In Borgo Vecchio di San Salvario la "felice convivenza" tra mixology e food pairing grazie a Davide Pinto, patron di Affini

Affini è un locale torinese, che si autodefinisce “tapas bar e ristorante” (Via Belfiore, 16/C - tel. 0110240162).

Da sempre attento a esaltare le affinità di vini, distillati e liquori (vedi il vermouth in generale e Anselmo in particolare) tipici del territorio torinese e piemontese, il passaggio, o meglio, la convivenza tra mixology e food pairing è stato inevitabile. E dove, se non a Torino, anzi nel cuore della Torino storica, Borgo Vecchio di San Salvario, questa convivenza poteva nascere e prosperare più felicemente?

Perché è vero che le tapas avranno anche un nome esotico, ma con assai poca differenza dal “piattino” delle piole di cui tutti, anche quelli che per ragioni anagrafiche non le hanno conosciute, mitizzano il ricordo. E se nel “piattino” troviamo dell’ottima insalata russa o una succulenta salsiccia cotta a bassa temperatura con pomodoro San Marzano e basilico, accanto a una classica tortilla di patate e cipolle o a un boccadillo di polpo con salsa bravas, vuol dire che davvero, qui, la cucina non ha confini.

Per chi poi delle tapas non si accontenta, la cucina di Yari Sità ha in serbo qualche piatto, che giustamente varia con le stagioni. Da provare il tataki di filetto di fassona  con insalatina, ma anche il fresco gazpacho al melone e wasabi con crumble di pane e peperono grigliato.
Tra i dolci poi, il dubbio è su che cosa scegliere tra il bunet al vermouth “Turineis” con fave di cacao servito con mou salato, che occhieggia accanto alla cheesecake alla Newyorkese.

E se poi a Borgo Vecchio San Salvario già ci si muove in direzione plastic free, utilizzando  cannucce in carta o amido di riso biodegradabili al 100%, il merito è anche di Davide Pinto, il patron di Affini, instancabile animatore dell’associazione no-profit San Salvario Hub, che del territorio sta promuovendo lo sviluppo turistico proponendo un modello di ospitabilità sostenibile.
Un futuro ancora tutto da scrivere, dove l’attenzione al cibo, al buon cibo, ha ovviamente un ruolo fondamentale.