Il Carpaccio di Merluzzo della Taverna Kerkyra: un mosaico di colori, sapori e memoria nel cuore della Costa Viola

A Bagnara Calabra (Rc), dove le rocce della Costa Viola sfidano le correnti del Tirreno, la Taverna Kerkira (nome greco dell’isola di Corfù) non è un semplice ristorante, ma il porto sicuro di una storia che attraversa il Novecento e il Mediterraneo. Qui la cucina è una sintesi perfetta tra memoria, amore e rigore culinario.
sala2.jpgLa carta dello chef e patron Fulvio Dato riflette le radici profonde della sua famiglia. Tutto nasce con Rosario Dato, classe 1914: soldato della divisione Acqui, fu impegnato sul fronte albanese e poi a Kerkira, l’isola ionica che, come la vicina Cefalonia, fu teatro dell'eccidio di migliaia di italiani. Rosario fu un’eccezione felice: non solo sopravvisse, ma in quella terra trovò l’amore della sua vita, Marika. Il loro primo figlio, Domenico, fu concepito proprio lì, al fronte. Anni dopo, in Calabria, sarebbero nati Fulvio — velista prima di scoprire la passione per i fornelli — e Rosvita, efficace crasi tra Rosa ed Evita, un tempo architetta. Insieme, dal 1983, trasformano memoria e storia in un’entusiasmante sintesi culturale tra dolce e salato: se Fulvio è il 'velista' che governa il salato con precisione millimetrica, Rosvita è l’'architetta' che traduce il rigore del disegno tecnico nella raffinata eccellenza della pasticceria.
sala.jpgIl piatto che meglio sintetizza questa filosofia di contrasto, di "sottrazione e memoria", è il Carpaccio di Merluzzo. In una cittadina dominata nei secoli dal mito delle “spadare” per la pesca del pescespada, Fulvio Dato sceglie il merluzzo di "amo", elevandolo a icona di purezza. Le sue carni, opalescenti e sode, vengono ridotte in scaglie dalla consistenza decisa, disposte sul piatto per esaltarne la polpa madreperlacea. La marinatura all'arancia accarezza le fibre senza denaturarle, mentre il richiamo a Corfù si palesa con l'aggiunta del basilico greco: una varietà a foglia minuscola che sprigiona note citrine capaci di creare un legame perfetto con l'agrume. Su questa base sono lasciati cadere sparuti filamenti di cipolla rossa di Tropea, che aggiungono una vibrante sfumatura agrodolce e regalano un richiamo cromatico ai tramonti infuocati della Costa Viola.
piatto.jpgMa il vero colpo di genio, capace di spostare l'equilibrio del piatto verso una dimensione inedita, è l’intuizione di sminuzzare direttamente sul pesce il Torrone Igp di Bagnara Calabra della pasticceria Careri. Questa sopraffina eccellenza artigianale, a base di mandorle e miele locali, intrecciandosi alla freschezza dell’arancia, crea un contrasto magistrale con la sapidità del pesce. È un gioco audace tra dolce e salato, dove la croccantezza del torrone esalta la callosità del merluzzo in un equilibrio perfetto. Per rifinire la sua opera, poi, lo chef scova il meglio della dispensa globale. Dalla storica maison parigina Thiercelin 1809, sceglie bacche di pepe rosa d'élite, selezionate a mano: un pepe che non punge, ma sprigiona note balsamiche e floreali. Dall’isola di Anglesey, nel Galles, arriva invece il pregiato Halen Môn: fiocchi di sale croccanti e trasparenti che fungono da "metronomo" del piatto, regalando ritmo alla masticazione e una sapidità minerale che pulisce il palato a ogni morso. Il tocco finale è lasciato alla mano del cliente: un filo d’olio EVO, dosato a piacere, per suggellare l’armonia sensoriale del piatto. Ogni boccone è un frammento di storia: il racconto di una Bagnara che guarda l'orizzonte con la saggezza di chi sa che il mare non separa, ma unisce le spezie di Parigi, il sale del Galles, il sole di Corfù e il cuore della Calabria.
piatto2.jpgLa portata è stata accompagnata da un calice di Critone (Cantina Librandi), etichetta storica di Cirò (Kr) e pioniera nel rinnovamento dei bianchi calabresi. Unendo l’eleganza di due grandi vitigni internazionali (chardonnay 90% e sauvignon blanc 10%) alla sapidità del territorio, questo vino bilancia con precisione la freschezza agrumata, la nota tostata del torrone e la mineralità salina di una creazione veramente straordinaria.

Il Consiglio del Golosario: non abbiate fretta. Prendetevi il tempo necessario per assaporare, anche con gli occhi, questa tavolozza di colori e sapori creata da Fulvio: un’opera che, nella sua apparente semplicità, è pura poesia mediterranea. Tra l’accento balsamico del pepe rosa e la croccante carezza del torrone, ogni assaggio diventa il punto d’arrivo di un lungo viaggio: una storia d’amore nata su un’isola greca nel 1943, custodita con cura per decenni e oggi, finalmente, celebrata in un piatto d’autore. (visita del 5 aprile 2026)

TAVERNA KERKIRA

Corso Vittorio Emanuele, 217
Bagnara Calabra (Rc)
tel. 0966372260

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