire dai primi di agosto fino a metà settembre e l’ Italia dagli acini croccanti di grosse dimensioni che inizia a maturare nella seconda decade di settembre. L’uva Italia, in alcune zone dove i vigneti sono protetti da pellicole plastiche, viene raccolta fino al tardo autunno per essere commercializzata nel periodo natalizio. Tra le uve nere è particolarmente diffusa la Cardinal abruzzese che matura nella prima decade di agosto e il Moscato d’Amburgo dal sapore caratteristico e profumi intensi che matura tra agosto e settembre.

L’acquisto e la conservazione
Al momento dell’acquisto bisogna innanzitutto osservare i raspi: se sono verdi significa che l’uva è fresca; se sono di colore marroncino e piuttosto appassiti o addirittura quasi secchi significa che l’uva è stata raccolta da parecchio tempo quando era ancora molto verde e difficilmente sarà dolce e gustosa. Bisogna inoltre osservare che gli acini non abbiano principi di marciume o muffe. L’uva da tavola, se non è eccessivamente matura va conservata a temperatura ambiente in un portafrutta. In caso contrario va messa in un sacchetto di carta e conservata in frigorifero. In linea di massima si conserva per una settimana.

Il consumo
Si consuma come frutto fresco, in macedonia o ridotta in succo; con l'uva fresca molto matura si prepara il vincotto, mosto stracotto fino a diventare dolcissimo, utilizzato per preparare alcuni dolci tradizionali. Uva e uva fragola danno poi vita a marmellate, torte, biscotti e focaccine. Dai semi (vinaccioli) dell'uva si ricava un olio ricco di acidi grassi benefici per la salute se usato a crudo. L’uva essiccata o uvetta trova impiego in tantissime ricette sia dolci sia salate dal nord al sud dell’Italia. Anche le foglie di vite sono commestibili: nella cucina greca e libanese si usa cuocerle al vapore e poi avvolgervi il riso e la carne.

L’uva e la salute
L'uva contiene acqua (80%), carboidrati, fibre, sali minerali, vitamine e pochissimi grassi. È dissetante, purificante e nel contempo nutriente ed energetica: è una vera e propria miniera di virtù terapeutiche. L'uva ha proprietà antiossidanti e anticancro, dovute soprattutto al contenuto di polifenoli e di resveratrolo, presente nella buccia dell' uva nera; ha inoltre proprietà antivirali, grazie al contenuto di acido tannico e di fenolo, in grado di contrastare il virus dell'herpes simplex. Chi soffre di disturbi digestivi, dovrebbe mangiare gli acini d'uva senza buccia e semi.

Come ci ricorda la campagna di promozione e informazione di UNAPROA “Nutritevi dei colori della vita” (http://www.nutritevideicoloridellavita.com) - finanziata con il contributo dell’Unione europea e dello Stato italiano -, il colore della frutta e degli ortaggi è un indizio importante per variare l’assunzione di sostanze preziose, proteggendo la salute e coprendo il fabbisogno di nutrimento del nostro organismo. Ogni colore (rosso, verde, bianco, giallo/arancio e blu/viola) corrisponde a sostanze specifiche, con differenti azioni nutrienti e protettive. Per l’uva il colore è blu/viola: questo gruppo di alimenti contiene un fitocomposto con azione antiossidante: le antocianine. Le verdure blu-viola, e in particolare i frutti di bosco, sono ricchi di vitamina C che, se assunta giornalmente in almeno 200 mg (il fabbisogno medio europeo è di 90 mg al giorno per gli uomini e 80 mg per le donne), contribuisce al mantenimento della normale funzione del sistema immunitario durante e dopo uno sforzo fisico intenso, alla normale formazione del collagene e alla normale funzione delle ossa, delle cartilagini, delle gengive, della pelle e dei denti. Il radicchio contiene anche discrete quantità di beta-carotene ed è una buona fonte di potassio, che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso, alla normale funzione muscolare e al mantenimento di una normale pressione sanguigna. Buone fonti di potassio sono anche i fichi, i ribes e le more.