Una giornata a Staffarda, tra l'abbazia cistercense e il gusto del territorio

Gli amici ti chiamano. E in questo periodo ti chiedono esattamente due cose: dove andare a mangiare il tartufo e cosa vedere di bello. Ed io rimango muto. Per il tartufo accidenti c’è una guida che va nel profondo del territorio, ma come si fa a consigliare un posto sapendo che molti locali, il sabato e la domenica, sono full? Per cosa vedere, la mia risposta è sempre una: l’Abbazia di Staffarda, fra Cavour e Saluzzo, che pure è una bella città. Qui c’è anche una trattoria calda, il Sigillo (Revello - fraz. Staffarda, piazza Roma 9 - tel. 0175273120), dove fanno il pane nel forno a legna e servono tutto nelle padelle. Si mangia sempre meglio ed il posto è bello, coi caminetti accesi nelle sale antiche che hanno il pavimento in cotto. Qui fanno lo zabaione al Marsala (nella foto) più buono del mondo, fidatevi.

Ma bellissima, meravigliosa è questa abbazia cistercense che ha 500 anni, che coniuga l’essenziale con la maestosità. Per la prima volta ho visitato anche il chiostro (nella foto), seguendo l’audiovideo che ti immerge nel clima dei monaci, in maniera essenziale. Era sabato, un bel sabato di sole, e lì abbiamo scoperto che, grazie a una dispensa speciale del vescovo, fanno la messa della domenica alle 3 del pomeriggio, per favorire i mungitori. Che esistono per davvero e traggono il latte dalla pregiata razza bovina piemontese. Che struggimento Staffarda. Sulla strada verso Cavour ci sono poi le insegne delle aziende agricole che vendono mele, perché questo è il paese delle mele (chiedete la varietà Grigia di Torriana che ha pure la De.Co. del comune di Barge). E nell’azienda di Guido Turaglio (tel. 01216528) abbiamo trovato oltre venti varietà diverse, buonissime. Ma avete presente le mele non conservate, appena raccolte, dolcissime e salutari? Prima di dirigerci verso il Roero, quella sera, siamo poi andati dal re della carne Silvio Brarda, ma questa è già un’altra storia che vi racconto in un’altra parte del sito. Adesso lasciatemi ricordare le mele, le mucche e la meraviglia.