Oltre 6 milioni di utenti mensili per il popolare portale, che però soffre la presenza di recensioni fasulle

Quali sono le strategie messe in atto dal colosso delle recensioni per contrastare il fenomeno dei giudizi fasulli? Sette dedica un ampio articolo alle strategie del sito che solo in Italia genera 6,4milioni di visitatori unici mensili (sono 390milioni nel mondo) e che deve difendersi da tre tipi di attacchi: il boosting, ovvero l’inserimento di autorecensioni per scalare il sito, il vandalismo ovvero la pubblicazione di false recensioni negative per danneggiare strutture concorrenti, l’optimization per la pubblicazione di recensioni fraudolente ad opera di agenzie di ottimizzazione.

Mentre i locali si stanno organizzando con gli adesivi “Locale no Tripadvisor - Basta false recensioni” (ma siamo certi che siano tutte false recensioni oppure è anche un modo per liberarsi in fretta delle critiche? ndr), il sito risponde con un team di 300 persone che vagliano le recensioni considerate sospette. Come? Ci sono filtri che si basano sull’IP ma anche sul tipo di schermo utilizzato oltre che sulla tipologia di parole, seguendo tecniche utilizzate anche dalla polizia. Oltre alle azioni contro le agenzie di ottimizzazione: “abbiamo fatto chiudere 59 agenzie nel mondo negli ultimi due anni”  (solo?) spiegano dal sito. Interessante l’editoriale di Severgnini: “Le grandi piattaforme OTT- Over the top (le chiamano così) - sono responsabili dei contenuti che pubblicano, per un motivo semplice: li analizzano, li classificano, li utilizzano per farci i soldi, soprattutto attraverso la pubblicità personalizzata. Non possono lavarsene le mani, appena questi contenuti diventano pericolosi”.

Di Tripadvisor si parla anche sul Fatto Quotidiano con un pezzo di Selvaggia Lucarelli che deride (e non aggiunge nulla di utile alla discussione) alcuni commenti negativi apparsi sulla Francescana di Modena e “i critici gastronomici fai-da-te”.