Questo ristorante è una rivelazione ed ha superato le aspettative. Ce ne avevano parlato in diversi e dunque non vedevamo l’ora di provarlo

È facilissimo da raggiungere: seguite la strada verso Bormio e sulla sinistra, appena siete nel Comune di Montagna, c’è questo ristorante dall’ambiente da osteria, ma elegante, dove all’ingresso non passa inosservata la selezione di oli, prodotti e vini della Valtellina, con produttori conosciuti e sconosciuti. Se poi fate come me, ovvero prendete una camera nell’emozionante Balzi Retici, che è il più bell’hotel della zona, a Poggiridenti, sarete felici.

In sala ci sono due ragazze, di cui una davvero competente sui vini, che non si tira indietro dal consigliare produttori e che m’ha messo sulla strada di uno ottimo come Marino Lanzini, che non conosce pressoché nessuno, ma che è già grande con il suo Rosso di Valtellina 2016 prodotto a Ponte. E che dire dell’Inferno di Pizzo Coca, altra azienda di Ponte Valtellina di Lorenzo Mazzucconi.

Detto questo, mentre scorgevo il menu ecco la prima delle sorprese: una selezione di pani, fra cui quello di grano arso del panificio San Marco, in Puglia, nostro campione del Golosario, ma anche di Vulaiga e dell’Antico Forno di Tirano. Questo per assaggiare un olio come entrée. E che olio: Franci di Montenero d’Orcia. Che dire? Sembra di assaggiare ilGolosario, accanto ad una serie di prodotti presi dalla lista dei presidi di Slow Food.

Si inizia con gli antipasti: bresaola artigianale servita al naturale, battuta a coltello di Fassona, trota "mi cuit" con verdure di stagione, sformato di pasta brisée ai carciofi con fonduta di Reggiano delle Vacche Rosse (stagionatura 40 mesi).

Di primo ho preso i pizzoccheri, prodotti in casa con due farine, e fra me ho pensato: sto assaggiando i migliori pizzoccheri della mia vita. Croccante la pasta, generosa la presenza della verza, non invadente il bitto. Perfetti e in porzione abbondante. Non ho potuto fare a meno di assaggiare anche il taròz e qui, anziché la solita mappazza che spesso ti rifilano i ristoranti tipici, ho apprezzato la croccantezza dei fagiolini dentro la morbidezza dell’insieme. Avrei voluto anche la polenta taragna o la minestra d’orzo, la “Dumega” del Silvano; mi attraeva quella crema di carote con burrata d’Andria, capperi di Pantelleria e crostini di pane di Fobello, ma come si fa? C’erano anche le pappardelle di segale con salsiccia e cime di rapa e un risotto Vialone Nano stagionato 22 mesi con pistacchio di Bronte, acciuga e scorza di arancia. Fantasia e tradizione, ma soprattutto solidità in cucina.
Il cuoco Gianluca Bassola è davvero bravo e non lascia nulla al caso. La sua trippa in umido con i quattro tagli è da manuale, mentre la faraona cotta a bassa temperatura e ripassata in forno è una delizia di morbidezza. Altri secondi: la tagliata di cervo con crauti in agrodolce e il baccalà in oliocottura con polenta di mais biancoperla e radicchio tardivo in agrodolce. Mi fa impazzire la sua conoscenza dei prodotti, la sua capacità di giocare con i gusti più sfiziosi del nostro Paese. Se credete, ordinate anche la selezione di formaggi (fra cui lo Storico Ribelle), prima del gelato al fiordilatte mantecato al Braulio con Panùn o la imperdibile torta di grano Fiorina con amaretti e mele. Hanno anche un menu per bambini e sono talmente bravi, Gianluca ed Elena, che già si meritano il massimo dei nostri riconoscimenti. La riscossa della Valtellina parte anche da loro. Bravi!

Ristorante Trippi
via Stelvio, 297
Montagna in Valtellina (SO)
tel. 0342 61 55 84